<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>
<ram xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance"
     xsi:noNamespaceSchemaLocation="../ram.xsd"
     archivetype="rad"
     type="book"
     id="a.pq4212.r3.vol3"
     metatype="web.otherbook"
     workcode="pq4212.r3"
     version="vol3">
   <ramheader>
      <filedesc>
         <titlestmt>
            <title>Raccolta di Rime Antiche Toscane: Rossetti Archive Document</title>
            <author/>
            <editor>Pietro Notarbartolo, duca di Villarosa</editor>
    
    
         </titlestmt>
         <editionstmt>
            <edition>1</edition>
         </editionstmt>
         <extent/>
   
   
         <notesstmt/>
         <sourcedesc>
            <citnstruct>
               <title>Raccolta di Rime Antiche Toscane</title>
               <author/>
               <editor>Pietro Notarbartolo</editor>
               <imprint>
                  <publisher/>
                  <printer>Giuseppe Assenzio</printer>
                  <city>Palermo</city>
                  <date compdate="1817">1817</date>
                  <edition/>
                  <prepub/>
                  <pagination>[1]-443</pagination>
                  <volume>3</volume>
                  <issue/>
                  <authorization/>
                  <collation>4<hi rend="sup">o</hi>A 2-3K</collation>
                  <note/>
               </imprint>
               <scribe/>
               <corrector/>
               <provenance>
                  <location/>
                  <recnum>pq4212.r3.vol3.1817</recnum>
                  <note/>
               </provenance>
               <physicaldesc>
                  <binding>
                     <cover>Cream and red leather with gold embossing on the spine.</cover>
                     <endpapers/>
                  </binding>
                  <typography>
                     <typeface>
                        <point/>
                        <font/>
                     </typeface>
                     <pagelines>
                        <number>34</number>
                        <length/>
                     </pagelines>
                     <columns>1</columns>
                     <margin type="top">3 cm</margin>
                     <margin type="bottom">4.5 cm</margin>
                     <margin type="right">3.7 cm</margin>
                     <margin type="left">2 cm</margin>
                     <note/>
                  </typography>
                  <paper>Mostly laid paper with chain lines and visible watermarkings.</paper>
                  <watermark/>
                  <size/>
                  <note/>
               </physicaldesc>
            </citnstruct>
         </sourcedesc>
      </filedesc>
      <encodingdesc/>
      <profiledesc>
         <commentaries>
            <head>Commentary</head>
            <section type="intro">
               <head>Introduction</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="texthistcomp">
               <head>Textual History: Composition</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="texthistrev">
               <head>Textual History: Revision</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="prodhist">
               <head>Production History</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="recepthist">
               <head>Reception History</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="icon">
               <head>Iconographic</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="printhist">
               <head>Printing History</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="pictorial">
               <head>Pictorial</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="historical">
               <head>Historical</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="literary">
               <head>Literary</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="translation">
               <head>Translation</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="autobio">
               <head>Autobiographical</head>
               <p/>
            </section>
            <section type="biblio">
               <head>Bibliographic</head>
               <p/>
            </section>
         </commentaries>
      </profiledesc>
      <revisiondesc/>
   </ramheader>
   <text>
      <front>
         <page n="[i]" image="a."/>
