Note: An INDICE DE' POETI is available beginning on page
529. An
INDICE DELLE RIME is available beginning on page
533.
SCRITTORI
DEL PRIMO SECOLO
TOMO SECONDO
page: [ii]
page: [iii]
Editorial Note (page ornament): Publishers' ornament depicting a hinged box with a crank, possibly representing a
hand-organ, surmounted by a banner with the motto “IL PIU BEL FIOR NE
COGLIE”.
Note: The word “SECONDO” seems to have been hand-written and pasted in to
the title page.
POETI
DEL PRIMO SECOLO
DELLA
LINGUA
ITALIANA
IN DUE VOLUMI RACCOLTI
VOLUME SECONDO
FIRENZE
NELLA TIPOGRAFIA DEL VAGLIO
1815
.
Sunt enim illi Veteres, qui ornare nondum poterant quae
dicebant,
omnes prope praeclare locuti: quorum sermone
assuefacti qui erunt, ne cupientes quidem
poterunt loqui,
nisi Latine. Neque tamen erit utendum verbis iis, quibus
jam
consuetudo nostra non utitur, nisi quando ornandi
causa parce, quod ostendam: sed
usitatis ita poterit uti,
lectissimis ut utatur, is, qui in veteribus erit scriptis
studiose et multum volutatus.
CICER. de Orat. lib. 3, cap. 10.
Added TextHG 83 175/2
Note: Inscribed at lower center.
page: 1
Note: Two slight pencil marks are inscribed horizontally beside the date.
DI MEO ABBRACCIAVACCA,
O BRACCIO VACCA DA PISTOIA.
Transcribed Note (page 1):
Anno 1250. [Valeriani and Lampredi, eds.]
-
Sovente aggio pensato di tacere,
- Mettendo in obrianza
1
- D'esto mondo parlare intendimento.
- Ma poi
2 mi torna, punge, e fa dolere
- La sovrasmisuranza
- Di quei ch'han ditto d'aver sentimento
- Dell' amoroso, dolce, e car volere
3,
- Nomandolo Signore,
- Ch' arde e consuma di gioi' la verdura
-
10Del suo fedel; servendolo soggetto,
- Sempre li dà paura,
- Vantaggio i
4 tolle ch'avemo da fera
5.
- Eo ne faccio disdetto
6,
- Se simil dissi mai cangiò carrera
7.
Transcribed Footnote (page 1):
1
Oblìo.
2
Poichè.
3
Perifrasi dell' Amore Salv.
4Cioè
li, a lui Salv.
5Cioè
gli toglie ciò, che ci
differenzia dalle bestie
Salv.
6
Disdetta, ritrattazione Salv.
7
Carriera, corso.
page: 2
- Chè non par vegna da molto savere
- Chi sente sua fallanza,
- Se non volve
1 con vero pentimento,
- Nè l' altrui
2 troppo si de' sostenere,
- Chè pare un' accordanza,
-
20Come chi dice stande
3 l' uom contento,
- Onde muove adizzato
4 lo mio core
- D' essere valitore
5,
- Se posso difendendo la drittura
6
- D' amor, che solo in gioia ave l'assetto
7,
- E di gioia si pastura,
- Non avendo già doglia, sua rivera;
- E se vo'
8 par defetto,
- Non è da amor, ma d' odio è pena intera.
- Poi conoscenza ferma lo piacere,
-
30Venendo disianza
- L' uomo s' alegge
9 adesso
10
per talento
11,
- E non è, se poi dole, in nel volere
12,
- Ma tardando li avenza
13,
Transcribed Footnote (page 2):
1
Volge, torna, ritorna Salv.
2Cioè
l' altrui fallanza Salv.
3
Stanne Salv.
4
Aizzato Salv.
5
Giovatore, aiutatore Salv.
6
Giustizia Salv.
7
Stanza, sede.
8
Vi, a voi Salv. Bisc.
9Cioè
s'elegge Salv.
10Cioè
subito.
11
Volontà Salv.
12Cioè
il dolore non era nell'
intenzione
.
13
Cresce.
page: 3
- Soffrendo disioso, lo tormento:
- Donqua n' ha torto ciascun amadore,
- Che si biasma d' Amore,
- Ch' è solo voluntate chiara e pura,
- Che nasce, immaginato lo diletto,
- Che porge la natura
-
40Della vita, montando in tal mainera
1,
- Come fa lo 'ntelletto,
- Che di gioi'
2 chere
3 sempre la
sua spera.
- Amor nell' alma credo uno podere
4,
- Che si prende d' amaza;
- Poi lo saver ne fa dimostramento
- Nelle cose partite da valere
- Over la simiglianza,
- Non dicernendo tutto il compimento;
- E se nell'acquistar vene dolore,
-
50Non sarà tal sentore
5.
- Come calore incontra la freddura,
- Così la pena l'amoroso affetto;
- Ma tanto monta e dura
- Del piacere avvisar la luce clera
6;
- Poi che v'aggia sospetto,
- L'uomo affannato segue sua lumera.
Transcribed Footnote (page 3):
1
Maniera.
2
Gioia.
3
Cerea.
4
Una faeoltà, una potenza;
facultà amatoria
Salv.
5
Sentimento.
6
Chiara Salv.
page: 4
- Dett' ho parte, com' so, del meo parere,
- Credo for
1 l'intendanza
- Deipiù, ch'han detto, ch' Amor bene ha spento.
-
60Nè questionar di ciò m' è
più 'n calere.
- Chè pesami obrianza
2,
- Poi
3 non sostene amor lo valimento
4
- Di quei ch' è 'ncontra, nè sa suo vigore.
- Perciò istà in errore,
- Biasmando a torto, non ponendo cura,
- Nè chi rincontra lui non l'ha a dispetto.
- Non de
5 voi'
6 più
rancura
7,
- Chè io nel mio cospetto
- Tegno, che solo ben sia d'Amor cura.
-
70Amor, tuo difensore
- Son stato, son; non è poco ardimento
- Ver lo forte lamento,
- Ch' è quasi fermo per la molta usanza.
- Mostra ormai tua possanza,
- Facendo tuo guerrer conoscidore
8.
Transcribed Footnote (page 4):
1Cioè
fuor dell' intenzione Salv.
2
Oblìo.
3
Poichè.
4
Valore, virtù.
5
Non ne Salv.
6
Voio, voglio.
7Cioè
non ne voglio più
pensare
Salv.
8Cioè
il tuo nemico ricredente
Salv.
page: 5
Note: Two slight pencil marks are inscribed horizontally at upper right, marking the opening of
the canzone. Vertical pencil marks are inscribed alongside the beginning of lines 1, 4, 6-7,
and 13-14.
- Madonna, vostra altera canoscenza,
- E l'onorato bene,
- Che 'n voi convene tutto in piacimento,
- Mise in voi servir sì la mia intenza
1,
- Che cura mai non tene,
- Nè pur sovvene d'altro pensamento,
- E lo talento di ciò m'è lumera.
- Così piacer mi trasse in voi, compita,
- D'ogni valor gradita,
-
10Di beltate e di gioia miradore
2,
- Dove tuttore prendendo mainera
3
- L'altre valente donne di lor vita;
- Perciò non ho partita
- Voglia da intenza
4 di star servidore.
- Viso sovente mostra cor palese
-
30D'allegrezza smirata,
- Perchè alla fiata monta in soverchianza.
- Ma quello di piacere over d'offese
- Covra
2 voglia pensata,
- Perchè doblata
3 grav' è la
certanza:
- Donqua doblanza
4 tenete in sentire.
- Perciò vo'
5 dico, Amanti: non beltate
- Solo desiderate,
- Ma donna saggia, di beltate pura,
- Nè di natura signorìa soffrire
-
40Alcun di pari pregio non stimate,
- Ma di grand' amistate,
- Che poggia d'onor, quanto china d'altura.
- Essere non porea
2: chè'l core vole
- Istar dove valor ha
- La sua dimora di gioioso stallo:
-
60E se 'l cor pago già nente
3 si dole
- Dunque 'l partire fora
- Sola mesora sovra ogn' altro fallo.
- Così intervallo non sento potesse
- Nel mio servir fedel porgere affanno,
- Nè voi alcuno inganno:
- Chè 'l gran valore prima si provede
- Che dia mercede, che poi non avesse
- Loco, nè presa, che trovasse danno;
- Chè molti falsi stanno
-
70Coverti, pronti, parlando gran fede.
Transcribed Footnote (page 7):
1
Meriterìa.
2
Porìa.
3
Niente.
page: 8
Manuscript Addition: [?] cui diu / [?] simi della pre- / [?]ng
Editorial Description: The page is trimmed so that the left margin pencil annotation by Gabriele Rossetti at
lines 8-12 is truncated at various points
- Considerando l'altera valenza
1,
- Ove piacer mi tene
- Maginando
2 beltate, e lo pensero
- Sovvemmi di speranza e di soffrenza
3
- Nelle gravose pene
- Di disianza portar più leggero
4,
- Cà
5 lo dispero
6 non
ave podere,
- Acciò ch' allo Signor di valimento
7
- Non falla vedimento
8
-
10Di provvedere li leai
9 serventi;
- Onde m'allegro, stando nei tormenti.
- Dunque allegrando selvaggia mainera
10
- Natura, per portenza
- Di figura piacente, muta loco.
- Chè intendimento in anche cosa clera
11
- Turba sentire intenza
12
Transcribed Footnote (page 8):
1
Valore, virtù.
2
Immaginando.
3
Sofferenza.
4
Leggermente, facilmente Salv.
5
Chè, perchè.
6
Disperazione Salv.
7
Valore, virtù.
8
Avvedimento.
9
Leali Salv.
10
Maniera.
11
Chiara, cioè
anche
in cosa chiara
.
12Cioè
turba il sentire nella vita
l'intenzione di ardente eo
.
page: 9
Note: Two vertical pencil marks are inscribed in the left margin bracketing lines 18-23. A
single vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 25-28.
- Nella vita d'ardente coral foco.
- Ed co 'n gioco non deggio obbriare
1
- Quella, che sormontare
-
20Mi face la natura, modo, ed uso.
- Quasi dato nascuso
2
- Sono a ubidir mia donna fina,
- Come al Leon soggetta fera inchina.
- E in dire assai fedel, mia donna, paro
3
- In core innamorato;
- Ma ciò pensando fallo esser porìa;
- Chè spesso viso dolce core amaro
- Tene, poichè provato
- Nente
4 si cela a mostrar chè disia.
-
30Però vorrìa vi fusse a piacere
- Me servendo tenere,
- Chè sì mi trovereste in cor sicuro
5
- Leal, com' oro puro;
- Chè non guardando mia poca possanza
- Mi donereste gioi' di fine amanza
6.
- Como risprende in iscura partuta
6
- Cera di foco appresa,
-
50Sì m'ha allumato vostra chiara spera
7:
- Chè prim'
8 eo 'maginasse la veduta
- Dell' amorosa intesa,
- Non era quasi punto più che fera.
- Ora che impera mevi
9 amore in core,
- Sento, ed ho valore,
- E ciò, che vaglio, tegno dall' altura
- Complita in voi figura
- D' angelica sembianza e di mercede,
- Per cui la pena gioi'
10 lo meo cor crede.
Transcribed Footnote (page 10):
1
Valore, virtù.
2
Vedo.
3
Bassezza.
4Cioè
senza pietate.
5Cioè
ogni fiata.
6
Partita, parte.
7
Raggio.
8Cioè
prima che.
9Cioè
a me Salv.
10
Gioia.
page: 11
Note: In pencil, the letters "to" and a comma have been added to the end of line 17, and an
"o" and a superscript 5 have been added to the end of line 20.
- Amor, tegnomi matto
- Assai peggio che fera :
- Conoscer tuo valor tant' ho penato.
- E via piue che matto
- Forte in vita fera
- Chi non ti segue in infertà
1 penato.
- Poi tua vertù fa dire
- S'al conto è pien dire,
- Dandoli ben un punto,
-
10Del mal non sente punto.
- Ben si de' procacciare
- Tal ben, non pro cacciare
2,
- Che di sì poco sana
- Amor non pesi sana.
- Amor ben veggo saggio
- Via pur d' esserti servo,
- Sì che in fortuna
3 tal m' hai dato
por
to,
- Là u mi salve
4 saggio
- Da perir se non servo
-
20Chi m'ha d'intendimento tal bon port
o
5
.
- Com' di dar occhi e viso,
Transcribed Footnote (page 11):
1
Infirmità Bisc.
2
Scacciare, cioè
l'utile Salv.
3
Tempesta.
4
Salvi.
5Cioè
dato.
page: 12
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines
43-44.
- Al meo piacer di viso,
- E passa in beltad' onne
1,
- E in saver tutte donne.
- Chi non crede si serra,
- Ciascun malvagio serra
- E 'l buon con vertà
2 fino
- Perchè amor tal non fino.
- Amor talent' ho magno
-
30Lo dì vedere sole
- Como di viso star' al suo calore
- Se 'n ciò vegne permagno
- Ho meo risco non sole
- Più val che francie suo calore:
- Avendo chi 'l cor porta
- E della mente porta
- Chi 'n mi dire mai parvo
- Chil san dimando parvo
- Che dir si possa contra,
-
40Cui tant' e tal bon contra
3,
- Poi gioi'
4 compita tene,
- Amor, chieggiol' a tene
5.
- Amor, mercè per Deo,
- Poi
1 son di tuo convento
2
- Di quella, per cui deo
3,
- Valer ciò gli ho convento,
-
60Poi al meo cor, ond' ogni altr' è da larga,
- E git' è 'n altra parte,
- Onde 'l meo cor non parte,
- Nè mai da lei per falla
- Tornar piacciati falla
4
- Della marina poggio
- Se viene in alto poggio,
- E se non par la gente
- Morrò doglioso gente.
Transcribed Footnote (page 13):
1
Poichè.
2
Accordo.
3
Devo.
4
Farla.
page: 14
A FRA GUITTONE
- Se 'l filosofo dice, è necessaro
- Mangiare e bere, è lussuria per certo.
- Parmi che esser possa troppo caro
- Lo corpo casto, s' el non sta 'n deserto.
- Che nostri padri santi apportaro
- Lor vita casta, como pare aperto,
- Erba prendendo e aigua, refrenaro
- Lussuria, che vi fier
1 tropp' a scoperto.
- Chè per mangiare e ber pur dilicato
-
10Nel corpo abonda molto nodrimento,
- Che per natura serve al generare.
- Vorrea saper da saggio regolato
- Como s' amorta così gran talento,
- Non astenendo il bere ed il mangiare.
Transcribed Footnote (page 14):
1
Fere Salv.
page: 15
Allo Stesso.
- Vacche nè tora
1 piò neente bado,
- Che per li tempi assai m'han corneggiato;
- Fata, nè strega non m' have allacciato,
- Ma la francesca gente non privado.
- Se dai boni bisogno mi fa rado,
- Doglio piò se ne fosse bandeggiato.
- Signor, non siate ver me corucciato,
- Chè lo core ver voi umile strado.
- Sacciate, nato fui da Strettoia;
-
10Quando dibatto piò, stringe, non muta
- La rota di fortuna mio tormento.
- Non son già mio, nè voglio mia sentuta,
- Se mi vollessarei tristo talento,
- E di quello, che vuol mia vista croia
2.
Transcribed Footnote (page 15):
1
Tori.
2
Curda Salv.
page: 16
Allo stesso.
- Doglio, languendo di greve pesanza,
- Di vostr' erranza, Messer Fra Guittone,
- Che l' oscuro parlar dite v' avanza,
- Che per certanza contr' è di ragione.
- E io vel mosterrò
1 con avaccianza
- Second' usanza del bon Salamone,
- E Petr' Alfonso ciascun ne fa stanza,
- Chèd è fallanza scura apposizione.
- E Seneca lo disse in suo dittare,
-
10Com' de' schiararsi 'l bel parlamento,
- Che 'ntendimento n'aggia tutta gente.
- Se non, potrebbe il saggio e 'l folle errare
- Al giudicare del proponimento,
- E 'l marrimento sre'
2 piue parvente.
Transcribed Footnote (page 16):
1
Mostrerò.
2
Sarebbe Salv.
page: 17
- Cogli occhi, Amor, dolci saette m'archi
1,
- Che m'han passato 'l cor: fitte le porto,
- Sì, che non le schiarvrebben
2 tutt'i
marchi
3,
- Che 'n terra son; tal gioia m'hanno porto.
- Poi
4 del tuo segno 'n tante parte ho marchi
- Non mi de' mai fallir cotal diporto,
- Che via più val ch' oro o argento a marchi
- O che 'n nave 'n fortuna prender porto.
- E chi direbbe a tei
5, donna, mai contra?
-
10Ferendo, sani l'uom ; reo, torni fino
6;
- E m' è per certo ciò, ch'ho ditto, contra.
- Perchè in servirti, donna, mai non fino;
- Cotant' è 'l ben, che d' ogni reo m' incontra
- Che in ciò mie' pari i Rei
7 non son nel
fino.
Transcribed Note (page 17):
1
Mi lanei coll' arco Bisc.
2
Schiaverebbono.
3
Martelli, dal Latino barbaro
marculi Salv.
4
Poichè.
5
A te Salv. Bisc.
6
Perfetto.
7
Re Bisc.
page: 18
Note: Two horizontal pencil lines inscribed in the left margin mark line 1.
Impresso nelle Note del Ditirambo del Redi.
- Per lunga dimoranza,
- Ch'ho fatta in gran tormento,
- Ho cangiata natura,
- Ch'ho, piangendo, allegranza,
- E, ridendo, noi'
1sento,
- Ogni gioi' m' è rancura.
