Rossetti Archive Textual Transcription

Document Title: Poeti del primo secolo della lingua italiana in due volumi raccolti
Author: Lodovico Valeriani (editor)
Author: Urbano Lampredi (editor)
Date of publication: 1816
Edition: 1
Volume: 1

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page: [i]
SCRITTORI

DEL PRIMO SECOLO

TOMO PRIMO




page: [ii]
Note: Blank page.
page: [iii]
Editorial Note (page ornament): Publishers' ornament depicting a hinged box with a crank, possibly representing a hand-organ, surmounted by a banner with the motto Il piu bel fior ne coglie
POETI

DEL PRIMO SECOLO

DELLA

LINGUA ITALIANA


IN DUE VOLUMI RACCOLTI





FIRENZE

1816

.

Transcription Gap: pages iv-x (not translated by DGR)
page: 1
RIME ANTICHE

DI VINCENZODETTO CIULLO

D'ALCAMO
Note: Anno 1250.
AMANTE E MADONNA
Note: Impressa in forma assolutamente inintelligibile, e tronca di assai versi, dall'Allacci.
AM.
  • Rosa fresca aulentissima,
  • Ch'appari in ver l'estat,
  • Le donne te disiano
  • Pulzelle e maritate:
  • Traemi d'este focora,
  • Se t'este a bolontate;
  • Perchè non aio abento notte e dia
  • Pensando pur di voi, Madonna mia.
MAD.
  • Se di meve trabagliati,
  • 10Follìa lo ti fa fare.
  • Lo mar potresti arrompere
  • Avanti a semenare,
  • L'abete d'esto secolo
  • page: 2
  • Tutto quanto assembrare.
  • Avere me non poteria esto monno;
  • Avanti li cavelli m'arritonno.
AM.
  • Se li cavelli artonniti,
  • Avanti foss'io morto;
  • Cà i'si mi perderìa
  • 20Lo solazzo e diporto.
  • Quando ci passo e veioti,
  • Rosa fresca dell'orto,
  • Bono conforto donimi tutt'ore,
  • Poniamo che s'aggiunga il nostro amore.
MAD.
  • Che il nostro amore aggiungasi
  • Non boglio m'attalenti.
  • Se ci ti trova paremo
  • Cogli altri miei parenti,
  • Guarda non t'arricolgano
  • 30Questi forti correnti.
  • page: 3
  • Como ti seppe bono la venuta,
  • Consiglio che ti guardi alla partuta.
AM.
  • Se i tuoi parenti trovanmi,
  • E che mi posson fari?
  • Una difesa mettoci
  • Di dumilia agostari;
  • Non mi toccarà patreto
  • Per quanto avere ha'n Bari.
  • Viva lo'mperadore, grazi'a Deo;
  • 40Intendi, bella, quel che ti dich'eo.
MAD.
  • Tu me non lasci vivere
  • Nè sera, nè mattino.
  • Donna mi son di perperi,
  • D'auro massa amotino.
  • Se tanto aver donassimi,
  • Quanto ha lo Saladino,
  • E per aggiunta quant'ha lo Soldano,
  • Toccareme no poterìa la mano.
page: 4
AM.
  • Molto sono le femine,
  • 50Ch'hanno dura la testa,
  • E l'uomo con parabole
  • Le dimina e ammodesta;
  • Tanto intorno percacciale
  • Sinchè l'ha in sua podesta.
  • Femina d'uomo non si può tenere:
  • Guardati, bella, pur di ripentere.
MAD.
  • Ch'eo me ne pentesse?
  • Davanti foss'io auccisa,
  • Ch'a nulla bona femina
  • 60Per me fosse riprisa.
  • A sera ci passasti,
  • Correndo alla distisa:
  • A questi ti riposa canzoneri;
  • Le tue paraole a me non piaccion gueri.
page: 5
AM.
  • Quante sono le sciantora,
  • Che m'hai mise allo core!
  • E solo pur pensandoci
  • Latr'i'quando vo fore.
  • Femina d'esto secolo
  • 70Non amai tanto ancore,
  • Quant'amo te, rosa invidiata:
  • Ben credo che mi fosti distinata.
MAD.
  • Se distinata fosseti,
  • Caderìa delle altezze;
  • Chè male messe forano
  • In te le mie bellezze,
  • Se tutto addivenissemi,
  • Tagliaràmi le trezze,
  • E con Suore m'arrendo a una magione
  • 80Avanti che mi tocchin le persone.
AM.
  • Se tu con Suore arrenditi,
  • Donna, col viso aèro
  • page: 6
  • Allo Mostero vengoci
  • E tengomi al Mostero.
  • Per tanta prova vincerti
  • Faràlo volontiero:
  • Con teco stao la sera e lo mattino:
  • Mi sogno ch'io ti tenga al mio dimino.
MAD.
  • Oimè tapina misera,
  • 90Com'ho reo distinato!
  • Geso Cristo, l'altissimo
  • Del core me'aitato,
  • Concepistimi a abbatterre
  • In nomo blestiemato.
  • Cerca la terra, ch'este grande assai,
  • Chìu bella donna di me troverai.
AM.
  • Cercat'aio Calabria,
  • Toscana, e Lombardia,
  • Puglia, Costantinopoli,
  • 100Genoa, Pisa, Soria,
  • La Magna, e Babilonia,
  • Tutta la Barberia;
  • page: 7
  • Donna non trovai in tanti paesi;
  • Onde sovrana di mene te presi.
MAD.
  • Poi tanto trabagliastiti
  • Faccioti meo pregheri,
  • Che tu vadi, addomandimi
  • A mia mare e a mon peri,
  • Se dare mi ti degnano
  • 110Menami allo Mosteri;
  • E sposami davanti dell'Avvento,
  • E poi farò lo tuo comandamento.
AM.
  • Di cìo che dici, vitama,
  • Niente non ti bale;
  • Cà delle tue parabole
  • Fatto n'ho ponti e scale:
  • Penne pensasti mettere,