         <titlepage>
            <doctitle>
               <titlepart type="main">
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">
                        <hi rend="i">Raccolta</hi>
                     </hi>
                  </hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">
                        <hi rend="i">Di</hi>
                     </hi>
                  </hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">Rime Antiche</hi>
                  </hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">Toscane.</hi>
                  </hi>
                  <lb/>
                  <lb/>
                  <hi rend="c">
                     <hi rend="i">Volume Terzo .</hi>
                  </hi>
               </titlepart>
            </doctitle>
            <docimprint>
               <hi rend="c">
                  <hi rend="i">Palermo .</hi>
               </hi>
               <lb/>
               <hi rend="c">Dalla Tipografia Di Giuseppe Assenzio .</hi>
               <lb/>
               <date>1817</date>
            </docimprint>
         </titlepage>
         <epage/>
      </front>
      <body>
         <div0 anchor="0.1" type="section" n="1">
            <omit extent="pages [ii]-326" reason="not translated by DGR"/>
         </div0>
         <epage/>
         <page n="327" image="a."/>
         <div0 anchor="0.2" type="biography" n="2"
               title="Notizie Istoriche d'Alcuni Poeti, Che Fiorirono Verso Il MCCC.">
            <divheader>
               <title>
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">Notizie Istoriche d'Alcuni Poeti,</hi>
                  </hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="center">
                     <hi rend="c">Che Fiorirono Verso Il MCCC.</hi>
                  </hi>
               </title>
            </divheader>
            <p>
               <pageheader>
                  <ornament>Each paragraph begins with a cock-up initial.</ornament>
               </pageheader>
            </p>
            <p>Caccia da Castello fiorì verso il 1300. secondo il parere di Crescimbeni , e fu
     uomo dotto di quell' età . Nella Chigiana al cod. 563 havvi quest' unica sua ballata
     , la quale tratta dell'Incarnazione, in quella maniera che potevasi in quei rozzissimi tempi .</p>
            <p>Chiaro Davanzati Fiorentino anch'esso è annoverato tra gli buoni rimatori del fine
     del secolo XIII. Il primo sonetto , che s'inserisce , si legge nella Raccolta del Giunti , ed
     è stato scritto in risposta a quello di Dante da Majano , che mandò a
     diversi rimatori sopra un segno , di cui ne addimanda a loro la interpretazione: il secondo
     è anche scritto in risposta ad un altro di Monte Andrea da Firenze , ed è
     stato tratto dalla Raccolta Fiorentina insieme alla Canzone .</p>
            <p>Cione Baglione di patria per avventura Perugino , secondo il mentovato Crescimbeni , fu poeta
     del secolo XIII. ed amicissimo di Dante da Majano; dal quale anche fu scelto per interprete del
     soprallegato sogno , come si vede nella Raccolta del Giunti .</p>
            <p>Dello da Signa fu bizzarro e capriccioso nel comporre sonetto , ed affettava quegli scherzi ,
     che dal Bedi furono chiamati puerili: ma perciocchè in quei rozzi tempi erano
     reputate vaghezze somiglianti bizzarrìe, non deesi incolpare n` questo
     n` alcun altro<epage/>
               <page n="328" image="a."/> di quegli antichi rimatori , che li usarono . Nell'Edizione
     Fiorentina si trovano le poesie di queste autore , che quì si riuniscono .</p>
            <p>Jacopo Mostacci da Pisa fu rimatore non troppe culto nè leggiadro , per quello che
     si cava da un sonetto portato dall'Allacci, e dal Crescimbeni stampato tra li saggi della
     Volgar Poesia . Il Redi annoveralo fra li poeti , che fiorirono a tempi di Fra Guittone , ma il
     Crescimbeni credelo de' tempi più bassi , e che fiorisse verso il 1300.</p>
            <p>Lemmo di Giovanni d'Orlandi da Pistoja fiorì intorno al 1300. e fu molto amico di
     Cino da Pistoja , tra le cui rime si veggono varj sonetti a lui scritti, pieni di segni
     distintissimi d' affetto e di confidenza. Ancorch` il suo stile sia dolce e tenero,
     e s'inchini alla maniera del suo amico Cino , non per tanto il Crescimbeni è
     d'opinione , che si accosti più agli altri del tempo di Fra Guittone , che a quello.