- D'aver ben ho pesanza,
- E del mal mi contento;
- Parmi 'l dì notte scura;
-
10Degli amici ho dottanza;
- Coi nimici ho abento
2;
- Per lo cald' ho freddura.
- Di quel, ch'altri è sicuro, son temente;
- Per gran doglienza canto;
- Lo solaccio m'attrista;
- Credo aver ben per male.
- Ciò, ch'ho ditto, m'avven certanamente:
- Ma anch' ho senno tanto,
- Che, secondo mia vista,
-
20Mal si vola senz' ale.
Transcribed Footnote (page 18):
1
Noia Salv. Bisc.
2
Pace.
page: 19
Note: The title has been vigorously crossed out in pencil.
DI MEO ABBRACCIAVACCA
AMANTE E MADONNA
-
A. Madonna, eo dotto
1
M
. di che hai dottanza?
-
A. Non mi cangiate.
M. di
ciò non temere.
-
A. Non m'assicuro.
M. e pur hai
dubitanza?
-
A. E gran temenza.
M. non hai bon
savere.
-
A. Com' m' accertate?
M. ch' aggi persevranza.
-
A. In che, Madonna?
M. nello bon
servere.
-
A. E s'eo ben servo?
M. arai
riposanza.
-
A. Farlo potete.
M. i' n' aggio lo
volere.
-
A. S'eo ben credesse d'aver lo meo core,
-
10Sì giocrea
2.
M. uom
par
3 di poco affare.
-
A. La tema, ch'ho di voi, parer vel face.
- Onde si move da uno sguardo amore?
-
M. Ch' i' altrui feci.
A. e audivil
nomare.
-
M. Non dottar; chè ver te non son
fallace.
Transcribed Footnote (page 19):
1
Io temo Salv.
2
Gioirìa.
3
Pari, sembri.
page: 20
Note: “A Dotto Reali da Lucca” is inscribed at the head of the sonnet.
- A scuro loco conven lume clero
1,
- E saver vero nel sentir dubbioso
2,
- Perciò ch' uomo si guardi dall' ostiero
3,
- Ch' è tutto fero dolor periglioso.
- Donqua chi non per se vede lumero
4
- Veneli chero
5 far al poderoso
6:
- Onde dimando a voi, che siete spero
7
- Palese, altero d' ogni tenebroso.
- Io son pensoso, e dico: l' alma vene
-
10Dal sommo bene; donqua ven compita.
- Chi mai fallita può far sua natura?
- S' è per fattura del vasel
8, che tene;
- Perchè poi pene pate, ed è schernita,
- Da che sua vita posa in altrui cura?
Transcribed Footnote (page 20):
1
Chiaro Salv. Bisc.
2
Ne' sentirmenti dubbj Bisc.
3
Straniero Salv.
4
Lume Salv.
5
Far chero, far ricerca, richiesta Bisc.
6
A chi può Bisc.
7
Specchio Salv. Bisc.
8
Vasello, vaso, il corpo Salv.
page: 21
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin marks line 10.
Impresso ne' Commentarj della Volgar Poesia
del Crescimbeni.
POETA E AMORE
.
-
P. Amore amaro, a morte m' hai feruto:
- Tuo servo son, non ti fia onor s' i pero.
-
A. Ver è; ma vedi ben che l'ha voluto
- Quella, da cui son nato, e per cui fero.
- Or ell' ha di valor pregio compiuto,
- E di beltà sovr' ogni viso clero;
- E poi guarda non gli aggi falluto
- Di vista, o di parlare, o di pensero.
-
P. Mercede, Amor: non dir, tu lei m'hai dato.
-
10E sai più di me, che non sacci' eo
- Falli
1 sentir per certo ciò ch'eo
sento.
- Forse ch'avrà pietà dello mio stato,
- Al colpo periglioso del cor meo
- Daràli
2 cura, già
3 non vi sie
4 lento.
Transcribed Note (page 21):
1
Falle, fa a lei Salv.
2
Daraili, cioè
le
darai
.
3Cioè
purchè Bisc.
4
Sii.
page: 22
Risposta al Sonetto, che segue, di Monte
Andrea da Firenze.
- Vita noiosa pena soffrir lane
1
- Dove si spera fine veder porte
2
- Di gioia porto posandovi lane
- Con bono tempo fora tale porte.
- Ma pena grave perder coi e lane
- E credenza più doglia fine porte,
- D'ogni ramo di male parmi lane
- Me non sopporre ma ben vorria porte.
- Chi sta nel monte reo vada nel vallo
3
-
10E chi nel vallo simil
4 poggi a monte,
- Tanto che trovi loco meno reo.
- Che bono non è che dir possa e vallo,
- Ch' i' sento loco fermo, ch' aggio monte
- Cavalieri, Baron, Conte, nè Reo
5.
Transcribed Note (page 22):
1Cioè
là.
2Cioè
porto, dato.
3Cioè
nella valle Salv. Bisc.
4
Similmente Bisc.
5Cioè
Re Bisc.
page: 23
DI MONTE ANDREA DA FIRENZE
A MEO ABBRACCIAVACCA.
Transcribed Note (page 23):
Anno 1250.
- Languisce lo meo spirto sera e mane,
- Condizion pensando mia forte,
- Presente pena disperato m'hane,
- È fuor speranza troppo vita forte
1
- Onde m' arrendo, Amico, in le tue mane,
- Chè mai consiglio aver non credo forte;
- Talento e senno e conoscenza mane
2,
- Ch'uom non t'appara, tra que'
3 amon
4 forte
- Però non vuo', a te ricorro, a fallo
-
10Sia; per te
5 conforto vegno, Meo;
- Chè, cui mister
6 ha aigua, corra al
fonte.
- Che se per tua amistade mi fa fallo
7
- Dell' immaginativa, quale fonte:
- Tanto mess' abbo nel tuo cor lo meo.
Transcribed Note (page 23):
1
Dura, aspra, amara Salv.
2
Sta, dimora.
3Cioè
tra que' che.
4
Amano.
5Cioè
a te, vegno a te per conforto.
6Cioè
chi ha mestieri.
7Cioè
m'inganna di ciò ch' ho
immaginato
.
page: 24
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 1-3 and 19-22
Manuscript Addition:
lo CO
Editorial Description: Inscribed at lower left
Manuscript Addition: Fenise
Editorial Description: Left margin of line 14
- Ahi! Deo
1 mercè: che fia di me, Amore?
- Chè io non posso viver, nè morire,
- E tornami in affanno il ben servire,
- E son lontan di tutto mio diletto,
- E emmi ascoso l'amoroso valore,
- E par ch'io peni: tanto sto in languire,
- A nulla gioia non posso avvenire,
- Ah! sofferendo pene, son distretto.
- Di te medesmo, Amore, mi richiamo;
-
10Che se io ben amo,
- E forzo in ciò tutta la mia possanza,
- Vagliami pietanza
2,
- Ch' i' non prendo difesa:
- Ma ben vorrea contrafar la Fenice,
- E seguir sua natura,
- Chè Amore mi smisura
3;
- Cà
4, non facendo offesa,
- Di tutte pene messo m'ha radice.
- Amor m'ha e tenemi in prigione
-
20Ed ammi di tal catena legato,
- Ched eo per me non posso essere aitato:
- Tant' aggio in loco mia vita dogliosa;
Transcribed Footnote (page 24):
1
Dio.
2
Pietà.
3
M' oltraggia, mi soperchia, eccede i termini
Salv.
4
Chè.
page: 25
Note: A horizontal pencil mark inscribed in the left margin brackets line 29. A vertical
pencil line inscribed in the left margin brackets lines 37-38.
- E lo mio cor tempesta ogni stagione:
- In sì fera fortuna è apportato,
- E per forza d'amore sormontato
- In disìo; onde mai non prende posa.
- E ancora in piacere, che 'n me apporta,
- Lo quale mevi porta
- Dello 'ncarnato amore valoroso,
-
30Ond' ho lo cor pensoso,
- Nè da ciò non si parte.
- Hammi sì preso, che fo come 'l Cervo,
- Che ver lo cacciatore,
- Quand' ode suo romore,
- A lui va in quella parte,
- Ond' egli ha morte; ed io cotal via servo
1.
- Ma tanto, Amor, la mia vita è più grave,
- Ch' aggio ognor morte, e mantegno vita,
- E del veder non so la mia finita
2.
-
40Così Amor condott'hammi a reo passo,
- Ed in mar tempestoso messo m'ave,
- Che trammi a se, com' ferro calamita;
- Onde la gioi'
3 d'amor m'ho sì smarrita.
- Ma lo tormento n'ho là unque passo.
- Mercede, Amore, in tanto penando
- Che eo non pera amando
- Ch' a periglioso loco m'hai condutto,
- Chè nè fiore, nè frutto
Transcribed Footnote (page 25):
1
Osservo Salv.
2
Fine.
3
Gioia.
page: 26
Note: A vertical pencil mark is inscribed alongside the beginning of lines 66-72.
Manuscript Addition: La mia vita è / lo CO
Editorial Description: Inscribed in the left margin alongside line 66
- Per me non par, nè foglia;
-
50Ma sto in disparte da lucente spera,
- E pur soffrango
1 in pene.
- Dell' amoroso bene
- Amor tutto mi spoglia;
- Di for nè dentro non par
2 sì
mi fera.
- Sì m' ha' feruto, Amore, e conquiso,
- Ch' appoco appoco consumar mi veggio,
- E non mi vale poi mercè che cheggio.
- Più d' altro amante faimi doloroso.
- Volesse Iddio, ch' io fusse innanzi ucciso,
-
60Che non terrìa che mi fusse peggio,
- Poichè conosco che pur morir deggio,
- Nè del partire non son poderoso.
- Dunque, Amore, se' per me spietato,
- Poi
3 sì m' hai locato,
- Che ciascun' ora mi manteni in foco.
- La mia vita è loco
4
- Senza nullo diporto.
- E del gravoso mal d'amore ho 'l manto,
- E s' i' l mostrasse in vista
-
70Sarea
5 già ben sì trista:
- Cuseremmi
6 ogn'uom morto;
- Per miracol serei guardato intanto.
Transcribed Footnote (page 26):
1
Soffro, dal Provenzale
sofraing Salv.
2Cioè
non par che Salv.
3
Poichè.
4
Quivi.
5
Sarìa.
6
Mi accuserebbe cioè
per morto Salv.
page: 27
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 76-77 and 81-90.
- Da poi t' aggrada, Amor, pur darmi affanno,
- Or d' esti mali, ch' i' soffero tanti,
- Innant' io pera
1 li mostra davanti
- Ver di quelli, che son fermi d'amare.
- Chè allor per fermo lo mio detto avranno,
- E non mi credo fossen mai avanti
- Sì siano feri ver delli sembianti
-
80Vorrà ciascuno l' amore obbriare.
- Ma or ti movi, mia Canzon novella,
- E va, e sì t' appella
- Infra li boni amanti, e loro conta
- Le pene, che 'n me monta
- Per l' amor ciascun' ora.
- Ma dì, non mettan l' amore in obbrìa,
- Peroch' a signoraggio
- Me e lo mio cor aggio.
- Così ne fuss' io fuora:
-
90Cotant' è perigliosa signorìa.
Transcribed Footnote (page 27):
- 1
Innanzi ch' io pera Salv.
page: 28
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 15-23
Manuscript Addition:
lo
CO
Editorial Description: Inscribed in the left margin alongside line 12
- Ahi! misero taupino
1, ora scoperchio,
- E voi'
2 cernir la fine e 'l mezzo e 'l capo
- Delli viziosi mali ove li sapo
3,
- Che non stia più in error la gente manea:
- Per ragione dirò, non di soperchio,
- Per difension qual vuol prenda lo scudo,
- Troverà 'l corpo mio ognora ignundo,
- Sì come gente in battaglia istanca.
- Ciò comanda ragione, e Dio nol nega.
-
10Chi prende 'l torto, dura alquanto tempo,
- Ma alfin tardi o per tempo
- È sì palese, che già non ha loco;
- Venesi consumando appoco appoco.
- Così ogni cosa pur nel fine piega.
- Gente d'errore, com' alcuno lauda
- Lo vizioso amor; così nol chiamo.
- Morte l' appello, che 'l diritto ramo,
- E ancor peggio, se peggio si trova.
- Or odi lo principio come frauda
-
20Brame e disii con vita sì agra.
- Quando avere credi, allor più magra
- Trovi tua opra: quest' è prima pruova.
- Poi nel mezzo tutto 'l mal raddoppia,
Transcribed Footnote (page 28):
1
Tapino.
2
Vo', voglio Salv.
3
So.
page: 29
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 24-46.
Manuscript Addition: [lo] CO
Editorial Description: Inscribed in the left margin alongside line 46
- Quando la detta morte qui ti trappa
- Prendi un disio poi sì ti trappa,
- Di razional vertù fatti mendico;
- Chè Dio ti spiace e ogn' altro amico,
- Tutti i rei vizj porti teco 'n coppia.
- Amor adduce il mezzo e il principio
1
-
30D' ubidire e servire senza infinta,
- Ch' ogni onoranza è per loro spinta
2,
- Lo disnore, quanto ciascun può, scopre
- E pur conven, che sia fedel, s' è pio,
- De' più mortai nemici, che l' uom abbia.
- Ond' è crudel pregion più che di gabbia,
- A cui conven in ciò seguir sue opre.
- Maggiore inganno in ciò ve ne mostro,
- Che sì preso ciascun non li par orbo;
- Men cura lo disnor, che non fa 'l corbo.
-
40Oimè! lasso, com' è la vita morte
- A chi condutt' è a sì grave sorte,
- Che d' ogni ben ne voita
3 il corpo nostro.
- Or pognam ciò ch' i' ho detto, si dorma
- Catun capitol fusse sovra bene
- La fine, ove ti conduce, sostene
- In loco o'
4 ti fa parer lo ciel tegghia,
- E di tal tonica ti cuopre la forma
- Nominanza
5, disnor ognor ti cresce,
Transcribed Footnote (page 29):
1Per
principio.
2Cioè
spenta.
3
Vota.
4
Ove.
5
Fama.
page: 30
Note: Dashes inscribed in the left margin mark lines 59, 60, 61, and 62. A vertical
pencil line inscribed in the left margin brackets lines 63-70.
- E qual cosa, Signor, più n' assagliesce
1.
-
50Viver orrato l' uom che dorme e vegghia.
- Orranza aver non può chi n' ha pur l' ombra,
- E se gioia vuol dire alcuno ei porge,
- Quell' è un punto, ove ti guida e scorge.
- Tanto, la donna di se non dà od ama,
- Chè 'l cor in quell' or più non disii e brama.
- Com' più prendi, più quel voler t' ingombra.
- Due cose di vertù dell' uom son specchio:
- La bona nominanza è la prima;
- Libertà è capo, e mezzo e cima
-
60Di tutto ciò che vuol pregia e comanda.
- Chi qui non sì manten, giovane e vecchio,
- Riputare sì può per corpo morto.
- Amor, cui dico morte, a questo porto,
- A cui ha preso, in tutto for nel manda.
- Così per ragion temporal vedete
- Ch' ogni sommato bene Amor distrugge
- Per la divina tanto l' uom non fugge
- Che alla fine l' arma
2 non percuota
- In ninferno; qui n' è grav' ella e vota,
-
70Sempre mai sofferendo fame e sete.
- Qual vuole dir, ch' Amore li ten pro,
- Può star nel mondo d' una parte solo,
- E senza l' ale prender puote volo,
- Se stato fusse figura 'ncarnata,
Transcribed Footnote (page 30):
1
Assalisce.
2
Alma, anima Salv. Bisc.
page: 31
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 77-82.
- Un' or' nel mondo non sarebbe stata,
- Ma sì distrutta non de
1 seria
assempro.
- Che fate, folli, voi, che date lodo
2
- A cosa, ch' ogni lume all' alma spegna
- E 'l corpo uccide, delle cose degna?
-
80Saver nè forza giammai non racquista
- Ciò, che si perde per la morte trista,
- E quest' è ito di quanto tempo i' odo.
- Ahi! lasso doloroso, più non posso
- Celar nè covrire 'l mortal dolore,
- Li affanni, li penser, ch' hanno colore
- Di lor vertù m' è data
3 in
ciascun membro.
- L' alma e lo core n' è compreso e mosso,
- Solo un punto non posso me ritrarne;
- Tant' el soverchio convene mostrarne
- In mia Canzon, poi
4 non son ciò ch' eo
sembro.
- Isvariato son d' ogn' altro corpo,
-
10For di natura son d' ogni animale;
- E solo Amore m' ha condutto a tale,
- Che in sua propria natura tuttor resta
- Il mio affetto, ed hammi dato vesta
- Di se; vedete ormai chent' esser pò.
Transcribed Footnote (page 31):
1
Non ne.
2
Lode.
3Cioè
che m' è data.
4
Poichè.
page: 32
Note: Two vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 29-31, 37-38.
Single vertical pencil lines inscribed in the left margin brackets lines 26-28 and 32-36.
- Poi sì compreso m' ha, che me non lasce;
- Ov' onor tutto vale, mi disvaro;
- Se ben disìo alcuno, ho lo contraro:
- Lo voler, ove l' aggio, fior non cape.
- Chi dir volesse amor, di che ti pasce?
-
20Rispondo, di dolore, di martiri,
- D' affanno, di penseri, e di sospiri.