  • Son ricadute l'ale;
  • E dato t'aio la bolta sottana;
  • 120Dunque, se puoi, tieniti villana.
page: 8
MAD.
  • In paura non mettermi
  • Di nullo manganello;
  • I'stommi nella grolia
  • D'esto forte castello;
  • Prezzo le tue parabole
  • Men che d'uno zittello.
  • Se tu non levi e vattine di quaci,
  • Se tu ci fossi morto, ben mi chiaci.
AM.
  • Dunque vorresti, vitama,
  • 130Cà per te foss'eo strutto?
  • Se morto essere debboci,
  • Od intagliato tutto,
  • Di quaci non mi movera
  • Se non aio dello frutto,
  • Lo quale stae nello tuo giardino;
  • Disìolo la sera e lo mattino.
MAD.
  • Di quel frutto non abbero
  • Conti, nè Cavalieri.
  • Molto lo disiano
  • page: 9
  • 140Marchesi e Giustizieri;
  • Avere non ne pottero
  • Gir onde molto feri.
  • Intendi bene ciò che boglio dire;
  • Men este di mill'onze lo tuo avire.
AM.
  • Molti son li garofani,
  • Che a casata mandai.
  • Bella, non dispregiaremi,
  • Se avanti non m'assai.
  • Se vento è in proda, e girati,
  • 150E giungeti alle prai,
  • A rimembrare t'hai este parole,
  • Cà di esta animella assai mi duole.
MAD.
  • Macára, se dolesseti,
  • Che cadesse angosciato;
  • La gente ce accorressono
  • Da traverso e da lato;
  • Tutt'a meve dicessono:
  • page: 10
  • Accorri esto malnato:
  • Non ti diguàra porgere la mano,
  • 160Per quanto avere ha'l Papa e lo Soldano.
AM.
  • Dio lo volesse, vitama,
  • Cà te fos'morto in casa.
  • L'arma n'anderia consola;
  • Cade notte, pantasa
  • La gente ti chiamàrano
  • Oi periura malvasa,
  • Ch'hai morto l'uomo in casata. Traita,
  • Dammi uno colpo, levami la vita.
MAD.
  • Se tu non levi, e vattine
  • 170Colla maledizione,
  • Li frati miei ti trovano,
  • Dentro questa magione,
  • Bello mio socio, giuroti,
  • Perdici la persone
  • page: 11
  • Ch'a mene se'venuto a sermonare;
  • Parente a Amico non t'ave ad aitare.
.
  • A mene non aitano
  • Amici nè parente;
  • Istranio me son, carama,
  • 180Infra esta bona gente;
  • Or fa un anno, vitama,
  • Ch'entrata mi se'in mente;
  • Dic'anno, ti vestisti lo traiuto;
  • Bella, da quello giorno son feruto.
MAD.
  • Ahi tanto innamorastiti
  • Giù dallo traìto,
  • Come se fosse porpora,
  • Iscarlatto o sciamito!
  • Se all'Evangelie giurimi,
  • 190Che mi si'a marito,
  • Avere me non poterà esto monno;
  • Avanti in mare gittomi al profonno.
AM.
  • Se tu nel mare gittiti,
  • Donna cortese e fina,
  • Direto mi ti misero
  • page: 12
  • Per tutta la marina:
  • Poi che annegasseti
  • Trovarèti all'arina,
  • Solo per questa cosa ad impretare:
  • 200Con teco m'aio a giungere o'mpiccare.
MAD.
  • Segnomi in Padre e in Figlio
  • Ed in Santo Matteo.
  • So che non se'to eretico,
  • O figlio di Giudeo;
  • E cotali parabole
  • Non udii dire anch'eo.
  • Cà, mortasi la femina, allo'ntutto
  • Perdesi lo sabore e lo disdutto.
AM.
  • Bene lo saccio, carama,
  • 210Altro non posso fare,
  • Se chisso non accomplimi
  • Lassone lo cantare;
  • Farlo, mia donna, piacciati,
  • Chè bene lo puoi fare.
  • page: 13
  • Ancora to non m'ami, molto t'amo;
  • Sì m'hai preso, com'è lo pesce all'amo.
MAD.
  • Saccio che m'ami, ed amoti
  • Di core paladino:
  • Levati suso e vattine,
  • 220Tornaci allo mattino.
  • Se ciò, che dico, facimi,
  • Di bon cor t'amo e fino.
  • Chisso ben t'imprometto, e senza faglia
  • Te'la mia fede, che m'hai in tua baglia.
AM.
  • Per ciò che dici, carama,
  • Niente non mi movo.
  • Innanti prendi, e scannami,
  • Tolli esto cortel nuovo.
  • Esto fatto far puotesi
  • 230Innanti scalfi un uovo.
  • Ahi compli mio talento, amica bella,
  • Chè l'arma con lo core mi s'infella.
MAD.
  • Ben saccio l'arma doleti,
  • page: 14
  • Com'uomo ch'ave arsura.
  • Esto fatto non potesi
  • Per null'altra misura:
  • Se non all'Evangelie,
  • Che mo ti dico, giura
  • Avere me non puoi in tua podesta;
  • 240Innanti prendi, e tagliami la testa.
AD.
  • L'Evangelie, carama,
  • Che io le porto in sino,
  • Allo Mostero presile,
  • Non ci era lo patrino;
  • Sora esto libro giuroti,
  • Mai non ti vegno mino.
  • Ah compli mio talento in caritate,
  • Chè l'arma me ne sta in sottilitate.
MAD.
  • Meo Sire, poi giurastimi,
  • 250Eo tutta quanta incendo:
  • Sono alla tua presenzia,
  • Da voi non mi difendo.
  • S'eo menespreso abbiti,
  • page: 15
    Note: Large initial T that begins Folcachieri poem is followed by a misprinted capital U as the second letter of the first word.
  • Mercè, a voi m'arrendo.
  • Allo letto ne gimo alla bon'ora,
  • Chè chissa cosa n'è data in ventura.