     Dell'Edizione Fiorentina sono state cavate le poesie , che ora si riproducono .</p>
            <p>Loffo o Noffo Buonaguida fu uno de' buoni rimatori del suo tempo , cioè della fine
     del secolo XIII. siccome ne giudica il Crescimbeni; imperciocchè sebbene il suo
     stile non sia esente della rozzezza de' suoi tempi , non di meno non è tanta ,
     quanta se ne vede ne' poeti del tempo più alto , ed i sentimenti sono giusti , e ve
     ne ha de' buoni e belli, e spiegati non senza felicità .</p>
            <epage/>
            <page n="329" image="a."/>
            <pageheader>
               <bibliosig>Vol. III. T t</bibliosig>
            </pageheader>
            <p>Salvino Doni Fiorentino scrisse l'unico sonetto , che di lui finora si ha , a Dante di Majano
     sopra quel sogno , che disteso in un altro sonetto mandò a diversi rimatori suoi
     amici , affinchè lo in interpretassero . Da esso si raccoglie che fu uomo savio e
     costumato ; il suo stile è alquanto rozzo , come quello de' rimatori del suo tempo ,
     cioè del secolo XIII.</p>
            <p>Ser Pace Notajo da Firenze fiorì nel fine del secolo XIII. secondo il Crescimbeni
     ; il quale guidica , che il suo stile , alquanto scevro della rozzezza di quei primi tempi , si
     accosti alla maniera di Dante da Majano , e di quelli che rimarono intorno al 1300. L'Edizione
     Fiorentina ci dà tutti li sonetti che si hanno di questo poeta.</p>
            <p>Talano da Firenze dovette esser uomo di gran riguardo , perciocchè nel manuscritto
     del Bargiacchi viene onorato col titolo di Messere . Fiorì nel fine del secolo XIII
     e di lui quest' unico sonetto ha veduto la luce: trovasi ne' saggi dati dal Crescimbeni .</p>
            <ornlb>A swelled rule line.</ornlb>
            <epage/>
         </div0>
         <omit extent="pages 330-339" reason="not translated by DGR"/>
         <page n="340" image="a."/>
         <omit extent="top of page" reason="not translated by DGR"/>
         <div0 anchor="0.3" type="canzone" n="3" title="Levandomi speranza"
               id="a.234d-1861orig.i1"
               workcode="234d-1861orig"
               rltdobject="234d-1861">
            <divheader>
               <title>CANZONE.</title>
               <note>Author: Dello da Signa</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="stanza">
               <l n="1" indent="2">Levandomi speranza</l>
               <l n="2">D' aver gioja compita per amore ,</l>
               <l n="3">Piacque alla Donna mia , ch'io li sia amante .</l>
               <l n="4" indent="2">E dammi sicuranza</l>
               <l n="5">Del suo piacente e pïetoso core ,</l>
               <l n="6">Dell'amoroso suo gajo sembiante .</l>
               <l n="7" indent="2">Sì ch'io non ho dottanza</l>
               <l n="8">Di star leale amante e servidore ,</l>
               <l n="9">E ch'io non sia di gioi' più d'altro amante .</l>
               <l n="10" indent="2">E mercè fa pietanza ,</l>
               <l n="11">E pietà face d' amar lo dolzore ,</l>
               <l n="12">E bon servir fa servo bene stante .</l>
               <l n="13" indent="2">Ed io , che son servente più d' altro , amo</l>
               <epage/>
               <page n="341" image="a."/>
               <l n="14">Donna più d' altra gente ,</l>
               <l n="15">Canto ed allegro , e gioi' attendo e spero</l>
               <l n="16">Da lei , cui servo , e cui mi son donato .</l>
               <l n="17" indent="2">E se davanti mercede le chiamo ,</l>
               <l n="18">So che non l' è spiacente ;</l>
               <l n="19">Però mi riconforto e non dispero ,</l>
               <l n="20">Avvegna in tutto gioir m' ha vietato .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="rest of page" reason="not translated by DGR"/>