- Tenemi in foco con ardente vape
1
- Malanconìa, ira, con tutti i guai,
- E tempesta un ora non mi lascia:
- Di cotai gioie Amor tutto mi fascia
- Sì che mi fa parer la vita morte
- E amo peggio: sì tormento forte,
- Creder mi fa non aver fine mai.
- Chi vuole dir; ch non ti parti folle?
-
30Non ho poder; chè Amor mi ten riposto,
- E 'n fera signorìa m' ave posto,
- Sì che assai peggio son certo che guasto.
- Arditanza, balìa tutta mi tolle
- La signorìa, che per forza seguisco
2.
- Ma sai che fo? di pianto mi nodrisco,
- Ch' altro argomento non m' avrèa
3 basto
4.
- Più ch' io non dico, son certo a mal passo!
- Obbedire e seguir tal mi convene,
- Che sì tuttor mi tene in forte pene,
Transcribed Footnote (page 32):
1Cioè
vampe Bisc.
2
Seguo.
3
Avrìa.
4
Bastato Bisc.
page: 33
Note: A single vertical line runs the length of the verse, with extra vertical
lines added for emphasis at lines 40-42, 43-48, 52-55, and 57-60.
-
40Che tutta gente par mi mostri a dito.
- Sì son disonorato ed aunito
1
- Per te, Amor, sì m' hai condotto, lasso!
- Conosco bene il rio passo, ove sono;
- Ma, sì come io dett' aggio di sopra,
- Non ho podere in me, forza, nè opra,
- Ch' io possa mantener mia vita larga.
- Però fa mal di ciò chi porta sono
2
- In mio dispregio, poi
3 non sanno 'l mal ch' aggio.
- Ma sai che pagamento eo ne torraggio
4?
-
50Seguerò lo proverbio, che è da Barga,
- Chè già non posso contradiar null' uomo.
- Ma chi savesse com' io son condotto,
- Contra di me non parlerebbe motto,
- Non mi serebbe sì crudel nemico;
- Chè delle cento parti una non dico
- Dei dolorosi mali, ove consomo.
- Chi nuocere vuol meve
5, n' ha gran campo,
- Poi
6 tutte degnità per me son vote.
- Facciami male ciascun, quanto puote,
-
60Chè Amor vuol sia d' ogni tormento tomba:
- In tal sentenzia son; mai non de
7 campo.
- Di sì mortale guisa Amor m' ha colmo,
Transcribed Footnote (page 33):
1Cioè
Onito, vituperato Salv.
Bisc.
2
Suono, grido, romore.
3
Poichè.
4
Torrò.
5Cioè
me, a me.
6
Poichè.
7
Non ne.
page: 34
Note: A single vertical line runs the length of the verse, with extra vertical
lines added for emphasis at lines 66-70, 71-73, and 80-82.
- Che già trabocco, che ne ven lo scolmo;
- In tutte parte già lo suon rimbomba,
- Poi d' esta morte faccio come 'l nibbia
1.
- Però chi mi riprende, fa mal troppo,
- Se contr' Amore non vale rintoppo,
- Che cui istringe, com' più si contende,
- Sotto di se più lega e lo prende,
-
70E 'l doglioso manto addosso gli affibbia.
- Meo lamento, movi; e sai cui parla?
- Ai noisi riprenditori a torto.
- Dì, che nave, talora giunta a porta,
- Di gran tempesta pere, e va a fondo.
- Così d' amor porìano aver lo pondo;
- Non pecchin più di tal sentenzia darla.
- Però tema ciascun, ch' Amor non leghi;
- Delli suoi pigli alquanto fovi
2 cerna
- Nel passo, ove conduce cui governa.
-
80Ma s' io dicesse ciò ch' a mei ne serbo
- Già non serèa null' uom ver me sì
acerbo,
- Nol
3 movesse pietà a far di me
preghi.
Transcribed Footnote (page 34):
1
Nibbio.
2Cioè
vi fo, fo a voi cerna.
3Cioè
che nol.
page: 35
Note: A pencil cross, enclosed within parentheses, is faintly visible in the left margin
alongside the opening of the poem. Two vertical lines inscribed in pencil in the left margin
bracket lines 14-15.
- Tan'
1 m' abbonda materia di soverchio,
- Tanto costringe cor la lingua e bocca
- Di dire ancora ciò che sente e tocca,
- Celar non posso ci' io lo cor non segua.
- La maraviglia è pur, che lo coperchio,
- E lo vasello, ove il cor dimora
2,
- Non è spezzato: tanto isbatte ognora
- Per i colpi mortai, che no i
3 dan triegua.
- Se nel meo dire a dismisura verso,
-
10A ciò ch' eo sento non de' parer diverso
4.
- Fo com' aigua
5 che ven potente e larga;
- Conven per forza che si mostri e sparga.
- Contradiar non la pote nulla cosa.
- E s' eo per molti ripreso ne sono,
- Non voi'
6 nè cheo
7,
nè domando perdono
- Ma prego cui li piace faccia menda,
- Se ho ragion, se vuole mi difenda,
- Ch' eo pura dirò, poi
8 il cor non mi
dà posa.
Transcribed Footnote (page 35):
1
Tanto Salv.
2
Il pericordio Salv.
3
Non gli Bisc.
4
Strano, stravagante.
5
Acqua.
6
Vo', voglio.
7
Chieggio Bisc.
8
Poichè.
page: 36
- Ora vo', dico, dicernir lo vero,
-
20Como tesoro è dell' uomo corona,
- E com' per lui ciascun si paragona,
- In vizio ed in virtù como proceda.
- Qual uom è di ricorre ben altero
- Trovasi amici, parenti serviziali
- A suo piacere, sono tali e quali
- Quanto ne sia voler pur ched ei cheda
1.
- Sed ei non ha avarizia e misertà
2
- Onor lo guida e di se libertà,
- Nominanza bona di lui fa frutto,
-
30Se vuol del pregio è Signore in tutto,
- Reggendo se con senno e con misura.
- Questa sentenza è del tutto nostra,
- Che tesoro è dell' uomo dritta mostra,
- Ed ancor più ch' assai vizii ricopre:
- Quante in uom sono vertudiose opre
- Hanno riccor, finchè riccor li dura.
- Questo per fermo per tutti si sappia
- Che nel mondo ha un solo mortal colpo.
- E altro che 'l contrar guerir nol pò,
- E le più volte bontà l' appalesa,
- Quale cui povertà bene calappia,
- Che qual farà di cotal colpo lievo
- Dico che fia per lui tardi rilievo,
- Quest' è sentenza da non pater
2 contesa;
-
80Chè tal colpo sì il cuor dell' uomo squarta.
- Che 'l suo lavoro è sempre pur in darno,
- Come mulin che ne va giù per Arno,
- Vogliono i più che pur dia nella pila
- Sua povertà, riccore fa soccorso
- Diece milia per uno in questo corso
- Cui povertà ha ben del tutto in volta
- Non può mai di riccore fare accolta.
- Così li più sotterra ed avvila
3.
- Può esser povertade dei suoi dardi,
-
90Come lo foco quando bene avampa,
- Così lo spegne, che fior non li campa,
- Di vertudiosi beni ov' e' s' appaghi.
- Qual più vuol, corra, che non giunga tardi
Transcribed Footnote (page 38):
1
Pensi, da divisare Bisc.
2
Patire.
3
Avvilisce.
page: 39
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 107-108, 115-116, and
117-118.
- Nel soccorso, se povertà l' ha 'n grembo,
- E dico più, di cui ha solo il lembo,
- For è di se, e dei diletti vaghi.
- Ben sa ciascuno laddove s'intriga
- In dello mondo guerra, lite, e briga
- Solo per fare di tesoro acquisto.
-
100Chi n' è perdente, più non può esser
tristo;
- Ch' il precede d'onor, di pregio ha' l manto
- Il qual savio, largo, di bontà compiuto,
- Se ha podere, dico ch' è temuto,
- Chi bestia, chi sgraziato, chi cattiv' è,
- Chi sciocco, chi inodiato sempre vive,
- Chi abbassa d' aver secondo il quanto.
- Più ched eo non diviso, so, ch' alluma
- Tutte e quante e quai vertute i' nomo
- Sono grandire, delle quali è nomo
1
-
110Cui povertade dire bene ingombra.
- Così nel tutto spegne e consuma
- Chente e quanto e quale valor pò
- Essere degno a far vivo corpo,
- Avendo solo di povertà l' ombra.
- Or vedete come l' uomo governa,
- Di vizio, e di vertute faccio cerna
2
- Con ornamento di ciò, ch' onor vole,
- A tutte cose da colore e tole
3
Transcribed Footnote (page 39):
1
Nome.
2Cioè
sceglimento Bisc.
3
Tolle, toglie.
page: 40
- Secondo che richiede e vuol lo mondo,
-
120Ch' ella o'
1 virtù di ricchezza
è posta,
- E poi vedete come contrar costa,
- Ed in che stato ventura lo 'nforma
- Che in ciascun caso secondo l' orma,
- Dico tesoro il pone alto e a fondo.
- Chi è di povertà nel tutto magro,
- So ch' aspro li parrà 'l meo dire ed agro.
- Faccia, chi vuol, chi di tesoro gran raspo,
- E come chi gran peso colla
2 d' aspo
- Che sua è la fatica di chi' l colle
3;
-
130E poichè 'l peso è ben collato ad alto
- Dico, non punto fa di sottil salto,
- Se 'l tenitor per sua difalta il lascia;
- Miri ciascun che 'n dei soverchi islascia
- Ove conduce cui povertà tolle.
- Molti disavventura sì tempesta
- Quanta 'n vita con lor povertà resta.
- Cotal vita crudel morte la tegno.
- Ma quell' è vita, ove non ha ritegno
- Chi 'n povertà vien di riccor ch' ha 'n prima.
-
140Ora s' alcun la mia canzon corregge,
- Dall' una parte la divina legge
- Ponga, però che in essa non parlo.
- Che se ciò fosse, porea
4 'l meo detto
isfarlo:
- Secondo il corso del mondo ho messo in rima.
Transcribed Footnote (page 40):
1
Ove.
2
Cala da
collare Bisc.
3
Colla Salv. Bisc.
4
Porìa.
page: 41
- Quale metallo a paragon
1 si frega,
- Sua proprietate lo cernisce puro;
- Così son di te, mia Canzon, sicuro,
- Che ne sia fatto dritto e puro saggio,
- Poichè a Palamidesse fai viaggio,
-
150Sol a suo paragon ti saggi, il prega.
Transcribed Note (page 41):
1Cioè
alla pietra di paragone
Salv.
page: 42
Impresso nelle Rime Antiche, sotto il nome
di Dante Alighieri.
- O Madre di virtute, luce eterna,
- Che partoriste quel frutto benegno,
- Che l' aspra morte sostenne sul legno,
- Per scampar noi dall' oscura caverna.
- Tu del Ciel Donna e del mondo superna,
- Deh prega dunque il tuo figlinol ben degno,
- Che mi conduca al suo celeste regno,
- Per quel valor, che sempre ci governa.
- Tu sai, che 'n te fu sempre la mia spene,
-
10Tu sai, che 'n te fu sempre il mio diporto:
- Or mi soccorri, o infinito bene.
- Or mi soccorri, ch' io son giunto al porto,
- Il qual passar per forza mi conviene;
- Deh non mi abbandonar, sommo e onforto
- Che se mai feci al mondo alcun delito,
- L' alma ne piange, e 'l cor ne vien contrito.
page: 43
- Siccome ciascun uom può sua figura
- Veder, la quale nello specchio smira
1
- Similmente vorrìa, che per natura
- D' ogni uom là ove sua opera tira.
- O 'n bene o 'n male si cernesse pura,
- Guardando 'n viso, poi sarea
2 for d' ira
- Chè chi riprende falso a dismisura,
- Essendo ciò, tosto se ne partira
3:
- Da che 'l contraro pur nel secol dura
-
10Vada 'n profondo quant' al mondo gira.
- Ched' io non ci conosco più rimedio,
- Poi ch' astio e 'nvidia, ed orgoglio, e male,
- Chi più v' affina, quelli è in maggior sedio
4,
- Montar si crede in signorìa reale;
- Così foss' oggi ciò ched io naredio
- E 'l ciel tenesse la via altrettale.
Transcribed Footnote (page 43):
1
Sguarda Salv.
2
Sarìa.
3
Partirìa Salv.
4
Seggio, sede.
page: 44
Note: Two horizontal pencil lines inscribed in the left margin mark the opening of
the sonnet.
DI CHIARO DAVANZATI
DA FIORENZA.
Risposta al precedente Sonetto.
Transcribed Note (page 44):
Anno 1250.
- Come 'l fantin
1, che nello speglio mira,
- E vede a proprietà la sua figura;
- Sì gli abbelisce
2, di presente gira
- Parte per quel veder da se rancura.
- Vuole pigliare per traiersi
3 d' ira,
- Non val neente
4 a contastar paura.
- Prende lo speglio, e frangelo per ira,
- Allora addoppia più danno e arsura.
- E ciò diven chè 'l concedette Dio,
-
10E rende tutte cose in temporale
5,
- E noi da lui le possediamo in fio
6.
- Dunque chi vuole contra ad animale
- Che fu, ed è, e fia como di rio
- Sarà biasmato, rimprocciando 'l male.
Transcribed Footnote (page 44):
1
Fanciullo.
2
Piace.
3
Traggersi, trarsi.
4
Niente.
5
In tempo Salv.
6
In feudo Salv. Bisc.
page: 45
Note: Two horizontal lines inscribed in the right margin mark the opening of the canzone.
- A San Giovanni a Monte, mia Canzone,
- Ten va immantenente, e non far resto
1.
- Dì, ch' io gli appianto e 'nnesto,
- Al suo stato conforto, mio sermone,
- Se 'n udienza d' intender è desto.
- Lo savio il dice, ed è ver paragone,
- Uomo in sua operazione
- Membrar lo campo come sia presto,
- Che mal per mal no
2 allega, chè maggiore
-
10Alluma
3 foco e ardore
- E per sovrabbondanza trasnatura.
- Senno e misura reo face piggiore.
- Ma chi nel mal conforta sua statura
4
- Aldo
5, che men li dura,
- Che sofferire al mondo uomo riccore
6
- Conoscidore no
7 è senza rancura
8.
- Dí tre ricchezze intende l' uom compiute,
- Chi le possede interamente ed ave
Transcribed Footnote (page 45):
1
Fermata Salv.
2
Non.
3
Accende Salv.
4
Stato.
5
Odo Salv.
6
Ricchezza.
7
Non.
8
Senza pensiero Salv.
page: 46
- Non li deve esser grave
-
20Non più aver, che le due son salute.
- Gioventù a sanitate è porto e nave:
- Libertà, di ciascuno è il valuto
1.
- Non fu uomo veduto
- Potesse comprar l' una per ciò ch' ave;
- Donque li conta che le dui possiede,
- Perchè povertà crede,
- Se libertà per sua viltà li manea,
- Ch' a ciò lo franca se davante vede
- Che li ali d' or valesse non istanca
-
30Nel mal poggiar la branca,
- E nello bene ave speranza e fede
- Chi ben provede, di bruna fa bianca.
- Isvegli lo gentil ben costumato
2,
- Vogliasi non gittare intra li lassi;
- Spalmi
3 sua vita, e passi;
- Lo ben ch' ha avuto pensi aver sognato;
- Metta speranza com' più non abbassi:
- Chè ignudo fu primieramente nato.
- Per cui son allevato?
-
40Per lo potente Dio, cui già non lassi
- In costui mercè sempre cherere
4.
- Fermi speranza avere
Transcribed Footnote (page 46):
1
Valsente Salv.
2
Costume.
3
Come nave.
4
Chiedere.
page: 47
- Ch' appresso il mal sia lo ben venente;
- Allegramente isforzi di valere:
- Chè nulla cosa ci è compiutamente
- A sto
1 mondo vivente:
- Chè l' alto abbassa, e veggiolo cadere;
- E lo poco valere, e far potente.
- Pens' alli dì, non alletti doglienza,
-
50Che tanto lungiamente
2 l' ha chiamata,
- Chè la s' ha avvicinata:
- Donque li porta Dio benevoglienza.
- Or chiami vita e gioia megliorata,
- E benenanza
3 metta in sua intenza.
- Forse per sua cherenza
4
- Si fie, come doglia, presentata
- Non più villano a se, ch' è suto
5 altrui.
- Di Dio lo cor sia lui:
- Pigli d' Adamo esempro
6 e d' Eva, e miri;
-
60Di gran martiri in gioi'
7 fur trambindui
8
- Mettendo in ammendar solo desiri,
- Obbriando
9 sospiri:
- Chè Dio l' ave promesso ad ogni e cui;
- Nè son, nè fui giammai senza consiri.
Transcribed Footnote (page 47):
1
Esto, questo.
2
Lungamente.
3
Beninanza, benignità.
4
Richiesta.
5
Stato.
6
Esempio.
7
Gioia.
8
Ambedue.
9
Obbliando.
page: 48
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 69-80, and 81-85.
- Metr' uomo è vivo non si de' insperare,
- Chè un bono giorno mille mai
1 ristora.
- Uno reo giorno ed ora
- Lontana tolle gioia, e allegr' a' re.
- Chè eo lo credo, e visto l' ho prusora
2,
-
70Una candela morta rivivare
- Per poco dimenare,
- E 'l malato sanar sì che non plora:
- Chè 'l mondo d' una rota ha simiglianza,
- Che voglie
3 per usanza,
- Che 'l basso monta, e l' alto cade giuso;
- E per lungh' uso non ave maneanza.
- E tal si sfata, e cred' esser confuso,
- Che di gioi' vene suso.