DI FOLCACHIERO DE'FOLCACHIERI

CAVALIER SENESE.
Note: Anno 1206.
Note: Impressa nella raccolta dell'Allacci.
  • Tutto lo mondo vive sanza guerra
  • Ed io pace non posso aver neiente.
  • O Deo, come faraggio!
  • O Deo, come sostenemi la terra!
  • E'par ch'io viva in noia della gente:
  • Ogni uomo m'è salvaggio:
  • Non paiono li fiori
  • Per me com'già soleano,
  • E gli augei per amori
  • 10Dolci versi faceano agli albori.
  • E quando veggio gli altri Cavalieri
  • Arme portare e d'amore parlando,
  • Ed io tutto mi doglio:
  • Sollazzo m'è tornato in pensieri;
  • La gente mi riguardano parlando,
  • S'io sono quello, che essere soglio.
  • page: 16
  • Non so ciò ch'io mi sia,
  • Nè so perchè m'avvene
  • Forte la vita mia:
  • 20Tornato m'è lo bene in dolori.
  • Ben credo, ch'eo finisco, e n'ho'ncomenza
  • E lo mio male non porìa contare,
  • Nè le pene ch'io sento.
  • Li drappi di vestir non mi s'agienza,
  • Nè bono non mi sa lo manicare,
  • Così vivo in tormento,
  • Nè so onde fuggire,
  • Nè a cui m'accomandare:
  • Convenemi soffrire
  • 30Tutte le pene amare in dolzori.
  • Eo credo bene, che l'Amore sia,
  • Altro Deo non m'ha già a giudicare,
  • Così crudelemente.
  • Chè l'Amor è di tale signoria,
  • Che le due parti a sè vuole tirare,
  • E'l terzo è della gente.
  • A Dio per ben servire
  • S'io ragione trovasse,
  • page: 17
    Sig. Tom. I. 2
  • Non doverìa fallire
  • 40A lui così ch'i'amasse per cori.
  • Dolce Madonna, poich'eo mi moraggio,
  • Non troverai chi s'abbia in te servire
  • Tutta sua volontate;
  • Ch'unque non volli, nè vo', nè vorraggio
  • Se non di tutto a fare a piacere
  • Alla vostra amistate.
  • Mercè di me vi prenda,
  • Che non mi sfidi amando:
  • Vostra grazia discenda,
  • 50Però ch'eo ardo e incendo da fori.

page: 18
DI LODOVICO DELLA VERNACCIA
Note: Anno 1200.
Note: Impresso dal Crescimbeni mei Commentarj della Volgar Poesia.

  • Se'l subietto preclaro, o Cittadini,
  • Dell'atto nostro ambizioso e onesto
  • Volete immaginar, chiosando il testo,
  • Non vi parrà che noi siamo fantini?
  • S'alli nostri accidenti ed intestini
  • Casi ripenserete, con modesto
  • Aspetto inchinerete il cor molesto;
  • Fien radicati al cor in duri spini.
  • Quando ragion corregge li difetti
  • 10Del diverso inimico; e lor conturba
  • Non della spada il trionfar posarse,
  • Ma imbratta con forza e'sensi eretti,
  • Se vuole usar contra la falsa turba,
  • Solo la spada vuol magnificarse.