         <omit extent="pages 342-345" reason="not translated by DGR"/>
         <epage/>
         <page n="346" image="a."/>
         <omit extent="top of page" reason="not translated by DGR"/>
         <div0 anchor="0.4" type="sonnet" n="4" title="Ispirito d' Amor con intelletto"
               id="a.100d-1861orig.i2"
               workcode="100d-1861orig"
               rltdobject="100d-1861">
            <divheader>
               <title>I.</title>
               <note>Author: Noffo or Loffo Bonaguida. The first letter of the sonnet is a cock-up
     initial.</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="quatorzain">
               <l n="1">Ispirito d' Amor con intelletto</l>
               <l n="2">Dentro dallo mio cor sempre dimora ,</l>
               <l n="3">Che mi mantiene in gran gioja e 'n diletto ,</l>
               <l n="4">E senza lui non vivería un' ora .</l>
               <l n="5" indent="2">Ed hammi fatto amante sì perfetto ,</l>
               <l n="6">Ch' ogn' altro in ver di me d'amore è fuora :</l>
               <l n="7">Non ho mai pene , nè sospiri getto :</l>
               <l n="8">Cotanto buonamente m' innamora .</l>
               <l n="9" indent="2">Lo spirito d' Amor , che meco parla</l>
               <l n="10">Della mia gentil donna ed avvenente ,</l>
               <l n="11">Mi dice : Non voler mai più che amarla ,</l>
               <l n="12" indent="2">Sì com' ella ama te coralemente ,</l>
               <l n="13">E di fin cor servire ed onorarla ;</l>
               <l n="14">Che è la gioja del mondo più piacente .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="pages 347-357" reason="not translated by DGR"/>
         <epage/>
         <page n="358" image="a."/>
         <omit extent="top of page" reason="not translated by DGR"/>
         <div0 anchor="0.5" type="sonnet" n="5" title="Novella gioja e nova innamoranza"
               id="a.180d-1861orig.i3"
               workcode="180d-1861orig"
               rltdobject="180d-1861">
            <divheader>
               <title>XVII.</title>
               <note>Author: Ser Pace, Notaio da Fiorenza.</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="quatorzain">
               <l n="1" indent="2">Novella gioja e nova innamoranza</l>
               <l n="2">Mi fa di novo canto risentire :</l>
               <l n="3">Che m' avea quasi messo in oblianza</l>
               <l n="4">Amore , e or vuol ch'io li deggia servire .</l>
               <l n="5" indent="2">La 'nd' io giojoso vivo in allegranza ,</l>
               <l n="6">Che tale aspetto m'ha messo in disire :</l>
               <l n="7">Che di bellezze e pregio ogn' altra avanza</l>
               <l n="8">Quella , cui io son dato ad ubidire .</l>
               <l n="9" indent="2">Membrando la figura con le membra</l>
               <l n="10">Dentro dal core mi fue imaginata</l>
               <l n="11">Subitamente con un solo isguardo .</l>
               <l n="12" indent="2">Quando la veggio un ardor mi rassembra</l>
               <l n="13">D'un fuoco e d'una fiamma delicata ,</l>
               <l n="14">Che 'l cor m'ha preso , tanto ch' io tutt' ardo .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="rest of page" reason="not translated by DGR"/>
         <omit extent="pages 359-362" reason="not translated by DGR"/>
         <epage/>
         <page n="363" image="a."/>
         <pageheader>
            <bibliosig>Z z *</bibliosig>
         </pageheader>
         <div0 anchor="0.6" type="biography" n="6" title="Notizie Istoriche di Dino Compagni.">
            <divheader>
               <title> Notizie Istoriche di Dino Compagni .</title>
               <note>Biographical note written by the editor. The first letter is a cock-up initial.</note>