- Dunque nullo si getti in disperanza,
-
80Chè sempre avanza chi d' essa fa scuso
4.
- Or peni chi giammai fu vigoroso,
- E non sia nighettoso;
- Chè franco cor puote acquistar tesoro,
- Che non puot' oro far lui vigoroso.
- Però non dee far l' uom troppo dimoro
5
- In malo sta 'l laboro
6,
- Chè quelli è dello pregio disioso,
- Che 'l si fa sposo, e non dice io doloro.
Transcribed Footnote (page 48):
1
Mali.
2
Plusora, più ora, più
volte
Bisc.
3
Volge, gira Salv. Bisc.
4
Sensa.
5
Dimora.
6
Fatica.
page: 49
DI DOTTO REALI DA LUCCA
Transcribed Note (page 49):
Anno 1250.
- Di ciò, che 'l meo cor sente,
- In ver neente
1 taccio.
- S' acciò però fo laccio
- Per prendere Amore,
- Vero è, non disdico,
- S' eo dico vento spento,
- Contra talento sento
- Sì alto valore.
- Provo novo trovare
2;
-
10Parlar d' Amor mi face
- Amore verace.
- Aggio saggio veduto
- Compiuto, che muto non tace
- Nè per natura ha pace.
- Però di dir non lasso,
- Nè passo ditto diritto,
- In ch' io son fitto gitto
- Mio greve pensero.
- Ch' a quei che più par gioia
-
20M' è 'n noia; poco foco
- In loco par gioco,
- Crescendo par fero.
- Quale male, se usanza
Transcribed Footnote (page 49):
-
1
Niente.
-
2
Poetare Salv.
page: 50
- L' avanza, bassanza può avere
- Se non per astenere?
- Tempo ben può fuggire,
- Soffrire d' audire
- Di ciascun, ch' ha savere.
- Chè ciascuna vertude
-
30Conclude fede; crede
- Uomo che vede; chiede,
- Chè ciò, che vuol, tene.
- Non che fe' per credenza
- Se 'ntenza spera vera,
- Che luce intera clera
1,
- Per cui vita vene
- Morte forte disdegna
- Spegna non segna fallire
- Ma da fallo fuggire
-
40Arte parte per pianto
- Di tanto o quanto ben dire
- Si può senza finire.
- O quante pene passa
- Chi lassa voglia, doglia
- Da se dispoglia scoglia,
- Come fa lo serpente.
- Seguirla non è vita
- Nodrita, ch' ira tira
- Lo core gira mira
-
50Male chi non sente
Transcribed Footnote (page 50):
1
Chiara Salv.
page: 51
- Molte volte si sferra,
- Che serra non erra chi caccia.
- Vizii vertù allaccia,
- Fama chiama chi pensa,
- Non tensa offensa non faccia
- Uomo, tal che se isfaccia.
- Però di dir non tardi,
- Ma guardi danno ch' hanno
- Quei che non sanno; stanno
-
60In vita penosa.
- In ciò saver si loda
- Chi moda cura pura
- Con misura, dura
- In cui senno posa.
- Esca pesca chi prende;
- Sè vende chi rende penseri
- Assai più leggieri.
page: 52
In risposta al Sonetto di Meo Abbrac–
ciavacca, che sta a facce 20.
- A più voler mostrar, che mostri vero
- Non magistero di ciò
1 sta nascoso;
- E di ciò spesso a me medesmo chero
2
- E sì mi fero, ch' eo vivo doglioso.
- Qual per natura può sentire intero
- Ciò ch' è mistero, di che non dir oso.
- Per me comune più che 'l lume cero
- Non mi dispero, e faccio risposo
3.
- A intelletto volontà pertene
4,
-
10Perchè convene che l' alma aggia vita,
- E sia finita ben
5 discenda pura:
- Chè suo vasel tal natura mantene,
- Qual li addivene da quella ch' è unita,
- Ancor ch' aita sia d' altra fattura.
Transcribed Footnote (page 52):
1Cioè
di ciò che.
2
Chiedo.
3
Risposta Salv.
4
Appartiene.
5
Benchè.
page: 53
DI GERONIMO TERRAMAGNINO
PISANO.
Transcribed Note (page 53):
Anno 1250.
- Poi
1 dal Mastro Guitton l' arte tenete,
- Assai, mi par, dovete
- Di vera conoscenza avere effetto,
- E defettar da voi ogni defetto,
- Che non bon aggia espetto,
- Se di tal Mastro bon savere avete.
- Oh quanto, quanto, e quanto esser dovete
- Se bene il possedette,
- Glorioso di tutto bono effetto!
-
10E com' dovrìa il dir vostro esser retto,
- E del contraro netto,
- Se pensate che dico cernerete.
- Cà
2 la vertù si mostra in del parlare,
- Simel
3 vizio v' appare.
- Onde in parlando l' uomo paragona
- La sua propria persona;
- Perchè guardar neun
4 troppo si può
- Or intendete bene il meo dir mo
5
- Ch' a scoverta
6 vo'
7 do,
Transcribed Footnote (page 53):
1
Poichè.
2
Chè, perchè.
3
Similmente Salv. Bisc.
4
Niuno Bisc.
5
Ora Salv.
6
Scopertamente, alla scoperta.
7Cioè
vi, a voi Salv. Bisc.
page: 54
-
20Nè schermo alcuu poteteci pigliare.
- Dico: bon è pensare
- Anzi la cosa ditta, chi ragiona.
Risposta d' Incerto.
- Geronimo, com' credo, voi sapete
- Dicie che scude chete
- D' umilità faccia uom contra 'l dispetto,
- Perch' eo m' umilio e pigliolo a diletto
- Lo non parlar ben netto,
- E l'arroganza, che voi m' apponete.
- Del bon Guitton per ver mi troverete
- S' al bon voler, credete,
- E no 'l suo valor deriva in mio petto.
-
10Ma tu che per Terramagnin ti metto
- Di ch' este
1 tu in desdetto
- Del nome a me, che so quanto valete.
- Com' cera l' uom parole può piegare,
- E formare, e sformare,
- E non formai leva pregi' e corona.
- Che pur cera si sona
- Null' accidente levar non me i pò.
Transcribed Footnote (page 54):
page: 55
- Simel a mia ragion levar si può,
- Chè via più chiar che il Po,
-
20Chè schermo non m' abbisogna operare.
- Ahi! com' laid' è maestrare
1
- A quelli, che la colpa lui impregiona.
Transcribed Footnote (page 55):
-
1
Ammaestrare Salv. Bisc.
page: 56
Note: Three horizontal pencil marks inscribed in the left margin mark the opening of the poem.
DI UBALDO DI MARCO
A FRA GUITTONE
Transcribed Note (page 56):
Anno 1250.
- Novel Sonetto mando per messaggio
- Alla mia Donna; deggiale contare
- Le dolorose pene, che tant' aggio
- Per lo meo troppo e lungo addimorare.
- Nè allegrezza mai non averaggio
1,
- Se lei non veggio che mi fa penare.
- Ma brevemente, quanto più poraggio
2,
- Se piace a Dio, mi credo ritornare.
- Da poi che mi partìi di quel paese,
-
10Mai sol un' ora non fui senza doglia,
- Nè di bon core mai non feci riso.
- E ciascun giorno ben mi pare un mese:
- Tanto m' abbonda di tornar la voglia,
- E di veder lo suo piacente viso.
Transcribed Footnote (page 56):
1
Avrò.
2
Potrò Salv.
page: 57
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 1-4 and 5-8.
- Lo gran valore, e la gentil piagenza,
- E la volenza, che ten
1 vostro core,
- A mio dolore fece far partenza,
- E la mia 'ntenza ponere in voi, fiore.
- Per servidor con quanto di potenza,
- E sapienza partendo 'l follore,
- E tal dolzore n' aggia mia parvenza,
- Ch' ogni doglienza parta da me fore.
- A tutte l' ore ch' eo drizzo la mente
-
10A tener mente le vertù onrate,
- Che Deo v' ha date sì compiutamente,
- Sì fermamente sono 'n podestate
- Della beltate, ch' è 'n voi sì piacente,
- Che meo son nente non più che vogliate.
Transcribed Footnote (page 57):
1
Tiene Salv.
page: 58
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets the entire sonnet. Two
horizontal lines inscribed in the left margin mark the beginning of the sonnet. The phrase
"non vedendo me" underlined in line 7
Manuscript Addition: ablative absolute?
Editorial Description: Inscribed by DGR in the left margin alongside line 7
- Poso
1 'l corpo in un loco meo pigliando
- Eo svariando la memoria giva,
- U'viva nobil figura restando
- E riguardando stava me pensiva.
- Dubbiosamente grandor
2 dimorando,
- Forte dottando se gente veniva,
- E
non vedendo me un flor donando,
- Che odorando poi el molto auliva;
- Ed eo sentendo su l'odor levai,
-
10E riguardai per veder l'albore
3,
- Che fè tal flore, vidil no già nente.
- E non vedendol misimi al sentore,
- E per l'odore l'albore trovai;
- E riposai al ombra lungiamente.
Transcribed Footnote (page 58):
1
Risposo Bisc.
2
Grand' ore, molte ore, molto.
3Cioè
albero Bisc.
page: 59
- Chi ricevè giammai sì fero inganno,
- Como facci' eo da voi, piagente e bella?
- Che conoscendol opero a meo danno
- Per servir voi di quel che so v' abella
1.
- E 'l meo servire tuttor veste affanno,
- E non guardar potete in parte quella,
- O' stato sia giorno, semana
2, o anno;
- Sì crudelmente mi siete ribella.
- E ben ne sono stato conoscente;
-
10Ma in sì pessimo punto fevvi
3 omaggio,
- Che non d' esso partirmi posso nente.
- Per merto del servir, che fatto v' aggio,
- Mercè vo'
4 chero, che lealemente
- Mi consigliate, chè ver ciò faraggio.
Transcribed Footnote (page 59):
1
Vi piace.
2
Settimana, dal Francese
semaine Salv. Bisc.
3
Vi feci Salv.
4
Voi, a voi.
page: 60
- Nobile Donna, di corona degna
- Per lo valor, onde siete fornita,
- Che tutte l' altre lo meo core isdegna
- Considerando vostra ovra compita,
- Ch' unque non credo venisse, nè vegna
- Sì nobil criatura in esta vita,
- Se Deo non v' overasse
1 la sua 'ngegna
2,
- Com' fe' in Eva, e la sua vera aita.
- Poseia ch' Amor mi v' ha fatto cernire
3
-
10Per la miglior, come sovr' ho contato,
- E m' ha fermato voi sempre servire,
- Penserò far ciò che più vi sia grato,
- E farò l' ovra allo penser seguire
- Quanto poraggio, ed el più sia quintato
4.
Transcribed Footnote (page 60):
1
Operasse Salv.
2
Ingegno.
3
Scegliere Salv.
4
Sodisfatto, dal Francese
quité Salv.
page: 61
Note: A smudged pencil mark appears in the right margin.
- Poi
1 dell' alte opre tutte compimento
- Il panno ha ricevuto in sua mainera
- Da fin ch' adosso nasce della fera,
- Ched è condutt' al disseculamento,
- Savem per certo far bon vestimento
- Non gia sen pò senz' andar a gualchera
2,
- E poi
3 v' è giunto, nol travarea
4 spera
5;
- Tanto vi prende bon solidamento.
- Similemente il meo dir ho condutto
-
10Ove conducer mia potenza il puote;
- Or li bisogna correzione magna.
- Ed al vostro saver ben ciò rimagna
- In guisa tal ch' eo ne seguisca
6 frutto
- Riconoscendovi le male note.
Transcribed Footnote (page 61):
1
Poichè Bisc.
2
Gualchiera Salv.
gualtiera
Bisc.
3
Poichè.
4
Trapassa Bisc.
5
Raggio, cioè
non lo
passa la luce
Salv.
6
Asseguisca Salv.
page: 62
Note: A pencil cross marks the beginning of the first stanza. Vertical pencil lines inscribed
in the left margin bracket lines 9-12, 18-20.
- Sì come 'l mare face per tempesta,
- Conven che 'l meo dolore in dir si sparga,
- Poi
1 di tal Signor aggio preso vesta
- Che vol ch' i' rech' il proverbio da Barga,
- Che quanto mal sì divisò la 'nchiesta
- E per sospiri e pianto il cor m' allarga,
- E ogni gioia e ben for di me resta,
- E di tormenti soma aggio ben carga
2.
- Sì che da lunga
3 s' oderian le strida
-
10Cotal tesoro in sagrestìa
4 chiudo,
- Non sì languisca alcun, se ciò scoperchio.
- Chè fortuna di rota a ciò mi guida
- Che di conforto tutto sono gnudo,
- E ciò che sbatto faccio per soperchio.
- Però del dolce amico il sofferire
- Audo
5 ch' è medicina in loco saggio
- Perchè saver conven li mostri 'l fallo.
- Ma 'i son dato a tal signor servire,
- Quanto più 'l servo, più fero è 'n
coraggio
6.
-
20Dite com' parto me di tal istallo?
Transcribed Footnote (page 62):
1
Poichè Bisc.
2
Carica Bisc.
3
Da lungi Salv.
4
Nel mio segreto Salv.
5
Odo Salv.
6
Core
page: 63
Note: A faint line in the left margin may bracket the whole poem.
Riposta d' Incerto
- Del mar si rompe l' onda e fa tempesta
- Ferendo a terra e poi conven si sparga;
- E se alcun matto la sua frange vesta,
- A lui dir puossi il buon motto da Barga.
- E chi di sua malura face chiesta,
- Ragion è che pesata li sia larga.
- Se tutto voglio dir troppo mi resta;
- Assai ho ditto a non pigliar gran carga
1
- Chè già oregli
2 bon non volno
3 strida,
-
10Per che 'n parole brevi ti conchiudo
- Esso che
4 sento, e non tutto scoperchio.
- Perchè astinenza alquanto in ciò mi guida,
- Non ch' eo d' amore dica sia gnudo,
- Ma per dottanza di non dir soperchio.
- Amico, ancor consiglio 'l sofferire;
- E se ciò faci, farai com' uom saggio,
- E 'n ver l' amore alcun non farai fallo.
- Che se ben fermo stai in lui servire,
- A lui pietanza n' entrerà in coraggio
5,
-
20E poi gioia sentrai
6 di tale istallo.
Transcribed Footnote (page 63):
1
Carica, carico Salv.
2
Orecchi Bisc.
3
Vogliono.
4
Ciò che Salv.
5
Core.
6Per
sentirai, come
drò per
darò usato dall' Albertano Salv.
page: 64
Note: A faint pencil cross inscribed in the left margin marks the opening of the poem. A
vertical pencil line in the left margin brackets lines 1-10.
Manuscript Addition: In lo CO
Editorial Description: Inscribed in the left margin alongside line 14
DI ARRIGO BALDONASCO
Transcribed Note (page 64):
Anno 1250.
- Lo fino amor piacente,
- Ch' eo aggio, a se mi serra
- Sì che d' ogn' altro, s' erra
- Da me, dae
1 partimento.
- Chè quello Amor mantene
- Solazzo e tutto bene;
- E in cui sempre regna
- Parmi che li n' avvegna in tal valore,
- Che giammai perditore
-
10Non fie di sua 'ntendanza
2.
- Chi al suo pregio si prova
- Ch' ogn' altro va morendo;
- Però tutto m' accendo
- A Lei, ch' è la mia spera
3.
- Spero in lei che si trova
-
30Mercè; ond' io m' accendo
- Allegro, e non m' arrendo
- A null' altro, che pera:
- Chè ogn' altro de' perire,
- El suo sempre verdire
4.
- Però tutti amadori
- Conforto, chè i lor cori aggiano saggi
- A mantener li usaggi
5
- Di quei ch' han più savere.
- Molti ha pensier gioiosi
- Chi serve a chi ha partito,
- Ciò che a suo ha partito
- Mai non ha perdenza.
- Ma perdono dogliosi
- Quei ch' han dal lor partito
- Ogn' han fine partito,
-
60E son presi a fallenza;
- E son certi per fallo
- Che ciascun fora stallo,
- Se 'l commetteno in loco,
- Che 'l lor sollazzo e 'l gioco
- Più non porìa durare,
- Poi
4 m' ha 'n balìa deggialo
distornare.
Transcribed Footnote (page 66):
1
Voi, a voi, vi Salv.
2
Egualmente Salv.
3
Abbiettito, fatto abbietto Salv.
4
Poichè Salv.
page: 67
Note: A faint pencil cross is inscribed in the left margin, immediately to the left of the
first line
Manuscript Addition: lo CO
Editorial Description: Inscribed in the left margin alongside line 11
- Ben è ragion, che la troppo orgoglianza
1
- Non aggia lungo tempo gran fermessa
2,
- Anzi convien che torni a umilianza,
- E pata
3 pene di stare con essa.
- Però mi movo, e di voi vo' dire,
- Che lungo tempo andate orgogliando
4;
- E 'l vostro canto vae
5 rallegrando
- La gente, a cui faceste mal patire.
- Stando in gioia ed in solazzo, poco
-
10Era in voi di bene conoscenza,
- Poichè regnar vi vedeste in quel loco,
- Lo quale a Deo non era ben piacenza.
- Però mi maraviglio come tanto
- E' lo soffrisse a farvi esser codardo.
- Parmi per certo potete dir, ardo,
- E consumare in doglia il vostro canto.