Transcription Gap: pages 18-19 (not translated by DGR)
page: 19
DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 20-29 (not translated by DGR)
page: 30
Cristo
Editorial Note: This poem is a cantica.
  • Ordina quest'amore, o tu che m'ami:
  • Non è virtù senz'ordine trovata:
  • Poichè trovare tanto tu me abbrami,
  • Sia la mente con virtù rinovata.
  • A me amare voglio, che tu chiami
  • La caritate, quale sia ordinata.
  • Arbore si è provata
  • Per l'ordine del frutto,
  • Lo qual dimostra tutto
  • 10D'ogni cosa il valore.
  • Tutte le cose, che aio create
  • Sì son fatte con numero e mensura,
  • Ed al lor fine son tutte ordinate;
  • Conservansi per ordin in valura:
  • E molto più ancora caritate
  • Sì è ordinata nella sua natura.
  • Or como per calura,
  • Alma tu se'mpazzita?
  • For d'ordin tu se'uscita;
  • 20Non t'è freno el fervore?
Transcription Gap: pages 31-53 (not translated by DGR)
page: 54
DI FEDERIGO II. IMPERADORE
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 54-55 (not translated by DGR)
page: 55
Transcription Gap: beginning of page (not translated by DGR)

  • Di dolor mi conviene cantare
  • Com'altr'uom per allegranza;
  • Ch'io non lo so dimostrare
  • Lo male, ch'i'ho, per sembianza
  • In cantando lo voglio contare
  • A tutta gente, e dare dottanza;
  • page: 56
  • E dico, oimè tapino!
  • Di colei, cui sono al chino,
  • Di sospirar mai non rifino
  • 10Della rosa fronzuta
  • Diventerò pellegrino;
  • Ch'io l'aggio così perduta.
  • Perduta non voglio che sia,
  • Nè di questo secolo gita,
  • Ma l'uomo, che l'ha in balía
  • Da tutte gioie l'ha partita.
  • E pens'a ciascuna dia
  • Lo giorno, che fui partita,
  • Non fuss'eo nata nel mondo.
  • 20Ciascun giorno, che m'appressa,
  • Sospiro ed aggrondo.
  • Al mondo non foss'eo nata,
  • Chè a tal marito son data
  • Che d'amore non mette cura.
  • Nel mondo non foss'eo nata
  • Femina con ria ventura,
  • Chè a tal marito son data,
  • Che d'amare non mette cura.
  • Se m'allegro alcuna fiata,
  • 30Tutto'l giorno sto in paura
  • Però ch'io non sia veduta
  • Da così sozza paruta:
  • Incautamente sono battuta.
  • page: 57
  • Non fore chi dicere, basta:
  • Se Dio del Cielo non m'aiuta
  • Morta sono a guasta.
  • Dio del Cielo, tu che lo sai,
  • Or mi dona il tuo conforto:
  • Del peggiore, che sia giammai,
  • 40Vengiami; il vedess'io morto
  • Con pene e dolori assai,
  • Poi ne saría a buon porto;
  • Chè io ne saría gaudente;
  • A tutto lo mio vivente;
  • Piangerialo infra la gente,
  • E batteriami a mano,
  • Poi diria infra la mia mente,
  • Lodo Dio sovrano.
  • Sovrano Dio, or tu che'l sai,
  • 50Gran mestiero mi fa ch'io pianga
  • D'un cattivo, ch'io pigliai.
  • Non mi vale chiave nè stanga
  • Semprechè mi tiene in guai,
  • Che nel mondo più non rimanga.
  • A ciascuno della magione
  • Si ranuzza il suo sermone,
  • page: 58
  • Che guardin bene la prigione,
  • Che io non n'esca fore,
  • Sì ardente è lo foco
  • 60Che m'arde infra lo core.
  • Voglio che l'amore mio canti,
  • Di bella Druda si vanti,
  • Di mio amore vo che s'amanti,
  • E portine ghirlanda:
  • Ch'io farò tanti sembianti,
  • Quanti Amore comanda.

Transcription Gap: pages 59-68 (not translated by DGR)
page: 69
DI GUIDO GUINICELLI
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 70-90 (not translated by DGR)
page: 91
Note: Impressa nelle Rime Antiche.
  • Al cor gentil ripara sempre Amore,
  • Come l'augello in selva alla verdura
  • Ne fe'Amor, anti che gentil core,
  • Nè gentil cor, anti che Amor, Natura
  • Chè adesso com'fu il Sole
  • Sì tosto lo splendore fu lucente,
  • Ne fu davanti il Sole.
  • E prende Amore in gentilezza loco,
  • Così propriamente,
  • 10Come calore in clarità di foco.
  • Foco d'amore in gentil cor s'apprende,
  • Come virtute in pietra preziosa;
  • Chè dalla stella valor non discende,
  • Anzi che il Sol la faccia gentil cosa;
  • Poi che n'ha tratto fuore
  • Per sua forza lo Sol ciò che li è vile
  • La Stella i dà valore.
  • Così lo cor, ch'è fatto da natura
  • Schietto, puro, e gentile,
  • 20Donna, a guisa di stella, lo innamora.
  • Amor per tal ragion sta in cor gentile,
  • Per qual lo foco in cima del doppiero.
  • page: 92
  • Isplende al suo diletto, chiar, sottile;
  • Non li staria altrimenti; tanto è fero.
  • Così prava natura
  • Ricontra Amor, come fa l'acqua il foco
  • Caldo per la freddura.
  • Amore in gentil cor prende rivera,
  • Per suo consimel loco,
  • 30Com'diamante del ferro in la miniera.
  • Fere lo Sol lo fango tutto'l giorno;
  • Vile riman, nè il Sol perde colore;
  • Dice nom altier; gentil per schiatta torno;
  • Lui sembro al fango, al Sol gentil valore:
  • Chè non de'dare uom fe
  • Che gentilezza sia fuor di coraggio
  • In degnità di Re,
  • Se da virtute non ha gentil core;
  • Com'acqua porta raggio;
  • 40Ma il Ciel riten le stelle e lo splendore.
  • Splende in la intelligenzia dello Cielo
  • Deo Creator, più ch'a'nostr'occhi il Sole
  • Ella intende'l suo fattor oltra'l velo;
  • E'l Ciel, a lui vogliendo obedir, cole
  • E consegue al primero
  • Del giusto Dio beato compimento,
  • page: 93
  • Così dar dovrìa il vero
  • La bella Donna, che negli occhi splende,
  • Del suo gentil talento
  • 50A chi amar da lei mai non disprende.
  • Donna, Dio mi dirà, che presumisti?
  • Stando l'anima mia a lui davanti;
  • Lo ciel passasti, e in fino a me venisti
  • E desti in vano amor me per sembianti;
  • Chè a me convien la laude
  • E alla Reina del reame degno,
  • Per cui cessa ogne fraude.
  • Dir li potrò: tenea d'Angel sembianza,
  • Che fusse del tuo regno;
  • 60Non mi fu fallo, se in lei posi amanza.