            </divheader>
            <p>Dino Compagni Fiorentino fu molto stimato da quella Republica , della quale fu Gonfaloniere
     di Giustizia . Dalli Compilatori del Vocabolario della Crusca è egli annoverato tra
     gli prosatori del buon secolo , che allegano una sua Diceria fatta al Papa , al quale fu
     inviato ambasciadore , ed una Cronaca de' fatti patrii accaduti a' suoi tempi . Fu non mediocre
     poeta volgare , e godè l'amicizia di Dante, del quale fu coetaneo. Nella Vaticana al
     cod. 3214 si trovano alcune sue poesie , tra li quali il Crescimbeni scelse il sonetto , che
     quì s'inserisce . Costui allogalo agli anni 1312 ; ed è d' opinione , che
     il sonetto fosse diretto a Guido Cavalcanti , più tosto che a Guido Guinicelli : e
     la canzone trovasi nell'Edizione Fiorentina .</p>
            <ornlb> Swelled line break.</ornlb>
         </div0>
         <omit extent="364" reason="blank page"/>
         <epage/>
         <page n="365" image="a."/>
         <div0 anchor="0.7" type="sonnet" n="7" title="Non vi si monta per iscala d'oro"
               id="a.135d-1861orig.i4"
               workcode="135d-1861orig"
               rltdobject="135d-1861">
            <divheader>
               <title>A M. Guido Guinicelli.</title>
               <note>Author: Dino Compagni. Sonnet begins with a cock-up initial.</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="quatorzain">
               <l n="1">Non vi si monta per iscala d' oro ,</l>
               <l n="2">Guido Messer , ove tien corte Amore ;</l>
               <l n="3">E non vi s' apre porta per tesore</l>
               <l n="4">A chi non porta di buon aire il core .</l>
               <l n="5" indent="2">D'umiltate conviensi ogni lavoro</l>
               <l n="6">In ver sua donna , aoprando ogni favore ,</l>
               <l n="7">E senza cortesia non è innamoro</l>
               <l n="8">D'alcun amante , che pregi valore .</l>
               <l n="9" indent="2">Ma voi sentite d'Amor ( credo ) poco ,</l>
               <l n="10">Giovinezza vi strema la ragione :</l>
               <l n="11">Tanto sovente guardate in un loco ,</l>
               <l n="12" indent="2">E vi credete più bel , che Assalone :</l>
               <l n="13">Come sovente la farfalla 'l foco</l>
               <l n="14">Credete trar le donne dal balcone .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="rest of page" reason="not translated by DGR"/>
         <omit extent="page 366" reason="not translated by DGR"/>
         <epage/>
         <page n="367" image="a."/>
         <div0 anchor="0.8" type="biography" n="8"
               title="Notizie Istoriche d'Alcuni Poeti, che Fiorirono Verso Il MCCCXX.">
            <divheader>
               <title>
                  <hi rend="c">Notizie Istoriche d'Alcuni Poeti,</hi>
                  <lb/>
                  <hi rend="c">che Fiorirono Verso Il MCCCXX.</hi>
               </title>
               <note>Short biographies of Dino Frescobaldi and Franceschino degli Albizi written by the
      editor. Each paragraph begins with a cock-up initial.</note>
            </divheader>
            <p>Dino Frescobaldi Fiorentino fu figliuolo di M. Lambertuccio , di nobile e chiara famiglia , e
     fu uno de' più culti e leggiadri rimatori del suo tempo. È lodato dal
     Bembo come assai famoso poeta , il quale antiposelo a Jacopo figliuolo di Dante , che giudicava
     molto al di sotto e men chiaro di lui . Ebbe un figliuolo detto Matteo , anch'esso rimatore .
     Amico di Dante si adoperò seco lui affinchè perfezionasse la Divina
     Commedia , siccome affermano Giovanni Villani , e il Boccaccio . In Firenze nella Stroziana
     havvi un manuscritto di Canzoni e Sonetti di questo poeta , ed in Roma nella Vaticana al cod.