- Sacciate, che le doglie certamente
- Hanno stagion; che per lunga stagione
- Mantenete li mal comunalmente,
- E fate star fuor delle sue magione
- A molti, ch' eran buon de' comunali
4
-
30Di Toscana e della fede pura:
- Paretemi di gente da ventura
- A trovar sempre
5 delle bestie eguali:
- Però che tardi andate parlando
- Del vostro pensier, che per van l' approvo,
- In grande altezza ed in valore stando
- Era ragion di pensar com' mi movo
- A far vertute non debbo fallanza,
- E disformarlo dello suo onore.
- Se 'l Fenice arde, e rinuova migliore,
-
40Potete aver del contradio speranza.
- Ragion è che voi deggiate patire
-
50Li gran tracotamenti
2 ched usati
- Avete lungo tempo a consentire
- A cominciar quel, che voi sentenziati
- Ne siete in modo, che piaccia alla gente,
- E par che in vostro detto ne mostrate;
- E siete certo, e per fermo l' aggiate,
- Che gioco è, ver quel ch' arete, presente.
Transcribed Footnote (page 69):
-
1
Detto, dialetto Pisano Salv.
-
2
Tracotanze, dal Francese
tracotamens Salv.
page: 70
Note: Two vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 1-8. A
small pencil cross also appears in the left margin marking the opening of the poem. A small
vertical pencil line inscribed in the left margin marks line 21.
- Amor novellamente
- M' ha preso in tal mainera
1,
- Che con tutta mia spera
2
- M' ha fatto servidore
- Di voi, donna piacente,
- E di gran senno altera,
- Sì che date lumera
3
- Alle donne e valore.
- E di tale isprendore
-
10Veio
4 lo vostro viso
- Amoroso compriso
5,
- Che mi do pensamento,
- Che 'l suo gran piacimento
- Eo l' ho da pregiare.
- Approvata 'n beltade
-
30Sempre voi veio
2 stare,
- Sì che 'n tutto ben fare
- Saggia mi parete.
- Ed è in voi potestade
- Di me fare acquistare,
- E di farmi montare
- In pregio sì valente,
- Perchè balìa neente
3
- Senza fallo ha 'l meo core.
- Donqua vi fora onore,
-
40Poichè 'n voi ho speranza,
- Che 'l mio pregio montanza
- Avesse tuttavia.
- A sturbar per certezza,
- Savete
3, non convene
- A donna, nullo bene
-
60Da poi ched ha 'n balìa.
- Ma per darme fermezza,
- Sacciate si mantene
- Bon, sì che 'nd' avene
4
- In pregio, e in cortesìa.
- Per Deo, piacer vi sia,
- Che eo deggia venire,
- Donna, per meo servire
- In pregio di ben fare,
- E per voi disturbare
-
70Del contraro mi dia
5.
Transcribed Footnote (page 72):
1
Fora.
2
Poichè Salv.
3
Sapete Salv.
4
Che ne avviene, che ne viene Salv.
5 Cioè
deggia Salv.
page: 73
Note: Two vertical pencil line inscribed in the left margin bracket lines 1-6 and
14-16.
DI BETTO METTEFUOCO PISANO
Transcribed Note (page 73):
Anno 1250.
- Amore, perchè m' hai
- Distretto in tal misura,
- Ch' eo non posso contare
- Ben le mie pene a chi mi fora in grado?
- Ardir non poss' ormai
- Di dir: tant' ho paura;
- Così mi fa dottare
1
- Di perder quell' ond' eo allegro vado.
- Molt' ho grande allegrezza
-
10Della dolce contezza
2,
- Ch' aggio con l' avvenente,
- Che par che i
3 sia piacente mia contanza
4.
- Però 'nde
5 temo forte,
- E paur' ho di morte,
- Che a lei non dispiacesse,
- S' eo più su li dicesse, ch' aggio usanza.
- Or dunqua com' faraggio
6,
- Poi
7 la mia malattìa
- Non oso addimostrare
Transcribed Footnote (page 73):
1
Temere.
2
Accontanza, accostamento Salv.
3 Cioè
li, le, a lei Salv.
4
Accontanza Salv.
5
Però ne Salv. Bisc.
6
Farò.
7
Poichè.
page: 74
Note: A single vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 21-23. Double
vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 39-41.
-
20A chi mi può guerire e far gioioso?
- Ben so, che ne morraggio
1
- Di corto qualche dia;
- Non de
2 porò campare,
- Se non m' aiuta il viso grazioso,
- Per cui piango e sospiro
- Tuttor, quando la smiro,
- E dico in ver me, lasso!
- Perchè colei eo amai tanto?
- Poscia riprendo 'l dire
-
30Ch' ho fatto, e dico, Sire
3
- O Deo, cotal fenita
4
- Facesse la mia vita! fora Santo
page: 76
Note: A cross in pencil marks the beginning of the poem. Two horizontal lines mark the first
line.
Note: Although this canzone is here attributed to Amorozzo da Firenze, DGR identifies
it as the work of Carnino Ghiberti da Fiorenza.
DI AMOROZZO DA FIRENZE.
Transcribed Note (page 76):
Anno 1250.
- Lontan vi son, ma presso v'è lo core
- Con gran mercè cherendo
1,
- Che non vi grevi lunga dimoranza.
- Che se saveste la pena e l'ardore,
- Che soffro per voi, bella, non veggendo,
- Ben sovverria di me voi
2 con pietanza.
- Così m'avven col Cervio
3, per usanza,
- Credendosi campare
- Morte, allungando
4 là 'v' onde latrare
-
10Fere e va al morire;
- Così 'n pensero voi raffigurando
- Credo campar la morte, e mi sobranza
5.
Transcribed Footnote (page 78):
1
Sembrerìa Salv.
2 Cioè
che avessi Salv.
3
Dormito.
4 Cioè
alle vostre parole.
5
Non.
6
Vorrìa.
7
Assessini; Vedi M. Polo Salv.
8
Che.
9
Senza Salv.
10
Sene Salv.
11
Curerò.
12
Ciocchè Salv.
13
A pregarvi Salv.
14 Cioè
la maniera, che Salv.
15
Addarsi ad amore, innamorarsi Salv.
page: 79
Note: Single vertical lines bracket all five stanzas, with a second line added for
emphasis at lines 1-4, 5-6, and 12-13.
Manuscript Addition: Prezioso [?]
Editorial Description: A word (possibly "Prezioso") is written in
the upper left corner of the page, right above the first word.
- Poi ch' è sì vergognoso
- Lo stato, ch' eo sostegno,
- A vile me ne tegno
- Soffrendo vita, tanto senza morte
- S' eo fosse coraggioso,
- Morria dello disdegno,
- Ed eo duro e mantegno
- Trasmutato in ventura sì forte.
- Mal aggia la speranza,
-
10Che lo meo cor notrica.
- Chè tegno la nemica
- Che mei'
1 vorria morisse
2
disperato,
- Ca
3 vivere languendo in tale stato.
- In che stato fui, lasso!
- Ed ora in chente
4 sono!
- Gittato in abbandono
- Dai più speciali, ch' ogni giorno provo.
- Volt' è fortuna in basso:
- Ed ho servito a dono
5,
-
20Ch' al bisogno, che sono,
- Amico, nè parente non mi trovo.
Transcribed Footnote (page 79):
1
Meglio.
2
Morissi Salv.
3
Che Salv.
4
Quale Salv.
5 Cioè
gratis Salv.
page: 80
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines
35-39.
- Perdut' ho la possanza:
- Or m' è misavvenuto!
1
- Fallato m' è l' aiuto.
- Ciascun lo pensi, ch' a suo gran podere
- Ch' ello nol siegua, ma siegua l' avere.
- Aver ben veggio e sento.
- Per te lo corpo sale,
- E scende, e poco vale.
-
30Chi non lo guarda da se 'l dipartisce.
- In cui fai regnamento
- Volar lo fai senz' ale,
- E 'l mondo comunale
- Veggio che lo segue e lo nodrisce.
- Grand' era l' onoranza,
- Che l' uomo mi facea
- Nel tempo ch' io solea
- Largamente porgere la mano:
- Or m' è fallato, e son tornato in vano.
-
40In vano si ritrova
- Chi guardia non si prende
- Di quello, che dispende
- In cui lo mette, se ben nol cospiega
2.
- Che fin ch' uom non s' approva,
- Non sa chi grado rende.
- Sovente lo rattende
- Da tal uom, ch' al bisogno poi lo nega.
Transcribed Footnote (page 80):
1
M' è incontrato male.
2Cioè
impiega Salv.
page: 81
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines
53-65.
- Ancor ci ha più dottanza
1.
- Cà i
2 distretti carnali,
-
50Veggendo che 'l uom cali,
- In poco d' or
3, che sia al di sotto,
- Ciascun ti cessa, e più non ti fa motto.
- Mia Canzon, non dar posa:
- Va, e sì ti palesa,
- Sì che sie
4 bene intesa,
- Perchè uom si guardi, e sappia meritare.
- Di mia vita angosciosa,
- Ch' ha fatto lunga attesa,
- Non si trova difesa,
-
60E son rimaso com' uom rotto in mare.
- Soffrendo gran pesanza
- La tempesta m' avvolge,
- E nullo man mi porge,
- E veggiomi perir tutt' i mie' amici,
- Amici no, ma trovoli nemici.
Transcribed Footnote (page 81):
1
Timore.
2
Che.
3 Cioè
in poco d' ora Salv.
4
Sii.
page: 82
Note: Two horizontal pencil lines and a faint pencil cross inscribed in the left
margin mark the opening of the poem. “Selvaggia” is inscribed at left, aligned
with the underlined “selvaggia” in the middle of line 14.
DI SIMBUONO GIUDICE
Transcribed Note (page 82):
Anno 1250.
- Spesso di gioia nasce ed incomenza
- Ciò, ch'adduce dolore
- Al core umano, e parli gio' sentire.
- E frutto nascer di dolce semenza,
- Ch'è d'amaro sapore,
- Spess' ore ho veduto addivenire.
- Dicol per me, che 'n folle intendimento
- Credendom' aver gioia,
- Gaudente incominciai
-
10Amor di donna piacente ed altera
- Per uno isguardo, ch'ebbi allegramente,
- Laond' eo patisco noia;
- Da poi ch'eo innamorai
- Sempre m' è stata
selvaggia e guerrera.
- Ben mi credetti aver gioia compita,
- Quando lo dolce isguardo
- Vidi ver me piacente e amoroso;
- Ora mispero
1 da che m' è fallita.
- E di mortale dardo
-
20Sentomi allo cor colpo periglioso,
- Che per gli occhi passao similemente,
- Come per vetro passa
- Senza lo dipartire
2,
- Ed oltra luce, dello sole spera
3.
Transcribed Footnote (page 82):
1
Disparo Salv.
2Cioè
senza partirlo.
3
Raggio.
page: 83
Note: Vertical lines inscribed in the left margin bracket lines 27-28, 29, 30-41 and 42-48.
Two horizontal lines inscribed in the left margin mark line 29.
Manuscript Addition: lo CO
Editorial Description: Inscribed at left alongside line 48
Manuscript Addition: dal CO RE
Editorial Description: Inscribed at left alongside line 37
- Come in ispecchio passa immantenente
- Figura, e non lo cassa
1.
- Ma credo, allo ver dire,
- Lo meo core partuto, e morte spera
2.
- Sperando morte, ancor porèa guarire
-
30La mia crudel feruta,
- Sì ch' eo non fosse in tutto a morte dato.
- Cà riceputo l'ho per folle ardire,
- Laudando mia veduta,
- Credendomene aver gioioso stato.
- Penso ch'amor porìa in gio' tornare
- Per una sembianza,
- Che dal core mi vene,
- Perseverando da lei mi venisse,
- Ch' a Pellèo
3 la posso assomigliare;
-
40Feruta di sua lanza,
- Non guerrèa
4 mai, se altre
5
- Con ella il loco non si riferisse.
- Dunque m'è uopo di chiamar mercede
- Dello suo fallimento,
- Ed umiltate in ver di lei usare.
- Ma il suo gran pregio non lo mi concede
- Dire che tradimento
- Potesse loco in tal donna provare,
Transcribed Footnote (page 83):
1
Rompe Salv.
2
Aspetta Salv.
3
Achille Pelide Salv.
4
Guariva
5 Cioè
altra volta Salv.
page: 84
Manuscript Addition: Questo deve andare nel pr.
o vol. dove parlarsi del CO
Editorial Description: Inscribed by Gabriele Rossetti below the text
Note: A vertical line inscribed in pencil alongside the left margin brackets lines 49-56 and
57-70. A small mark, probably a check mark, is inscribed directly above the word Poichè
- In cui è senno e tutta conoscenza.
-
50Però mercè le chiamo,
- Chè fallir non porrìa
- Mercè, nè senno, nè tutt'altre virtute;
- E non devrìa dar morte, a mia parvenza.
- Lo viso, ch' io tant' amo,
- Sguardando; anzi devrìa
- Tutt'altre morti guarire e ferute.
- Poichè a speranza di mercè mi rendo,
- E allo suo signoraggio
- Umilemente core corpo e vita,
-
60Tutto valore in ella conoscendo,
- So che salute avraggio
- E del mio male per mercede aita
- Che somiglianza tien del buon signore,
- Quand' uomo a chi combatte
- Si rende per suo grato
1,
- Ogni fallire e torto gli perdona:
- Tanto conosco è in ella nobil core,
- Che del leone abbatte
- Orgoglio sormontato,
-
70E nobiltate ha messo in lei corona.
Transcribed Footnote (page 84):
1
Grado, di suo grado, spontaneamente.
page: 85
Note: There is a faint cross inscribed in the upper left margin, marking the beginning of the
poem.
- S' eo per cantar potesse convertire
- In gioia lo mio affanno,
- Allegramente fora mio cantare.
- Ma vogliomene in parte sofferire
1,
- Perchè mi torna a danno,
- Da poi che non mi posso rallegrare.
- Però d' amore vivo contra usanza
- Che nulla amanza ch' uom viva gioioso
- Ed eo noioso
-
10Amando, vivendo non aggio speranza.
- La mia speranza m' è tutta falluta,
- Pesando 'l vostro viso
- Che in ver di me si mostra tanto altero,
- Di voi amare già non l' ho perduta,
- Chè Amor sì m' ha conquiso;
- Ma d' aver gioia da voi ben mispero
2.
- Long' usanza converte uomo in natura;
- Però d' altura non credo bassare,
- Nè più montare
-
20D' amor, che sia per corso di ventura.
- Servit' ho lungamente di bon core;
- Donqua naturalmente
Transcribed Footnote (page 85):
1
Astenere.
2
Dispero.
page: 86
- Son convertuto, sì com' aggio detto,
- Che più non son salito in vostro amore,
- Ch' era primeramente,
- Nè più cadere già non me ne spero.
- Però voi, donna, serviraggio amando,
- Non aspettando da voi guiderdone,
- Nè tal cagione
-
30Non fie, perch' eo da voi vada cessando
1.
Transcribed Footnote (page 86):
1Cioè
allontanandomi Salv.
page: 87
Note: Two horizontal lines inscribed in the right margin mark off the opening of the
poem.
DI MASARELLO DA TODI
Transcribed Note (page 87):
Anno 1250.
- Ogni uomo deve assai caro tenere
- Lo primo bene, ched ave acquistato;
- Che se viene in ricchezza nè
1 in potere,
- Con quello primo l'ave guadagnato.
- Chi seguita lo suo folle volere
- Alla fiata
2 trovasi ingannato;
- Però deve dottare di cadere
- Quello, che non travaglia, alto montato.
- Rade fiate trov' uomo follìa
-
10Accompagnata con la povertate,
- Perciocchè lo pensieri lo' nde' stolle
3.
- Ma quello, che fu povero da pria,
- Se poi vene in ricchezza e in dignitate,
- Ispesse fiate trova l'uomo folle.
Transcribed Footnote (page 87):
1Cioè
o, ovvero Salv. Bisc.
2
Alcuna volta Salv.
3
Lo ne stoglie Salv. Bisc.
page: 88
Manuscript Addition: Giudizio universale
Editorial Description: Inscribed by Gabriele Rossetti alongside the bracketed lines. A single verticle line
brackets the third and fourth stanzas on the page, lines 9 through 14 of the poem
- Di gran guisa mi fa meravigliare
- Ciò, ch' aggio audito ch' a voi addovene
- Como potete nello cor pensare
- Di prendere lo male per lo bene.
- Se Deo non aves'
1 tutto a giudicare
- Porriesi
2 in qualche parte avere ispene
- O dell' empromettere o del fallare
- Avressi
3 l' altro biasmo e non le pene.
- Non è al mondo nulla criatura,
-
10Che non convegna a Deo render ragione;
- E però ben è folle chi non penza
- Di vivere a ragione e a misura,
- Sì che poi quando viene la stagione,
- Non aggia in suo contraro sentenza.
Transcribed Footnote (page 88):
1
Avesse.
2
Porriasi.
3O per
avrestí o per
avrebbesi, cioè posto
avre' per
avrebbe,
come abbiam mille esempj in questi Poeti
di
sare' e sre' per
sarebbe.
page: 89
DELLO BIANCO DI BUCARELLO
Transcribed Note (page 89):
Anno 1250.
- Sì come ogn' altra fera lo Leone
- Teme e ridotta quand' è in sua presenza,
- Così temo vostra altiera fazone,
- Madonna mia: di voi tal ho temenza,
- Ch' eo esco for di mia opinione,
- Smarrisco, e perdo tutta conoscenza;
- Perchè m' avvene, audite la cagione,
- Ch' eo citeraggio vertera
1 sentenza
- Solo m' avvene per gran temoranza,
-
10Com' aggio audito dire sovent' ore
2,
- Chi di core ama, teme ed ha dottanza.