Note: Impressa nella Scelta di Rime Antiche pubblicate in Firenze

dal chiarissimo Sig. Abate Luigi Fiacchi.
  • Tegno di folle impresa, allo ver dire,
  • Chi s'abbandona ver troppo possente,
  • Sì come gli occhi miei, che fer rismire
  • In ver di quelli della più avvenente.
  • Che sol per lor son vinti
  • page: 94
  • Senza ch'altre bellezze lor dien forza,
  • Ch'a ciò far sono spinti:
  • Sì come gran baronìa di signore;
  • Quando vuole usar forza
  • 10Tutta s'appresta in donarli valore.
  • Di sì forte valor lo colpo venne,
  • Che gli occhi nol ritenner di neente,
  • Ma passò dentr'al cor, che lo sostenne,
  • E sentissi piagato duramente;
  • E poi gli rendè pace,
  • Sì come troppo aggravata cosa,
  • Che pons'in letto e giace,
  • Ed ella non si cura di neente,
  • Ma vassen disdegnosa
  • 20Che si vede alta e bella ed avvenente.
  • Ben si può tener alta quanto vuole;
  • Chè la più bella donna è che si trove;
  • Ed infra l'altre par lucente sole,
  • E falle disparere a tutte pruove:
  • Chè in lei enno adornezze
  • Gentilezze, savere, e bel parlare,
  • E compiute bellezze;
  • Tutto valor in lei par che si metta.
  • Posso in breve contare:
  • 30Madonna è delle donne gioia eletta.
  • Ben è gioia eletta da vedere,
  • Quando appare infra l'altre più adorna,
  • page: 95
  • Che tutta la rivera fa lucere,
  • E ciò, che l'è d'in cerchio, allegro torna.
  • La notte, se apparisce,
  • Come di giorno ìl sol, rende splendore,
  • Cosi l'aerc sclarisce
  • Onde il giorno ne porta grande inveggia,
  • Ch'ei solo have il chiarore,
  • 40Ed or la notte egualmente lampeggia.
  • Amor m'ha dato a Madonna servire:
  • O voglia io o non voglia, così este;
  • Nè saccio certo ben ragion vedere
  • Di come sia caduto a'ste tempeste.
  • Da lui non ho sembiante,
  • Ed ella non mi fa vista amorosa,
  • Perch'eo divenga amante,
  • Se non per dritta forza di valore,
  • Che la renda gioiosa
  • 50Onde mi piace morir per suo amore.
Transcription Gap: pages 96-99 (not translated by DGR)
page: 100

  • Chi vedesse a Lucia un var cappuzzo
  • In co'tenere, e come la sta gente,
  • Non ha uom di qua in terra d'Abruzzo,
  • Che non innamorasse coralmente.
  • Par Sirolina, figliuola d'un Tuzzo
  • Della Magna o di Francia veramente:
  • E non si batte co'di serpe muzzo,
  • Come fa lo meo cor sì spessamente
  • Di prender lei a forza oltre a suo grato,
  • 10E basciarle la bocca e'l bel visaggio,
  • E gli occhi suo'ch'en due fiamme di fuoco.
  • Ma pentomi però che m'ho pensato,
  • Ch'esto fatto porrìa portar dannaggio,
  • Ch'altrui dispiacerìa forse non poco.

Transcription Gap: page 101 (not translated by DGR)
page: 102
Note: Impressa nella scelta di Rime Antiche pubblicate

in Firenze.

  • Pure a pensar mi par gran maraviglia,
  • Come l'umana gente è sì smarrita,
  • Che largamente questo mondo piglia,
  • Come regnasse qui senza finita.
  • E d'adagiarsi ciascun s'assottiglia,
  • Come non fusse mai più altra vita;
  • Poi vien la morte e ogni cosa scompiglia,
  • E tutta sua'ntenzion li vien fallita.
  • E sempre vede l'un l'altro morire,
  • 10E vede ch'ogni cosa muta stato,
  • E non si sa il meschino rinvenire.
  • E però credo, solo che il peccato
  • Acceca l'uomo, e sì lo fa finire,
  • Che vive come pecora nel prato.

Transcription Gap: pages 103-110 (not translated by DGR)
page: 111
Note: Impresso nelle Rime Antiche, e nella Bella Mano.