     3213. e nella Chisiana al cod. 1124. si trovano altre sue poesie . Quelle della presente
     Raccolta sono state tratte dall' Edizione Fiorentina del 1816.</p>
            <p>Franceschino degli Albizi Fiorentino figliuolo di Taddeo servì in corte di Stefano
     Colonna insieme con Sennuccio , e fu poeta de' più rinomati del suo tempo . Era
     amico e parente del Petrarca , ed erasi nel 1345 trasferito ad Avignone per godervi la sua
     compagnia . Dopo esservi stato due anni , partissi per veder Parigi ed altre città
     della Francia ; ma ritornandovi nel 1348. non lo trovò più in quella , e
     trasferissi a Marsiglia per valicar in Italia . Giunto a Savona , morì in
     età troppo immatura intorno al 1350 : questa morte cagionò grandissimo
     dolore al Petrarca , come dalle lettere familiari di questo famoso valentuomo si scorge . La
     Ballata , che di lui abbiamo , è stata cavata dalla Raccolta del Giunti .</p>
         </div0>
         <omit extent="pages 368-370" reason="not translated by DGR"/>
         <page n="371" image="a."/>
         <pageheader>
            <bibliosig>A a a 2</bibliosig>
         </pageheader>
         <div0 anchor="0.9" type="sonnet" n="9" title="Questa e la giovinetta, ch' Amor guida"
               id="a.148d-1861orig.i5"
               workcode="148d-1861orig"
               rltdobject="148d-1861">
            <divheader>
               <title>V.</title>
               <note>Author: Dino Frescobaldi.</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="quatorzain">
               <l n="1" indent="2">Questa è la giovinetta, ch' Amor guida ,</l>
               <l n="2">Ch' entra per gli occhi a ciascun che la vede .</l>
               <l n="3">Questa è la donna piena di mercede ,</l>
               <l n="4">In cui ogni virtù bella si fida .</l>
               <l n="5" indent="2">Vienle dinanzi Amor , che par che rida</l>
               <l n="6">Mostrando il gran valor , dov' ella siede ;</l>
               <l n="7">E quando giunge ove umiltà la chiede ,</l>
               <l n="8">Par che per lei ogni vizio s' uccida</l>
               <l n="9" indent="2">E quando a salutare Amor la induce ,</l>
               <l n="10">Onestamente gli occhi move alquanto ,</l>
               <l n="11">Che danno quel disio, che ci favella .</l>
               <l n="12" indent="2">Sol dov' è nobiltà gira sua luce ,</l>
               <l n="13">Il suo contrario fuggendo altrettanto ,</l>
               <l n="14">Questa pietosa giovinetta bella .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="rest of page" reason="not translated by DGR"/>
         <omit extent="pages 372-373" reason="not translated by DGR"/>
         <epage/>
         <page n="374" image="a."/>
         <omit extent="top of page" reason="not translated by DGR"/>
         <div0 anchor="0.10" type="sonnet" n="10" title="Quest' altissima stella, che si vede"
               id="a.147d-1861orig.i6"
               workcode="147d-1861orig"
               rltdobject="147d-1861">
            <divheader>
               <title>XI.</title>
               <note>Author: Dino Frescobaldi.</note>
            </divheader>
            <lg n="1" type="quatorzain">
               <l n="1" indent="2">Quest' altissima stella , che si vede ,</l>
               <l n="2">Col suo bel lame mai non m'abbandona .</l>
               <l n="3">Costei mi diè chi del suo ciel mi dona</l>
               <l n="4">Quanto di grazia il mio intelletto chiede .</l>
               <l n="5" indent="2">E 'l nuovo dardo , che in questa man siede ,</l>
               <l n="6">Porta dolcezza a chi di me ragiona ,</l>
               <l n="7">In altra guisa morsa , che persona</l>
               <l n="8">Non fedì mai , nè fedirà , nè fiede .</l>
               <l n="9" indent="2">Perchè mercè aver così mi piace</l>
               <l n="10">Con questa nuova leggiadria ch' io porto ,</l>
               <l n="11">Dove mai crudeltà neuna giace .</l>
               <l n="12" indent="2">Entro quel punto ogni vizio fu morto ,</l>
               <l n="13">Ch'io tolsi lume di cotanta pace :</l>
               <l n="14">Ed Amor sa ; che io nel feci accorto .</l>
            </lg>
         </div0>
         <omit extent="rest of page" reason="not translated by DGR"/>
         <div0 anchor="0.11" type="section" n="11">
            <omit extent="pages 375-443" reason="not translated by DGR"/>
         </div0>
      </body>
   </text>
</ram>