- Donqua, s' Amor mi leva lo valore,
- Che di parlare non aggio ardimento,
- Ragion è che da voi vegna 'l baldore.
Transcribed Footnote (page 89):
1
Veritiera Salv. Bisc.
2
Sovente, spesso.
page: 90
DI GIOVANNI MAROTOLO.
Transcribed Note (page 90):
Anno 1250.
- Quando di cosa l' uomo ha disianza
- Convene rinfrenar lo suo coraggio
1;
- Uopo è celare in tutto la pesanza
- Lo grande noio
2, l' ira, e lo dannaggio
- Però se doglio, piango, e sto in erranza,
- E devenuto son come selvaggio,
- Da poi che non m' avvene in mia fallanza
3,
- Dispiacciavi, Madonna, il mal ch' i' aggio.
- Chè spesse volte vi solea vedere,
-
10E della vista aver solazzo e gioco;
- E pur di ciò contento mi tenea.
- Ma divenuto è contra 'l meo volere
- Cosa, che già mi tolle tempo e loco
- Di voi vedere, dolce donna mea.
Transcribed Footnote (page 90):
1
Core Salv.
2
Noia Salv. Bisc.
3Cioè
per mia colpa Salv.
page: 91
- Da poi ch' i' v' amo, donna mia valente,
- Allegro son di tutto 'l vostro onore,
- Ancor pesanza n' aggia fra la mente,
- Se di voi deggio esser perditore.
- Ma pregovi, che siate conoscente,
- E non m' abbandoniate, dolce Amore;
- Chè torto e fallo forìa
1
certamente
- D' obliare lo vostro servidore.
- Però vel dico con grande omiltade,
-
10Del vostro servo aggiate rimembranza,
- Sì ch' eo non pera in vostra balìa.
- Biasmar non deggio la nova amistade,
- Da poi ch' è fatta con vostra onoranza,
- Se di bon sposo avete compagnia.
Transcribed Footnote (page 91):
1
Fera.
page: 92
Note: A pencil cross enclosed in parentheses and two horizontal pencil lines inscribed in the
left margin mark the opening of the sonnet.
- Chi nelle pietre semina, somente
1
- Ricoglie poco, secondo il meo dire:
- E chi semina in via, laddove gente
- Deggiano sempre caminare e gire,
- Ricoglie nulla; ed è cosa credente,
- Non mi credo già punto fallire.
- Così addovene a ciascun bon servente,
- Ch' in mala parte si dona a servire.
- Infra quai, lasso, i' son lo principale;
-
10Ch' i' amo e servo col cor lialmente
- Quella, che dura è più che diamente.
- S' eo le chiamo mercè, poco mi vale:
- Chè omiltà non possa ha in lei neiente
2,
- E però vita m' è forte pesante.
Transcribed Footnote (page 92):
1
Sementa.
2Cioè
non ha niente potere, non
può nulla sopra di lei
.
page: 93
- Quanti più sono li doni d' Amore,
- Tanto più cresce Amore in benvoglienza;
- E sì la gran nobilità del core
- Sempre più s' affina in sua valenza.
- Perciò non posso tacer lo dolore,
- Che m' ha donato una canoscenza,
- Che mi vegg' io preso for
1 tenore,
- Assai più ch' eo non soglio, a mia parvenza
2.
- Sì gran gioia dolce e piacentera
-
10E sì dall' altre gioie divisata
3
- Data m' avete con sì allegra cera,
- Che sopra ciò pensando alla fiata
4,
- Amor m' aucide, e piglia in tal maniera,
- Ch' aggio la canoscienza ingiuriata.
Transcribed Footnote (page 93):
1
For di Salv.
2
A mio parere.
3
Diversa Salv.
4
Alle volte Salv.
page: 94
- Vostro fin pregio e fina conoscenza
- Di voi, Donna piacente per natura,
- Sì mi conforta, ch' aggia in voi valenza,
- E ch' eo vi dica in parte mia sciagura.
- Come la fera e alta potenza
- D' Amor, che mette l' uomo in avventura
- E non guarda ragion, nè sofferenza,
- Senno, savere, modo, nè misura,
- M' ha sì preso incontra voglia mia,
-
10Ed hammi dato a voi, donna, servire,
- Considerando, ch' eo degno non era.
- Ma poi
1 vi piace questa cosa sia,
- In vostre mani metto ad obidire
- Anima e corpo, core, vita, e spera
2.
Transcribed Footnote (page 94):
1
Poichè Salv,
2
Speranza Salv. Bisc.
page: 95
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 1-11. A faint pencil
cross inscribed in the left margin marks the opening of the sonnet.
DI DOZZO, OSSIA DEOZZO,
O ANDREOZZO NORI
Transcribed Note (page 95):
Anno 1250.
- Non vi dispiaccia, donna mia, d' aldire
1
- Se voi davanti
2 conto il meo tormento.
- Lo cor non ha soggiorno
3 di languire,
- Piange, e sospira nello suo lamento,
- Dicendo, morte deggiavi aggradire,
- Trami di pena, che sì forte sento:
- Chè assai val meglio in una morire
- Ca
4 consumare a poco, senz' abento
5.
- Ed eo consento, donna, ch' ello mora,
-
10Se in voi, spietata, non trova pietate;
- E dogliavi del mal, ch' ho per voi tanto.
- Che in veritate, se del corpo fora
- Iscisse
6 colle pene, ch' hae incarnate,
- Chi lo vedesse, nè leverìa
7
pianto.
Transcribed Footnote (page 95):
1
Udire Salv.
2Cioè
davanti a voi.
3
Indugio Salv.
4
Che Salv. Bisc.
5
Senza posa, respiro Salv.
6
Uscisse.
7
Innalzeria Salv.
page: 96
Note: A slight pencil cross enclosed in parentheses is inscribed in the left margin, marking the
opening of the poem. Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 1-4, 5-17, and 21-22.
DI M. GIOVANNI
DALL' ORTO D'AREZZO, GUIDICE.
Transcribed Note (page 96):
Anno 1250.
- Non si porria contare
- Quant' è la gioia altera,
- Che mi donò primera
- Amor, quando mi prese a servidore.
- Amor solo, però ch' è conoscente
- D' alma gentile e pura,
- Sovr' essa gira, e pur ad essa torna;
- E poi ch' è giunto a lei immantenente
- D' un ben sovra natura
-
10Perfettamente lei pasce ed adorna,
- E sempre ivi soggiorna.
- E così l' alma mia
- Di tal è in signoria,
- Ch' ha più di gio', perchè più porta
amore.
- Ben fu più ch' altra graziosa l' ora,
- Che per grazia discese
- Sì dolcemente Amore nel cor mio,
- Che tosto ch' ei vi fu senza dimora
- Tanto di gioia prese,
-
20Quanto richiede e vuole uman disìo.
- Non mai avrò in oblio
- Quant' ello m' ave onrato.
- Non è innamorato
- Cor, che sentisse mai tanto dolzore.
page: 97
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 25-32, 35-37,
and 45-51.
- Deh come mostrò 'l Signor dolce e caro
- Sua virtù naturale,
- In me veggendo fino intendimento;
- Chè quando gli occhi mie' donna guardare
- Rende noi due un tale
-
30Volere puro, ond' è ciascun contento;
- Ed è sol un talento,
- Ch' in noi ave suo loco;
- Ancor ne sembra poco
- D' ogn' altra gioia aver tutto riccore.
- Chi mai vide alcun per suo servire,
- O per chiamar mercede,
- Cui Amor sì altamente onrasse?
- Chè già non volle più dal meo desire
- Provar altro che fede
-
40Nella donna, cui Amore a se trasse,
- E vuol ch' i' ne mostrasse
- Tal ben sì come degno,
- E ciò dico ch' è in segno
- Che più che d' alcun mai m' ha fatto onore.
- Per li buon rallegrare
- Muovi con tua manera,
- E a sì crudele e fiera
- Donna di me parlerai a tutt' ore.
page: 99
- Chi sua voglienza
1 ben avesse intera
- Di prender vera contr' Amor difensa,
- Quando sua 'ntenza in far mette che 'l pera
- Donandoi
2 fera sua vita in doglienza,
- E in ciò potenza desseli mainera
3,
- Oi come altera arìa da Dio licenza,
- Chè cordoglienza, ni
4 pena gravera
5,
- Non mai portera
6, a mia dico parvenza.
- Ch' el pena dammi ognor oltragravosa,
-
10Ni
7 disìo, posa, o alcun potimento.
- Per partimento da ciò far, che fammi.
- E certo stammi a ragion ben, che cosa
- Ch' uom ha vogliosa, e sa gli è
8
struggimento,
- Giudicamento dritt' è che n' affiammi;
- Però consiglio di sentiment' have,
- Ancor
9 sia grave, che da lui si guardi.
- Chè tardi isferra, cui ben fier
10 d'
artiglio.
Transcribed Footnote (page 99):
1
Volontà.
2
Donandogli Salv.
3
Destra, acconcia Salv.
4
Nè per o,
ovvero
Salv.
5
Contrario di leggera, grave Salv.
6
Porterìa Salv.
7
Nè.
8Cioè
e sa che gli è di
struggimento, di rovine
.
9
Ancorchè Salv.
10
Fere, fiede.
page: 100
Note: A pencil cross is inscribed in the left margin, marking the opening of the poem.
- L' uccel Fenis
1 quando vene al morire,
- Dice la gente, che fa dolce canto;
- Ed è gran meraviglia, allo ver dire,
- Della cosa cantare, onde vien pianto.
- A me medesmo veggio addovenire,
- Che sono innamorato, e moro, e canto,
- E della morte non posso guarire
- Senza Madonna,
2 per forza di Santo.
- Or avvenisse a me, come addovene
-
10Allo Fenice, che more cantando,
- E moren'
3 di se stesso si riface.
- Se lo foco d' Amore, che me tene,
- Aucidendo
4 mi gesse
5 recriando
6,
- Sofferrìa
7 da Amor la morte in pace.
Transcribed Footnote (page 100):
1
Fenice.
2 Cioè
o.
3
Morendo.
4
Uccidendo.
5
Gisse.
6
Ricreando, rifacendo.
7
Soffrirìa.
page: 101
Note: A pencil cross enclosed in parentheses is inscribed in the left margin, marking the
opening of the poem.
- Pelào
1 con sua lancia attossicata
- Ferendo, l'uomo non potea guarire,
- Se non londe
2 ferisse altra fiata:
- Sì mi veggio di voi, bella, venire
- Della feruta, che m' avete data;
- Faràmi d' esto secolo partire;
- Convene per voi essere sanata;
- Che la pena facciatemi sentire.
- Facciatemi com' fa lo pellicano,
-
10Che fere lo figlio e fal morire,
- E poi sinde
3 ripente
4 che l'
ha morto,
- Fere se stesso nello loco sano,
- E dello sangue suo li dà sentire,
- Rendendo vita di quello conforto.
Transcribed Footnote (page 101):
1
Pelìde, cioè
Achille Salv. Bisc.
2
Lo ne Salv. Bisc.
3
Se ne Salv. Bisc.
4
Pente Bisc.
page: 102
Note: Two horizontal lines inscribe in the left margin mark the opening of the poem.
DI UGOLINO UBALDINI DA FAENZA
Impressa ne' Commentarj della Volgar Poesia
del Crescimbeni.
Transcribed Note (page 102):
Anno 1250.
- Passando con pensier per un boschetto,
- Donne per quello givan fior cogliendo
- Con diletto, co quel, co quel, dicendo:
- Eccolo, eccol: che è? è Fiordaliso.
- Va là per le viole;
- Più colà per le rose: co' le, co' le,
- Vaghe amorose: o me! che 'l prun mi punge!
- Quell' altra me vi aggiunge.
- Ve? ch' è quel che salta? un grillo, un grillo:
-
10Venite qua, correte,
- Raponzoli cogliete: eh non son essi:
- Sì, son: co' lei, co' lei
- Vien qua, vien qua per funghi; un micolino
- Più colà, più colà per
semullino.
- Noi starem troppo, che 'l tempo sì turba:
- Ve', che balena e tuona;
- E m' indovino, che vespero suona.
- Paurosa; non è egli ancor nona;
- E vedi, ed odi; è l' usignol, che canta.
-
20Più bel, nè più bel v' è.
- Io sento, e non so che.
- E dov' è? e dov' è? in quel cespuglio.
page: 103
- Ogni una qui picchia, tocca, e ritocca:
- Mentre lo bussor cresce,
- Una gran serpe n' esce;
- O me trista, o me lassa, o me, o me,
- Gridan fuggendo di paura piene:
- Ed ecco ch' una folta pioggia viene.
- Timidetta quell' una, e l' altra urtando,
-
30Stridendo, la divanza via fuggendo;
- E gridando, qual sdrucciola, e qual cade.
- Per caso 'l una appone lo ginocchio,
- Là ve sen gìa lo frettoloso piede,
- E la mano e la vesta:
- Quella di fango lorda ne diviene,
- Quell' è di più calpesta:
- Ciò, ch' han colto, ir si lassa,
- Nè più s' apprezza, e pel bosco si spande.
- De' fiori a terra vanno le ghirlande:
-
40Nè si sdimette pure unquanco il corso:
- Il cotal fuga a repetute note
- Tiensi beata chi più correr puote.
- Sì fisso stetti il dì, ch' io le mirai,
- Ch' io non m' avvidi, e tutto mi bagnai.
page: 104
Note: Two horizontal lines inscribed in the left margin mark the opening of the poem.
DI LAPO GIANNI,O SIA
GIOVANNI
LAPO.
Impressa nell'Allacci.
Transcribed Note (page 104):
Anno 1250.
- Amor, eo chero mia donna in domino,
- L'Arno balsamo fino,
- Le mura di Fiorenza inargentate,
- Le rughe
1 di Cristallo lastricate,
- Fortezze alte merlate,
- Mio fedel
2 fosse ciaschedun Latino
3,
- Il mondo in pace, securo 'l camino,
- Non mi noccia vicino,
- E l'aira
4 temperata verno e state,
-
10Mille donne e donzelle adornate,
- Sempre d'amor pregiate,
- Meco cantasser la sera e 'l mattino,
- E giardin fruttuosi di gran giro
- Con grande uccellagione,
- Pien di condutti d'acqua e cacciagione,
- Bel mi trovasse
5 come fu Absalone,
Transcribed Footnote (page 104):
1
Strade Salv.
2
Vassallo Salv.
3
Italiano Salv.
4
Aria.
5
Trovassi.
page: 105
- Sansone pareggiasse
1 e Salamone,
- Servaggi
2di Barone,
- Sonar viole, chitarre, e canzone,
-
20Poscia dover entrar nel Cielo empiro
3,
- Giovene, sana, allegra, e secura
- Fosse mia vita, finchè 'l modo dura.
Transcribed Footnote (page 105):
1
Pareggiassì.
2
Servitù Salv.
3
Empireo Salv.
page: 106
Impressa nella Scelta di Rime Antiche pubblicate
in Firenze.
AM.
- Io sono Amor, che per mia libertate
- Venuto sono a voi, Donna piacente,
- Chè al meo leal servente
- Sue greve pene deggiate alleggiare.
- Madonna, e' non mi manda, questo è certo;
- Ma io, veggendo il suo grave penare,
- Ed angosciar, che 'l tene in malenanza
- Mi mossi, con pietanza a voi vegnendo:
- Chè sempre tene lo viso coverto,
-
10E gli occhi suoi non finan di plorare,
- E lamentar di sua debol possanza,
- Mercede alla sua amanza, e a me cherendo:
- Per voi non mora, perchè io lo difendo;
- Mostrate in ver di lui nostr' allegranza,
- Sì ch' aggia beninanza:
- Mercè; se 'l fate, ancor porrìa campare.
MAD.
- Non si convene a me, gentil signore,
- A tal messaggio far mala accoglienza.
- Vostra presenza vo' guiderdonare,
-
20Sì come suole usar buona ragione.
- Veniste a me con sì libero core,
page: 107
- Di nostro amico avendo cordoglienza:
- Gran conoscenza lo vi fece fare,
- Oud' io vo' dare al suo mal guarigione.
- Portateli lo cor, ch' avea in prigione,
- E da mia parte gli date allegranza;
- Che stea fermo a sua manza
- Di buono amore, puro, da laudare.
AM.
- Mille mercè, gentil donna cortese,
-
30Del buon responso e del parlar piacente,
- Chè interamente m' avete appagato,
- Ed adoblato mia domandagione
1,
- Sì che in voi non posso usar riprese:
- Chè mai non trovai donna sì valente,
- Che suo servente abbia sì meritato
2
- Ch' è suscitato da morte e prigione.
- Donne e donzelle, che amate ragione,
- Or ecco donna di gran valentìa,
- Che per sua cortesìa
-
40Vuol el suo servo sì guiderdonare.
Transcribed Footnote (page 107):
1Cioè
mi avete concesso il doppio
più di che vi avea
supplicato
.
2
Rimeritato.
page: 108
Manuscript Addition: O, me, offese / si folle pensier
Editorial Description: Inscribed by Gabriele Rossetti alongside lines 19-20
Note: A pencil cross inscribed in the left margin mark the opening of the poem. Vertical pencil
lines inscribed in the left margin bracket lines 1-7, and 8-10
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Gentil donna cortese e di bon a' re
1,
- Di chi Amor mi fe' prima servente,
- Mercè, poi ch' in la mente
- Vi porto pinta per non v' obliare.