  • Io vo'del ver la mia donna lodare,
  • E rassembrarla alla rosa ed al giglio.
  • Più che stella Diana splender pare,
  • E ciò, che lassù è bello, a lei somiglio.
  • Verdi rivere a lei rassembro, e l'a're
  • Tutt'è color di fior giallo e vermiglio,
  • Oro, ed argento, e ricche gio'preclare,
  • Medesmo Amor per lei raffina miglio.
  • Passa per via sì adorna e gentile,
  • 10Ch'abbassa orgoglio a cui dona salute,
  • E fal di nostra fe', se non la crede.
  • E non la può appressar uom, che sia vile:
  • Ancor ve ne dirò maggior virtute;
  • Null'uom può mal pensar, finchè la vede.

page: 112
A BONAGGIUNTA URBICIANI
Note: Impresso nell'Allacci, erroneamente sotto il nome

di Fra Guittone.
  • Uomo, ch'è saggio, non corre leggiero,
  • Ma pensa e guarda, come vuol misura.
  • Poi ch'ha pensato, ritien suo pensiero,
  • In fino a tanto che'l ver l'assicura;
  • Uom non si debbe tener troppe altero;
  • Ma dee guardar suo stato e sua ventura.
  • Foll'è chi crede sol veder lo vero,
  • E non crede, ch'altrui vi pogna cura.
  • Volan per l'aria augei di strane guise,
  • 10Nè tutti d'un volar, nè d'uno ardire;
  • Ed hanno in sè diversi operamenti;
  • Dio in ciascun grado sua natura mise,
  • E fe'dispari senni e movimenti:
  • E però ciò ch'uom pensa, non dee dire.

Transcription Gap: pages 113-122 (not translated by DGR)
page: 123
DI GUERZO DI MONTECANTI,

O MONTESANTI
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
page: 124
Note: Impresso nell'Allacci.

  • Se alcun volese la cagion savere
  • Perchè aggio obliato il dire in rima,
  • E'l bel cantare, ch'eo solea far prima,
  • Dirollo in un Sonetto al meo parere.
  • Chè veggio d'ora in ora il ben cadere,
  • E profondare; e'l mal sormonta in cima:
  • Onde'l meo core si consuma e lima,
  • Sì che niente più non può valere.
  • Or non vi sento più alcun remeggio,
  • 10Sol che veder finire l'universo:
  • E quest'e l'argomento, che in ciò veggio.
  • Da po'che il bene è profondato o perso,
  • Null'altra cosa domando, nè cheggio,
  • Che il fragil mondo vederlo sommerso.

Transcription Gap: pages 125-135 (not translated by DGR)
page: 136
D'INGHILFREDI SICILIANO
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 137-143 (not translated by DGR)
page: 144

Editorial Note: The eleventh line, which may be the first line of the second stanza, is not outdented. This may well be due to printer error.
  • Greve puot'uom piacere a tutta gente,
  • Perch'eo parlo dottoso,
  • E sì com'uom, che vive in grande erranza,
  • Poi veo salire inganno malamente,
  • Di tal guisa odioso,
  • Che a chi nol commise n'è data pesanza.
  • Eo veo salir lo non saggio in montanza,
  • E sovrastar li savi addottrinati,
  • E li argomenti creduti appensati
  • 10Mette pazzia per folle oltracuitanza.
  • Chi non è saggio non de'ammaestrare;
  • E chi folle comenza
  • Mal può finir, che a saggio sia approvato;
  • Perchè'l meo cor sovente de'penare,
  • Poi mala provedenza
  • Vuole giacchir naturale appensato;
  • Ed è in tal guisa corso sormontato,
  • Che veo signori a servi star subietti,
  • page: 145
  • E servi a signoria essere eletti:
  • 20Non può finir chi non ha cominciato.
  • Non laudo cominciar senza consiglio,
  • Nè non m'è a piacimento
  • Dar lodo a chi commette falligione.
  • Chi ciò consente cade in gran ripiglio,
  • E chi tace è contento
  • Di no avanzar chi sa mostrar ragione
  • Che giusto hae di venir chi nd'ha cagione,
  • Se bon consiglio crede, va montando
  • E di follìa solleva bassando:
  • 30Lo frutto lauda'l fior, quand'è stagione.
  • Non piace fior senza frutto a Signore:
  • A cui falla speranza
  • Considera lo tempo ch'è a venire;
  • Vana promessa messo m'ha in errore;
  • E folle sicuranza
  • Mi fa del parpaglion risovvenire,
  • Che per clartà di foco va a morire:
  • Così mi spiglio, credendo avanzare,
  • Che molti doglion per troppo affidare:
  • 40Lo pesce inesca l'amo, ond'ha a perire.
page: 146
  • Poi che tant'aggio contrario veduto,
  • Cangiato m'è il disìo;
  • E sto com'uom, ch'è di duol quasi vinto;
  • E ciò, che di gioi'mi donava aiuto,
  • M'ave miso in oblio,
  • In fera vampa di foco m'ha'stinto;
  • E son di pene d'intorno sì accinto,
  • Ch'ogni sustanza di ben m'abbandona
  • A for del tempo ch'un pensier mi dona,
  • 50Che a me medesmo dispiacciomi pinto.
  • Tant'è lo mal, lo ben da se distinto,
  • Che chi più falla di lodo ha corona;
  • E chi ben opra, di lui mal si suona:
  • Ogni buon pregio di buon loco è spinto.

Transcription Gap: pages 147-167 (not translated by DGR)
page: 168
DEL RE ENZO
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 169-176 (not translated by DGR)
page: 177
  • Tempo vien di salire e di scendère,
  • E tempo è di parlare e di tacere,
  • È tempo di ascoltare e d'imprendère,
  • Tempo di molte cose provedere,
  • E tempo è di vegghiare e d'offendère,
  • E tempo di minacce non temere,
  • E temp'è d'ubbidire e riprendère,
  • E tempo è d'infinger non vedere.
  • Però io tengo saggio e conoscente
  • 10Colui che fa suoi fatti con ragione,
  • E che col tempo si sa comportare,
  • E che si mette in piacer della gente,
  • Che non si trovi nessuna cagione,
  • Che sol d'un fatto si possa biasmare.
Transcription Gap: pages 178-180 (not translated by DGR)
page: 181
DI GUIDO DELLE COLONNE
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 182-193 (not translated by DGR)
page: 194
Note: Impressa nelle Rime Antiche.
Editorial Note: The first two stanzas have twelve lines each; the last three stanzas have thirteen lines each.
  • Amor, che lungiamente m'hai menato
  • A freno stretto senza riposanza,
  • Allarga le tue redini in pietanza,
  • Chè soverchianza m'ha vinto e stancato:
  • Ch'ho più durato, ch'io non ho possanza,
  • Più che non fa Assessino assorcetato,
  • Che si lascia morir per sua credanza.
  • Ben este affanno dilettoso, amare,
  • E dolce pena ben si può chiamare.
  • page: 195
  • 10Ma voi, Madonna, della mia travaglia,
  • Che sì mi squaglia, prendavi mercide,
  • Chè ben è dolce il mal, se non m'ancide.
  • Oi dolce ciera, con sguardo soave,
  • Più bella d'altra, che sia'n vostra terra,
  • Traete lo mio core ormai di guerra,
  • Che per voi erra, e gran travaglio n'ave:
  • E sì gran trave poco ferro serra.
  • Però, Madonna, non v'incresca e grave,
  • Se Amor vi sforza ch'ogni cosa inserra.
  • 20E certo non gli è troppo disonore
  • Quand'uomo è vinto dallo suo migliore;
  • E tanto più da Amor, che vince tutto:
  • Perciò non dutto, che Amor non vi smova
  • Saggio guerrero vince guerra e prova.
  • Non dico, ch'alla vostra gran bellezza
  • Orgoglio non convegna, e stiavi bene;
  • Chè a bella donna orgoglio ben convene;
  • Chè si mantene in pregio ed in grandezza.
  • Troppa alterezza è quella, che sconvene;
  • 30Di grande orgoglio mai ben non avvene.
  • Però, Madonna, la vostra durezza
  • Convertasi in pietanza, e si rinfrene;
  • Non si distenda tanto, ch'io ne pera.
  • Lo Sole è alto, e face lumiera,
  • page: 196
  • E tanto più, quanto in altura pare:
  • Perciò vostro orgogliare e vostre altezze
  • Faccianmi pro, e torninmi in dolcezze.
  • E'l'amo dentro, e sforzo in far sembianza
  • Di non mostrare ciò, che'l mio cor sente.
  • 40Or quant'è dura pena al cor dolente
  • Istar tacente, e non far dimostranza:
  • Chè la pesanza alla ciera consente
  • E fanno vista di lor portamente.
  • Così son volontieri in accordanza
  • Gli occhi con lo core insembremente.
  • Forza di senno è quella, che soverchia,
  • Ardir di core, asconde ed incoverchia.
  • Ben è gran senno, chi lo puote fare,
  • Saper celare, ed essere signore
  • 50Dello suo core, quand'este in errore.
  • Amor fa disviare li più saggi;
  • E chi più ama, meno ha in se misura.
  • Più folle è quello, che più s'innamura:
  • Amor non cura di far suoi dannaggi,
  • Chè li coraggi mette in tal calura,
  • Che non pon raffreddare per freddura.
  • Gli occhi allo core sono li messaggi
  • page: 197
  • De'lor cominciamenti per ventura.
  • Dunque, Madonna, gli occhi e lo mio core
  • 60Avete in vostra man dentro e di fore:
  • Chè Amore il viver mio mena e combatte,
  • E batte, come nave il vento inonda:
  • Voi siete il mio pennel, chè non affonda.
Transcription Gap: pages 198-209 (not translated by DGR)
page: 210
DI RINALDO D'AQUINO
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 211-215 (not translated by DGR)
page: 216
  • Venuto m'è in talento
  • Di gio'mi rinovare,
  • Ch'eo l'avea quasi miso in obrianza.
  • Ben fora fallimento
  • Dello'n tutto lassare
  • Per perdenza cantare in allegranza;
  • Poichè son dato nella signoria
  • D'Amor, che solo di piacere è nato,
  • Piacere lo nodrisce, e dà crescenza.
  • 10Vuol che fallenza
  • Non aggia l'uomo, poich'è suo servente
  • Ma sia piacente
  • Sì che piaccia alli buoni e serva a grato:
  • A pianger vuol che l'uomo allegro stia.
  • Sia di tal movimento,