- Io fui sì tosto servente di voi,
- Come d' un raggio gentile amoroso
- Da' vostri occhi mi venne uno splendore,
- Lo qual d' amor sì mi comprese poi,
- Che avanti a voi sempre fui pauroso,
-
10Sì mi cerchiava la temenza il core.
- Ma di ciò grazie porgo a quel Signore,
- Che 'l fe' contento di lungo disìo,
- Della gio' che sentìo,
- La qual mostro in amoroso cantare.
- In tal manera fece dimostranza
- Mio cor leggiardro della gio' che prese,
- Che in grande orgoglio sovente salìo,
- Fuora scovrendo vostra disnoranza.
- Ma poi riconoscendo come offese,
-
20Così folle pensier gittò in oblìo.
- Quando vostr' alto intelletto l' udìo,
- Sì come il cervo in ver lo cacciatore,
- Così a voi servidore
Transcribed Footnote (page 108):
1
Di lieto aspetto, di buon viso.
page: 109
Note: “
selvaggia” is inscribed in pencil in the right
margin beside line 29. A double pencil line brackets lines 1-4 and 5-7 of the lower poem. A
double pencil line marks line 8. A single horizontal line inscribed in pencil in the left
margin marks line 10.
- Tornò, che gli degnaste perdonare.
- Perdon cherendo a voi umilemente
- Del fallo, che scoverto si sentìa,
- Venne subbietto in vista vergognosa.
- Voi, non seguendo la
selvaggia gente,
- Ma come donna di gran cortesìa,
-
30Perdonanza gli feste copiosa.
- Ora mi fate vista disdegnosa,
- E guerra nuova in parte cominciate;
- Ond' io prego pietate
- Da Amore, che vi deggia umiliare.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Dolce è il pensier, che mi nutrica il core
- D' una giovane donna, ch' e' desìa,
- Per cui si fe' gentil l' auima mia,
- Poi che sposata la congiunse Amore.
- Com' io son scritto nel libro d' Amore
- Conterai, Ballatetta, in cortesìa
- Quando tu vederai la donna mia,
- Poi che di lei fui fatto servidore.
page: 111
Note: A faint pencil cross inscribed in the left margin marks the opening of the poem. A pencil
line inscribed in the left margin brackets line 5-14.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche
- Amore, io non son degno ricordare
- Tua nobiltà, e tuo conoscimento:
- Però chiero
1 perdon, se fallimento
- Fosse di me, vogliendoti laudare.
- Eo laudo Amor di me a voi, amanti,
- Che m' ha sor tutti quanti meritato
2,
- E 'n su la ruota locato vermente
3
- Chà là 'nd' io solea aver torment' e pianti
- Aggio sì buon sembianti d' ogni lato,
-
10Che salutato son bonariamente.
- Grazie, e mercede a tal signor valente,
- Chè m' ha sì altamente sormontato,
- E sublimato su quel giro tondo,
- Che in questo mondo non mi credo pare.
- Unqua non credo par giammai trovare,
- Se in tale stato mi mantiene Amore,
- Dando valore alla mia innamoranza.
- Or mi venite, amanti, a accompagnare,
- E qual di voi sentisse al cor dolore
-
20Impetrerrò d' Amor per lui allegranza:
- Ch' egli è signor di tanta beninanza,
- Che qual amante a lui vuol star fedele,
Transcribed Footnote (page 111):
1
Chiedo.
2
Rimeritato.
3
Veramente.
page: 112
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin marks line 34 of the upper poem,
and brackets lines 1-4 and 5-8 of the lower poem. A pencil arrow is inscribed by line 2 of
the lower poem, and a small cross at the opening of the poem.
- S' avesse il cor crudele,
- Si vuole in ver di lui umiliare.
- Vedete, Amanti, come egli è umile,
- E di gentile e d' alter baronaggio,
- Ed ha 'l cor saggio in fina conoscenza;
- Che me veggendo venuto sì a vile
- Si mosse il signoril come messaggio,
-
30Fe' riparaggio
1 alla mia cordoglienza,
- E racquistò il mio cor, ch' era in perdenza,
- Di quella, che m' avea tanto sdegnato.
- Poi che 'l gli ebbe donato
- M' ha poi sempre degnato salutare.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Angelica figura nuovamente,
- Dal ciel vennta a spander tua salute,
- Tutta la sua virtute
- Ha in te locata l' alto Dio d' amore.
- Dentro al tuo cor si mosse un spiritello,
- Che uscì per gli occhi, e vennemi a ferire
- Quando guardai lo tuo viso amoroso,
- E fe' il cammin pe' miei sì fiero e snello,
Transcribed Footnote (page 112):
1
Riparo.
page: 113
Manuscript Addition: N' andaro allo
Editorial Description: Inscribed by Gabriele Rossetti beside line 25
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 9-10, 11-14, and 16-25
- Che 'l core e l' alma fece via partire,
-
10Dormendo l' uno e l' altro pauroso:
- E quando 'l sentir giugner sì orgoglioso,
- E la presta percossa così forte,
- Temetter che la morte
- In quel punto overasse
1 il suo valore.
- Poi quando l' alma fu rinvigorita
- Chiamava il cor, gridando: or se' tu morto,
- Ch' io non ti sento nel tuo loco stare?
- Rispondea 'l cor, ch' avea poco di vita,
-
20Sol, pellegrino, e senz' alcun conforto,
- Quasi scemando non potea parlare,
- E disse: oh alma, aiutami a levare
- E rimanere al cassar
2 della mente.
- E così insiememente
- N' andaro al loco, ond' ei fur pinti fuore
- Onde mia labbia
3 sì mortificata
- Divenne allora ohimè! che io non parea
4.
- Sentendo il cor perire innaverato
5
- Dicea meco sovente ogni fiata:
-
30Ahi lasso! Amor, che già non mi credea
- Che fossi in verso me sì spietato.
Transcribed Footnote (page 113):
1
Operasse.
2
Cassero lo stesso che
casso, ch' è
la parte concava del
corpo circondata dalle
costole
. È voce Arabica,
che significa propriamente
fortezza, ricinto di
mura
.
3Voce antica, che significa
aspetto.
4Cioè
ch' io non parea più
essere me medesimo
.
5Cioè
ferito.
page: 114
Note: A faint pencil cross inscribed in the left margin marks the opening of the poem.
- Ah! che crudele torto e gran peccato
- Fai in ver di me sì tuo servo leale!
- Che mercè non mi vale,
- Che tu non mi tormenti a tutte l' ore.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Amor, io prego la tua nobiltate,
- Ch' entri nel cor d' esta donna spietosa,
- E lei facei amorosa
- Sì che la spogli d' ogni crudeltate.
- Odi la nimistà mortal, che regna
- Fra lo suo cor e 'l mio novellamente,
- Amor, ch' esser solevamo una cosa.
- Con sì fieri sembianti mi disdegna,
- Che par che il mondo e me aggia a niente,
-
10E se mi vede, fugge e sta nascosa;
- Onde non spero ch' io mai aggia posa
- Mentre che in lei sarà tanta fierezza
- Vestita d' un asprezza,
- Che par che sia nemica di pietade.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Angioletta in sembianza
- Novamente è apparita.
- Che m' uccide la vita,
- Se Amor non le dimostra sua possanza.
- Se Amor farà sentir per li suoi raggi
- Della sua gran dolcezza,
- (Tempo mi dà conforto)
- Minuirà il martire,
- Che in me saetta la sua giovinezza;
-
10Ond' io son quasi morto,
- Che son venuto a porto,
- Che chi mi scorge fiso
- Puote veder nel viso
- Ch' io porto segno di grave pesanza.
- Non furo gli occhi miei nella sua vista
- Una fiata ancora
- Ch' egli avesser vigore.
page: 116
- Io gli conforterei
-
20Con la virtù, che dentro gl' innamora;
- Se non ch' e' fugge Amore,
- Che non par che il valore
- Possa mettere in lei;
- Anzi dice, costei
- È quella che la sua franchigia avanza.
- Non può vincere Amore
- Di pinger nella mente gentilìa
- D' esta novella cosa;
- Chè selvaggia a tutt' ore
-
30La trova con sì nuova leggiadrìa
- Contro di lui sdegnosa;
- E negli atti amorosa
- A chi la mira pare,
- Onde ne fa pensare
- Amore a chi ne prende desianza.
- Non spero dilettanza,
- Nè gioia aver compita,
- Se il tempo non m' aita,
- Od Amor non mi reca altra speranza.
page: 117
Note: A small pencil cross inscribed in the left margin marks the opening of the poem.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Novelle grazie alla novella gioia
- Vestute d' umiltade e cortesìa
- Girete a quella, che m' ha 'n signorìa,
- E dispogliato dell' antica noia.
- Quando sarete avanti a lei, inchinate,
- E poi, udita sua dolce accoglienza,
- Dite: Madonna, il vostro fedel servo
- A voi ne manda che ci riceviate,
- Dicendo, che lo scoglio
1 di doglienza
-
10Have gittato, come face il cervo:
- Pregando che ritegnate in conservo
- L' anima e il core e tutta sua possanza,
- Chè 'n voi ricorre tutta sua speranza,
- Come nel mare ogni corrente ploia
2.
- Appresso le direte, che la mente
- Porto gioiosa del suo bel piacere,
- Poi che m' ha fatto degno dell' onore;
- E non è vista di cosa piacente,
- Che tanto mi diletti di vedere,
-
20Quanto lei sposa novella d' amore.
- E non m' avviso che alcuno amadore,
- Sia quanto vuol di gentil intelletto,
- Che abbia rinchiuso dentro dal suo petto
- Tant' allegrezza, che appo me non muoia.
Transcribed Footnote (page 117):
1
Scorza.
1
Pioggia.
page: 118
Note: In line 8 of the lower poem, the word "fede" has been crossed out in pencil and the word "prova" added in its place.
- Ballata, e' non è donna alla mia voia
1,
- Che tanto degna sia da onorare,
- Quanto colei, a cui ti vo' mandare,
- Cui gentilezza ed ogni ben s' appoia
2.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Ballata, poi che ti compose Amore
- Nella mia mente, ove fa residenza,
- Girai a quella, che somma piacenza
- Mi saettò per gli occhi dentro al core.
- Poi sei nata d'Amore ancella nuova,
- D'ogni virtù dovresti essere ornata,
- Dovunque vai dolce, savia, ed intesa:
- La tua vista ne fa perfetta
fede
prova;
- Però dir non ti compio l'imbasciata,
-
10Che spero s'hai del mio intelletto presa,
- E tu la vedi nel suo viso accesa,
- Non dicer motto, se fusse adirata;
- Ma, quando la vedrai umiliata,
- Parla soave senza alcun timore.
- Quando cortesemente avrai parlato,
- Con bello inchino, e con dolce salute
Transcribed Footnote (page 118):
1
Voglia.
2
S' appoggia.
page: 119
- Alla serena fronte di beltate,
- Apprendi suo responso angelicato,
- Che muove lingua di gentil virtute
-
20Vestuta manto
1 di soavitate;
- Se l'è in piacer d'avermi in potestate,
- Non fia suo viso colorato in grana;
- Ma fia negli occhi suoi umile e piana,
- E pallidetta quasi nel colore.
- Appresso che lo tuo dir amoroso
- Prenderà la sua mente con paura
- Del pensoso membrar che Amor le dona,
- Dirai com'io son sempre desioso
- Di far li suo' piacer oltre misura,
-
30Mentre la vita mia non m'abbandona.
- Dì, che Amor meco sovente ragiona,
- Che fu principio d'esta benvoglienza,
- Quei che la mente, e 'l core, e mia potenza
- Ha messe in signorìa del suo valore.
- Tu vederai la nobil accoglienza
- Nel cerchio delle braccia, ove pietade
- Ripara con la gentilezza umana:
- E vederai sua dolce intelligenza
- Nelli atti suoi, se non parla villana:
-
40E vederai, meraviglia sovrana,
- Com'en
1 formate angeliche bellezze,
- E di nuovi miracoli adornezze,
Transcribed Footnote (page 119):
1
Molto.
2
Sono.
page: 120
- Onde Amor tragge l'altezza d'onore.
- Muovi, Ballata, senza far sentore,
- E prenderai l'amoroso cammino:
- Quando sei giunta, parla a capo chino,
- Non mi donar di gelosìa errore.
Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
- Nel vostro viso angelico amoroso
- Vidi i begli occhi, e la luce brunetta,
- Che 'n vece di saetta
- Mise pe' miei lo spirito vezzoso.
- Tanto venne in suo abito gentile
- Quel nuovo spiritel nella mia mente,
- Che 'l cor s' allegra della sua veduta.
- Dispose
1 qui l' aspetto signorile,
- Parlando a' sensi tanto umilemente,
-
10Ch' ogni mio spirito allora il saluta.
- Or hanno le mie membra conosciuta
- Di quel Signore la sua gran dolcezza,
- E il cor con allegrezza
- L' abbraccia poi che 'l fece virtuoso.
Transcribed Footnote (page 120):
1
Depose.
page: 121
Note: Several horizontal pencil lines inscribed in the right margin marks the opening of the
poem.
Impressa nella Raccolta di Aneddoti Letterarj stampata
in Roma nell' anno 1774. dall' Abbate Serassi.
- Questa rosa novella,
- Che fa piacer sua gaia giovanezza,
- Mostra, che gentilezza,
- Amor, sia nata per virtù di quella.
- S' io fossi sufficiente
- Di raccontar sua maraviglia nuova,
- Dirìa come natura l' ha adornata.
- Ma s' io non son possente
- Di saper allegar verace prova,
-
10Dillo tu, Amor; chè sarà me' laudata.
- Ben dico, una fiata,
- Levando gli occhi per mirarla fiso,
- Presemi 'l dolce riso,
- E gli occhi suoi lucenti, come stella.
- Allor bassai li miei
- Per lo suo raggio, che mi giunse al core
- Entro in quel punto, ch' io la riguardai.
- Tu dicesti; costei
- Mi piace signoreggi il tuo valore;
-
20E servo alla tua vita le sarai.
- Ond' io ringrazio assai,
- Dolce Signor, la tua somma gradezza,
- Chè io vivo in allegrezza,
- Pensando a cui mia alma hai fatta ancella.
page: 122
Note: A faint pencil line inscribed in the left margin brackets lines 1-12.
- Ballata giovanzella,
- Dirai a quella, ch' ha la bionda trezza,
- Ch' Amor per la sua altezza
- M' ha comandato io sia servente d' ella.
Impressa nella suddetta Raccolta.
- Donna, se il prego della mente mia,
- Come bagnato di lagrime e pianti,
- Venisse a voi incarnato davanti
- A guisa d' una figura pietosa,
- E voi degnassi udir sua dicerìa,
- Ragion vi moverebbe ne' sembianti,
- Perchè udiresti li tormenti, quanti
- Soffera
1 l' alma mia, di voi pensosa,
- Con quella pena, che l' è faticosa.
-
10Pur aspettando, che da voi si mova
- Una dolce pietà, se in voi si trova,
- In farmi grazia d' empier lo disio;
- E se virtù d' amore in voi riposa,
- Spero d' aver la grazia bella e nuova,
- E di ciò mostrerei verace prova:
- Chè Amor non dee voler per ragion ch' io,
- Merito perdo per lo buon servire,
- Poi lungo tempo m' ha fatto languire.
Transcribed Footnote (page 122):
1
Soffra.
page: 123
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 27-36.
- Donna, ragion d' Amor mi dà speranza,
-
20Che voi sarete ver me sì gentile,
- Che non isdegnerete mio cor vile,
- Meritando vie più, ch' io non son degno.
- E di ciò si notrica mia possanza,
- Che attende che la vostra mente umile
- Ver me si faccia di mercè simile;
- Onde ciò disiando, mi mantegno:
- Chè non m' è avviso che sia altro regno
- Fuor del ben, donna, che da voi aspetto,
- Il qual sarà mirabile diletto,
-
30Che mi terrà gioioso sempre mai.
- Io prego Amor, che mi doni suo 'ngegno,
- Si ch' io non manchi per alcun difetto,
- E 'l ben, ch' io attendo, mi faccia perfetto
- Aver da voi, di cui innamorai
- Entro 'l principio della mia vaghezza,
- Quando m' apparve vostra gran bellazza.
- Donna, quando sarà per me sereno,
- Ched c' v' incresca della mie gravezze?
- Non credo mai finchè vostre bellezze
- Soverchieranno l' altre di beltate.
- Se sofferenza vi venisse meno,
-
60Sacciate, donna, che le mie fortezze
- Non dureranno contr' a vostre altezze:
- Dunque la morte avrà di me pietate:
- Ed io ne prego la sua maestate
- Che mi riceva senza dar fatica.
- Voi rimarrete al mondo mia nimica;
- Io sconsolato me n' anderò in pace.
- Amor, veggendo vostra crudeltate,
- Vorrà servare una sua legge antica,
- Che qual donna a buon servo non è amica,
-
70Le sue bellezze distrugge e disface:
- Onde se ciò vi tornasse in dispregio,
- Sarebbe per ragione a me gran pregio.
- E tu, martoriata mia soffrenza,
-
110Con questa mia figliuola va plorando
- Avanti a quella donna ove ti mena.
- Quando sei giunta, dirai sospirando:
- Madonna, il vostro servo ha tanta pena,
- Che se voi non avete provedenza,
- Io 'l lasciai con sì debole potenza,
- Ched ei non crede mai veder Fiorenza.
- È in suo soccorso lo spirito mio,
- Però da San Miniato si partìo;
- Ed io, che sua difesa sono stata,
-
120Nol posso più difender affannata.