  • Che si faccia laudare
  • Chi'n fino Amore vuole aver speranza:
  • page: 217
  • Chè per gran valimento
  • Si deve conquistare
  • 20Gioia amorosa di bona intendanza.
  • Poichè tal este l'amorosa via.
  • Chi vuole pregio ed essere onorato,
  • La via ritegna, onde Amor incomenza,
  • Cioè piacenza,
  • Chè per piacenza avene nomo valente.
  • Perchè alla gente
  • Deve piacere, ed essere inalzato
  • L'Amore, che si mette in sua balìa.
  • In balìa e in servimento
  • 30Sono stato, e vo stare;
  • A tutta mia vita amare con leanza.
  • Poichè per uno cento
  • M'ha saputo mendare
  • Del mal ch'eo aggio avuto e la pesanza.
  • A tal m'ha dato, che non si porìa
  • Trovare, quando ben fosse tentato,
  • Una sì bella con tanta valenza:
  • Onde m'agenza,
  • Se tuttor l'amo così finamente;
  • 40Ch'al mio parvente
  • Io non porìa d'affanno esser gravato,
  • Poi di bon cor tal donna servirìa.
page: 218
  • Servirìa a piacimento
  • La più fina ad amare,
  • Ond'io son ricco di gioia d'amanza:
  • E lo mio allegramento
  • Non si porìa cantare
  • Per ciò che la mia donna ha perdonanza
  • E nullo core non lo penserìa,
  • 50Ched i'pensando fosse sì penato.
  • Adunque mi facete conoscenza.
  • Mia penitenza
  • Aggio compiuta ormai e son gaudente,
  • Sicchè niente
  • Ho rimembranza dello mal passato,
  • Poi chè a Madonna piace ch'i'n gio'sia.
  • Gioia e confortamento
  • Di bon cor deo pigliare,
  • Vedendomi in cotanta beninanza;
  • 60Aver sofferimento,
  • E non unque orgogliare
  • In ver l'amore; con umilianza
  • Piacentemente servir tutta via
  • Chè nullo buon servente è ubriato;
  • Gran guiderdone ha molta sofferenza;
  • Chi per temenza
  • Di troppo dir ne deve esser tacente
  • page: 219
  • Talor si pente.
  • A voi mi laudo, donna, a cui son dato,
  • 70Umile e servente notte e dia.
Transcription Gap: pages 220-222 (not translated by DGR)
page: 223
Note: Impressa nell'Allassi.
Editorial Note: The first four stanzas each have nine lines, but the fifth stanza has ten lines.
  • Oramai quando flore,
  • E mostrano verdura
  • Le prata e la rivera;
  • Gli augei fanno sbaldore
  • Dentro della frondura,
  • Cantando in lor manera,
  • La primavera, che vene presente
  • Frescamente sì frondita,
  • Ciascuno invita ad aver gioia intera.
  • 10Confortami d'amare
  • L'aulimento de'fiori,
  • E'l canto degli augelli.
  • Quando lo giorno appare
  • Sento li dolci amori
  • E li versi novelli,
  • Che fan sì dolci, e belli, e divisati
  • Lor trovati a provagione;
  • A gran tenzone stan per gli arbuscelli.
  • Quando l'alloda intendo
  • page: 224
  • 20E'l rusignol vernare
  • D'amor lo cor m'affina,
  • E maggiormente intendo
  • Ch'è'l legno del truffare
  • Che d'arder non rifina,
  • Vedendo quell'ombrìa del fresco bosco
  • Bene conosco che accertatamente,
  • Sarà gaudente l'amor, che m'inchina.
  • China, ch'eo sono amata,
  • E giammai non amai;
  • 30Ma'l tempo m'innamora,
  • E fammi star pensata
  • D'aver mercè ormai
  • D'un fante, che m'adora.
  • E saccio che costui per me sosteme
  • Di gran pene; l'un core mi dice
  • Che si disdice, e l'altro m'incora.
  • Però io prego Amore,
  • Che m'intenda e mi svoglia
  • Come foglia lo vento,
  • 40Che non mi faccia fore,
  • Quel, ch'è preso, mi toglia,
  • E stia di me contento.
  • Quegli, ch'ha intendimento
  • Di avere interna gioia,
  • page: 225
  • E certo del mio amore
  • Senza romore non dea compimento.
Transcription Gap: pages 226-229 (not translated by DGR)
page: 230
DEL CAVALIERE

IACOPO O GIACOMINO PUGLIESI

DA PRATO.
Note: Anno 1250.
Editorial Note: Some stanzas have eleven lines; some have ten lines.
  • Morte, perchè m'hai fatto sì gran guerra,
  • Che m'hai tolta Madonna, ond'io mi doglio?
  • La fior delle bellezze mort'hai in terra,
  • Perchè lo mondo n'è rimaso spoglio.
  • Villana morte, che non hai pietanza,
  • Disparti pura amanza,
  • Affini e dai cordoglio;
  • Or la mia allegranza
  • Post'hai in gran tristanza,
  • 10Chè m'hai tolto sollazzo e beninanza
  • Ch'aver soglio.
  • Solea aver sollazzo e gioco e riso
  • Più che null'altro Cavalier che sia.
  • Or n'è gita Madonna in Paradiso;
  • Portonne la dolce speranza mia.
  • Lasciò me in pene e con sospiri e pianti,
  • Levommi gioco e canti,
  • E dolce compagnìa,
  • Ch'io m'avea degli amanti.
  • 20Or non la veggio, nè le sto davanti,
  • page: 231