- Dunque vi piaccia lui e me campare,
- Madonna, se mercè volete fare.
page: 127
Note: Two horizontal pencil lines inscribed in the right margin mark line 2 of the poem.
Impressa nelle Rime Antiche.
- Amor, nuova ed antica vanitate
- Tu fosti sempre, e sei 'gnudo com' ombra;
- Dunque vestir non puoi, se non di guai.
- Deh chi ti dona tanta podestate,
- Ch' umanamente il tuo podere ingombra,
- E ciaschedun di senno ignudo fai?
- Provo ciò; chè sovente ti portai
- Nella mia mente, e da te fui diviso
- Di savere e di bene in poco giorno:
-
10Venendo teco, mi mirava intorno,
- E s' io vedea Maddona, ch' ha 'l bel riso,
- Le sue bellezze fiso immaginava;
- E poi fuor della vista tormentava.
- Amor, quando apparisci nuovamente
- Un Angelo ti mostri a somiglianza,
- Dando diletto e gioco in tuo volare.
- Deh! come ben vaneggia quella gente,
- Ch' alla tua fede appoggia sua speranza,
- La qual sotto tue ali fai angosciare!
-
20Provol; chè l' ali mi facean penare
- Più forte assai, che 'l aquila serpente,
- Quando suoi nati divorar volea.
- Tanto ho sofferto più, ch' io non dovea,
- Che gran ragion di biasmar mi consente.
- Tuo convenente non vo' più difendere;
- Chè, s' io potessi, ti vorrìa offendere.
page: 128
- Amor, mendico del più degno senso,
- Orbo nel mondo nato, eternalmente
- Velate porti le fonti del viso.
-
30Deh quanto e com' si truova ogni uom' offenso,
- Cui corrompi in diletto carnalmente,
- Poi il vero lume gli spegni del viso!
- Provo ben ciò; chè la luce del viso
- M' avevi spenta, teco dimorando,
- Senza ragion nutricando mia vita:
- E la memoria avea già sì infralita,
- Che come in tenebre andava palpando;
- E quella Donna, cui data m' aveva,
- S' io la scontrava, non la conosceva.
-
40Amore, infante povero d' etate,
- Per giovinezza sembri uno bambino
- A chi sovente mira il tuo aspetto.
- Deh, com' hai poca di stabilitate!
- Chè sempre sei trovato per cammino,
- Mettendo in corpo umano il tuo difetto.
- Provo ciò; chè 'l tuo senno pargoletto
- M' aveva il debil cor sorviziato
1,
- E l' alma forsennata, e l' altre membra:
- Molte fiate stando teco insembra
2,
-
50E rimembrando tuo giovine stato,
- Dicea: oimè fallace gioventute,
- Come hai poca radice di salute!
Transcribed Footnote (page 128):
1
Sopraviziato.
2
Insieme.
page: 129
- Amore, infaretrato come arcero,
- Non lena mai la foga del tuo arco;
- Però tutti i tuoi colpi son mortali.
- Deh com' ti piace star presto guerrero,
- E sei fatto scheran, che stai al varco
- Rubando i cori, e saettando strali.
- Provol; chè di colpire a me non cali;
-
60Ch' hai tanto al cor dolente saettato,
- Ch' una saetta lo sportò dal segno.
- Ma ben possa io morir sotto il tuo regno,
- Se d' ogni reo di te non son vengiato;
- Che, s' io non so ben saettar quadrello,
- Farò com' fece Caino ad Abello.
- Amor, poichè tu sei del tutto ignudo,
- Non
1 fosti alato, morresti di freddo;
- Chè sei cieco, e non vedi quel che fai.
- Mentre che 'n giovine essenza
2 sarai
-
70L' arco e 'l turcasso sarà 'l tuo trastullo:
- E sei fanciullo, e vuoi pur mostrar
3 drudo:
- Vien, ch' io ti sfido, or oltre a mazza e scudo.
Transcribed Footnote (page 129):
1Cioè
se non fosti.
2
Essere, stato.
3Cioè
mostrarti.
page: 130
Note: Two horizontal pencil lines inscribed in the left margin mark the opening of the sonnet.
DI ANSELMO DA FERRARA
Impresso nelle Rime Scelte de' Poeti Ferraresi.
A FRA GUITTONE
Transcribed Note (page 130):
Anno 1250.
- Chi può aggiunger un dito a sua statura,
- Che Deo non se n' avveggia in lontananza?
- Chi può resurger fuor della bassura,
- Se Deo nol tragga lui all' innorranza?
- Pianto non val per nessuna aventura,
- Nè dolor, nè suspir, nè dispieranza:
- Noi semo di sue man propia pintura,
- Ed ello dà, sì come vuol, l' ombranza.
- Dicol per voi, che non sete parvente,
-
10E non giungete alla prima casone
- Di chi più v' ama, che la vostra zoglia.
- Pregatel lui, ma ben piatosamente,
- E allor vedrete, Frate mio Guittone,
- Che in obblianza v' anderà ogni doglia.
page: 131
Impresso nelle suddette Rime.
- Tinto di morte era tuo santo viso,
- Nè più del Paradiso
- Vi si vedea sembianza.
- E qual serà dinanzi più 'l mio specchio,
- Dov' io trovi splendore,
- Dov' io trovi dolzore?
- Ecco alla morte anch' io m' apparecchio:
- Se più vi rivestite
- Della vostra figura,
-
10Tornerà mia verzura.
- Ma se, Signor, morite,
- Apriti, o sepoltura.
page: 132
Note: Two horizontal lines inscribed in the left margin mark the opening of the poem.
Impresso nelle suddette Rime.
- Di Tomeo le rade penne
- Isdruscite e torpenti,
- Erano quando venne,
- Senz' aprir porta o balcone,
- Cristo drento alla masone;
- E toccar volle con mano
- Ogne piaga al Re soprano;
- Chè credevala menzogna
- De' discipuli credenti.
-
10Perciò n' ebbe gran rampogna:
- Beato chi non vede,
- O serra gli occhi e crede.
page: 133
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines 1-14. A small pencil
cross also inscribed in the left margin marks the opening of the sonnet.
DI UGO DI MASSA DA SIENA
Transcribed Note (page 133):
Anno 1250.
- Eo maladico l' ora, ehe 'mpromero
1
- Amai, chè fue per mia disavventura;
- Così coralemente, ch' io ne pero,
- Innamorai: tanto ci misi cura.
- E nulla amante trovo, assai lo chero,
- Che s' assimigli della mia natura.
- Chè Amore è 'n meve tutto, e ho pensero,
- Che s' altri n' ha, neente è che mel fura.
- Amore ed eo sen
2 tutt' una parte
-
10Ed avemo un volero e uno core,
- E s' eo non fosse, Amore non serìa.
- E non pensate ch' eo 'l dica per arte,
- Ma certamente è ver ch' eo sono Amore;
- Chi m' ancidesse, Amore anciderìa.
Transcribed Footnote (page 133):
-
1
In primiero, in prima.
-
2
Seno, per
semo, siamo
Salv.
page: 134
- Per pena, ch' eo patisca, non spavento:
- Tant' amorosamente Amor mi tene.
- Ma quanta gioia pare 'l mio tormento,
- Pensando che di tal parte mi vene.
- Che meglio assai m' è d' altro piacimento,
- E più m' inforza di servir la spene;
- E di ciò mai non vo' cangiar talento,
- Nè non porìa, poi
1 lo voless'
eo bene.
- Così dimostra Amor bon sia fedele
-
10Poi nulla pena tal è che mi senta,
- Che non m' allegri quanto bene avesse;
- Vertù di voi è che la sperge e dele
2,
- Chè mia soffrenza non sterìa contenta,
- Che non languisse, se pene tenesse.
Transcribed Footnote (page 134):
1
Ancorchè, benchè Salv.
1
Cancella, annienta dal Latino
deleo Salv.
page: 135
Impresso ne' Commentarj della Volgar Poesia
del Crescimbeni.
- Uno piacere dal core si move,
- E di vedere gli occhi lo sentenza,
- E nascene un pensiero, che rimove
- In molte guise il core dall' intenza,
- Tanto lo bene, che se ne commove
- In giudicar lo cor non ha potenza,
- Che d' amore feruto è di me dove
- Dentro dal corpo ov' è la conoscenza.
- Però nullo mi val conoscimento,
-
10Poi ch' è feruto sì crudelemente
- Di quello foco, ch' arde e non si spegne.
- Dunque lo core è sempre giudicato
- Dagli occhi, che gli mostrano il piacere
- Onde lo mena, e lo tiene, e distregne.
page: 136
DI ONESTO BOLOGNESE
Transcribed Note (page 136):
Anno 1250.
- Se con lo vostro val mio dire e solo
- Supplico lei, cui siate ad ubbidienza
- Che ristori a tutta vostra parvenza
- Ch' eo so che voi 'l cherete senza dolo.
- Di voi fe' pruova di gioia il valore
- Quando di ragion parve ver voi sene
- Che val più gioia pena anzi a cui vene,
- E lui loda lo vostro amadore,
- Dicendo: questi è buon combattitore;
-
10Servito m' ha facendoli malizia,
- Onde non m' è mestier farli mestizia
- D' alcun diletto, ch' è degno d' onoro.
- Ed amor dato m' ha di fe' contezza
- Sì che ciò dir per voi non m' è
gravezza.
- Quando gli appar Amor prende suo loco,
- Sendo deliberato, non dimora
- In cor che sia di gentilezza fora;
- E ove il suo piacer truova non poco,
- Sforza pur quel che l' ha già 'n suo desio;
-
20E tanto li diletta darli torto
- Ch' al sofferente sa me' di gio' porto,
- E doglia e pena che chi li servìo;
- Sì che piangendo alla Donna sen gìo,
- Ed ella per pietà li diè ristoro
page: 137
- Ah quanto vuol d' amor prego ed esoro
1
- Fal servo vil perd' amor là ulìo.
- Dunque non pecca morte in alcun lato
- Se non tal quel ch' è all' amore ingrato.
- Conceduto ha la donna che l' amasse,
-
30Suggetto che lealmente servìa,
- Conquiso che difesa non avìa,
- Purchè a lei 'l suo servir non gravasse:
- Sicchè omai la sua mente divide
- Dal suo contraro e canoscenza dielle,
- Quanto ha chiamato morte amaro felle,
- Pur vi rimembri dove Amor mo siede
- Che laude far d' altrui il se n' avvede,
- Onde poi cresce d' amor più l' aita;
- Lo qual io prego che vi dea compita
-
40Disianza che ogn' altro bene eccede;
- A voi cred' e' che non sarà più duro,
- Ma per invidia agli altri sarà oscuro.
- Piacemi d' esser vostro nella luna
- Stella d' Amore a qual mi son segnato;
- Ella ha 'l mio core dal vostro furiato
-
60E voglio aver, che n' è cosa comuna.
- E parmi certo che molto disvaglia
- Gioia disfatta con martiri e guai
- Se non l' ha cara via più che giammai
- Uom a chi è creduto che la vaglia
- Non vi giuochi amico alcuno a faglia,
- Nè per proferer vostro in una sorte
- Vogliate alcuno, chè troppo forte
- Cosa è donar di quel che 'l cor dismaglia.
- Però fate di gioia buon riservo,
-
70Che per altrui il non in soi protervo.
page: 139
Note: Vertical pencil lines inscribed in the left margin bracket lines 4-5, 8-10, and 14-15.
- Ahi! lasso taupino! altro che lasso
- Non posso dir; sì io sono a greve meso,
- Sentomi 'l cor e ciascun membro preso
- Morir sì forte d' oltre a morte passo.
- Celar non posso più la greve noia:
- Tanto contr' a me poia
1
- Pena mortale e rea disavventura.
- Però quanto più dura
- La vita mia, più soverchia il dolore:
-
10Male ad uopo meo m' ha fatto Amore.
- Sì mal fu' creato Amor ad uopo meo
- Che m' è vergogna dir ciò che m' incontra.
- Tutto fu fatto solo a mia incontra;
- Però nol chiamo Amor, ma amaro e reo,
- Per cui lo cor meo chiamo core morto,
- Ingiuriato a torto,
- Ed ancor me per lui chiamo mal nato,
- Perch' è sì sventurato
- Ch' ogni mio membro si batte e s' adira;
-
20Piango negli occhi e l' anima sospira.
- Ragion non fa chi m' accusa e riprende,
- Chè contro al mio volere Amor mi mena;
- Ma chi non si conduol della mia pena,
- Secondo umanità, pietade offende.
- Dolor sente ciascun naturalmente,
- Che dovria tutta gente
- Gir per chiamar pietà alla donna mia;
- E quando va per via
- Devrìa ciascun gridar mercè mercede,
-
40Chè non m' ancida s' eo l' amo di fede.
- Di fede e di pietà, Canzon, vestita
- Va alle Donne e gettati a lor piede,
- Chè preghin quella che aggia mercede
- Un po', per Deo, della mia lassa vita.
- Dì che Deo, sì come ama pietate,
- Condanna crudeltate
- La 'nde di ciò assai più mi dogli' eo
- Con fede mea per Deo
- Che in ogni parte ha messo stato buono;
-
50Ma quanto per me posso, io gliel perdono.
page: 141
Note: Two horizontal pencil lines inscribed in the right margin mark the opening of the poem.
- Poi non mi punge più d' amor l' ortica,
- Che sembra dolce ogni tormento amaro,
- Anzi ne son lontan più che dal caro,
- Suo vil poder non prezzo una mollica.
- E quella sconoscente mia nemica
- D' ogni larghezza ha ben colmo lo staro,
- A cui non piace lo fallir di raro;
- Cotanto se e sua vita notrica.
- E già nel operar non s' affatica,
-
10Cotanto parli
1 dilettoso e caro
- Ciò che la disonesta quella antica.
- Amico, io t' aggio letto la Rubrica;
- Provedi al Negro, che ciascun tuo paro
- A lei e ad Amor fatt' ha la fica.
Transcribed Footnote (page 141):
1
Pare a lei.
page: 142
Manuscript Addition: Dante
Editorial Description: Inscribed by Gabriele Rossetti beneath two horizontal lines alongside the opening lines of the poem.
Impresso nelle Rime Antiche, e nella Bella Mano.
A MESSER CINO.
- Siete voi, Messer Cin, se ben v' adocchio,
- Si che la verità par che lo sparga,
- Che stretta via a voi rassembra larga
- Spesso vi fate dimostrare ad occhio.
- Tal frutto è bono, che di quello il nocchio,
- A chi assapora, molto amaror larga,
- E ben lo manifesta vostra targa,
- Che l' erba buona è tal come il finocchio.
- Più per figura non vi parlo avante,
-
10Ma posso dire ben me ne ricorda,
- Ch' a trarr' un baldovin vuol lunga corda.
- A Cielo e che follia dire s' accorda
- Allor non par che la lingua si morda,
- Nè ciò vi mostrò mai Guido,
nè Dante.
page: 143
Impresso nell' Allacci.
A FRA GUITTONE.
- Vostro saggio parlar, ch' è manifesto
- A ciaschedun, che senno aver desìa,
- E 'l cortese ammonir dal qual richiesto
- Sono per rima di Filosofia,
- M' ha fatto certo sì ben chiosa in testo,
- Caro mio Frate Guitton, ch' io vorrìa
- Mutuar
1 ciò ch' ha da la ragion in presto
- O ver perseguitar sua dritta via,
- Di ch' io ringrazio voi; ma ragionando
-
10Dico, ch' ho visto divenir beato
- Uom non giusto: ciò considerando,
- Spero trovar perdon del mio peccato,
- Lo nome e 'l fatto sì ben accordando,
- Ch' io ne saraggio nella fin lodato.
Transcribed Footnote (page 143):
1Dal Latino
Mutuari Salv.
page: 144
Manuscript Addition: V. page 269
Editorial Description: DGR's note at the upper left
Note: There is a small cross marking the beginning of the sonnet. Words in line 1 and 2 are underlined in pencil.
Impresso nell' Allacci.
- La dispietata, che m' ha giunto il
Giovi-
-
Dì della cena, la 'nd' io morte attendo,
- Non dice, del fallare io m' imprendo,
- Anzi le piace ch' io la morte provi.
- Dunque che fai, Amor, che non ti movi?
- Già sai che di neente mi contendo,
- E per ben ubbidir sempre l' offendo;
- Fa che pietosa oramai si trovi.
- Per me nol dico, chè non mi varria;
-
10Ma per avanti trar la sua virtute,
- Che manca sol per quello ch' ha sofferto.
- Di me che sono a crudel vita offerto,
- Tanto ha sdegnato per darmi salute
- Quella, che più valer nom mi porrìa.
page: 145
Manuscript Addition: Giudizio Un[iversale]
Editorial Description: Gabriele Rossetti's truncated note beside line 1
Note: A vertical pencil line inscribed in the left margin brackets lines
1-14
Impresso nell'Allacci.
- Quella crudel stagion, che a giudicare
- Verrà il nostro Signor tutto lo mondo;
- E non sarà alcun uom, che consolare
- Possa il suo cor, e quanto vuol sia mondo.
- Che'l tremerà la terra e lo mare,
- Ed aprirassi il Ciel per lo gran pondo;
- E vorrà il giusto volentier campare;
- E dirà il peccator, dove mi ascondo?
- E non sarà nessun Angel divino,
-
10Che non abbia paura di quell'ira,
- Fuor che la Vergin Donna, nostra guida.
- Or com'farò, che di peccar non fino
- Ell'è simile che son presso a sira
1
- Se li suoi giusti preghi non m'aida
2.