Rossetti Archive Textual Transcription

Document Title: Poeti del primo secolo della lingua italiana in due volumi raccolti
Author: Lodovico Valeriani (editor)
Author: Urbano Lampredi (editor)
Date of publication: 1816
Edition: 1
Volume: 2

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page: [i]
SCRITTORI

DEL PRIMO SECOLO

TOMO SECONDO




page: [ii]
Note: Blank page.
page: [iii]
Editorial Note (page ornament): Publishers' ornament depicting a hinged box with a crank, possibly representing a hand-organ, surmounted by a banner with the motto “IL PIU BEL FIOR NE COGLIE”.
POETI

DEL PRIMO SECOLO

DELLA

LINGUA ITALIANA


IN DUE VOLUMI RACCOLTI



VOLUME SECONDO





FIRENZE

1816

.

page: [iv]
Sunt enim illi Veteres, qui ornare nondum poterant quae

dicebant, omnes prope praeclare locuti: quorum sermone

assuefacti qui erunt, ne cupientes quidem poterunt loqui,

nisi Latine. Neque tamen erit utendum verbis iis, quibus

jam consuetudo nostra non utitur, nisi quando ornandi

causa parce, quod ostendam: sed usitatis ita poterit uti,

lectissimis ut utatur, is, qui in veteribus erit scriptis

studiose et multum volutatus.


CICER. de Orat. lib. 3, cap. 10.
page: 1
Sig. Tom. II. 1
RIME ANTICHE



DI MEO ABBRACCIAVACCA,

O BRACCIO VACCA DA PISTOIA.
Note: Anno 1250.
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 2-4 (not translated by DGR)
page: 5

  • Madonna, vostra altera canoscenza,
  • E l'onorato bene,
  • Che'n voi convene tutto in piacimento,
  • Mise in voi servir sì la mia intenza,
  • Che cura mai non tene,
  • Nè pur sovvene d'altro pensamento,
  • E lo talento di ciò m'è lumera.
  • Così piacer mi trasse in voi, compita,
  • D'ogni valor gradita,
  • 10Di beltate e di gioia miradore,
  • Dove tuttore prendendo mainera
  • L'altre valente donne di lor vita;
  • Perciò non ho partita
  • Voglia da intenza di star servidore.
  • Per servire a voi non seria degno;
  • Ma voi, sovrapiacente,
  • In vostra mente solo nel meo guardo
  • Conoscete, che in cor fedele regno,
  • E ch'eo presi, servente
  • 20Di voi, tacente l'amoroso dardo
  • Per mevi tardo palese coraggio
  • page: 6
  • Fatto serìa, sacciatelo per certo,
  • Per suo mostrare aperto
  • Vorrìa vostro sentir, dico d'avviso,
  • Vedreste priso me di tal servaggio
  • Per la qual donna mai fora scoperto.
  • Tanto scuro ho proferto,
  • Ch'odio, servente in core, amore in viso.
  • Viso sovente mostra cor palese
  • 30D'allegrezza smirata,
  • Perchè alla fiata monta in soverchianza.
  • Ma quello di piacere over d'offese
  • Covra voglia pensata,
  • Perchè doblata grav'è la certanza:
  • Donqua doblanza tenete in sentire.
  • Perciò vo'dico, Amanti: non beltate
  • Solo desiderate,
  • Ma donna saggia, di beltate pura,
  • Nè di natura signorìa soffrire
  • 40Alcun di pari pregio non stimate,
  • Ma di grand'amistate,
  • Che poggia d'onor, quanto china d'altura.
  • D'altura deggio dir, come poss'eo,
  • Lo guigliardon sovrano,
  • page: 7
  • Bene dir, sano di nostra intenzione,
  • Donna, ch'avete sola lo cor meo
  • Ricevestemi in mano
  • Ah non istrano d'altro guigliardone;
  • Che di ragione mi donaste posa
  • 50D'affanno, di disìo, d'attezza forte.
  • Sed eo prendesse morte
  • A vostro grado, me ne piacerìa
  • Sì meretrìa voi d'alcuna cosa:
  • Poi che m'avete tolto e preso in sorte,
  • Non dubitate torte
  • Di mio coraggio, ch'esser non porìa.
  • Essere non porea: chè'l core vole
  • Istar dove valor ha
  • La sua dimora di gioioso stallo:
  • 60E se'l cor pago già nente si dole
  • Dunque'l partire fora
  • Sola mesora sovra ogn'altro fallo.
  • Così intervallo non sento potesse
  • Nel mio servir fedel porgere affanno,
  • Nè voi alcuno inganno:
  • Chè'l gran valore prima si provede
  • Che dia mercede, che poi non avesse
  • Loco, nè presa, che trovasse danno;
  • Chè molti falsi stanno
  • 70Coverti, pronti, parlando gran fede.

Transcription Gap: pages 8-17 (not translated by DGR)
page: 18
Note: Impresso nelle Note del Ditirambo del Redi.
  • Per lunga dimoranza,
  • Ch'ho fatta in gran tormento,
  • Ho cangiata natura,
  • Ch'ho, piangendo, allegranza,
  • E, ridendo, noi'sento,
  • Ogni gioi'm'è rancura.
  • D'aver ben ho pesanza,
  • E del mal mi contento;
  • Parmi'l dì notte scura;
  • 10Degli amici ho dottanza;
  • Coi nimici ho abento;
  • Per lo cald'ho freddura.
  • Di quel, ch'altri è sicuro, son temente;
  • Per gran doglienza canto;
  • Lo solaccio m'attrista;
  • Credo aver ben per male.
  • Ciò, ch'ho ditto, m'avven certanamente:
  • Ma anch'ho senno tanto,
  • Che, secondo mia vista,
  • 20Mal si vola senz'ale.

Transcription Gap: pages 19-55 (not translated by DGR)
page: 56
DI UBALDO DI MARCO

A FRA GUITTONE
Note: Anno 1250.
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: page 57 (not translated by DGR)
page: 58

  • Poso'l corpo in un loco meo pigliando
  • Eo svariando la memoria giva,
  • U'viva nobil figura restando
  • E riguardando stava me pensiva.
  • Dubbiosamente grandor dimorando,
  • Forte dottando se gente veniva,
  • E non vedendo me un flor donando
  • Che odorando poi el molto auliva;
  • Ed eo sentendo su l'odor levai,
  • 10E riguardai per veder l'albore,
  • Che fè tal flore, vidil no già nente.
  • E non vedendol misimi al sentore,
  • E per l'odore l'albore trovai;
  • E riposai al ombra lungiamente.

Transcription Gap: pages 59-75 (not translated by DGR)
page: 76
DI AMOROZZO DA FIRENZE.
Note: Anno 1250.
Editorial Note: Although this canzone is here attributed to Amorozzo da Firenze, DGR identifies it as the work of Carnino Ghiberti da Fiorenza.
  • Lontan vi son, ma presso v'è lo core
  • Con gran mercè cherendo,
  • Che non vi grevi lunga dimoranza.
  • Che se saveste la pena e l'ardore,
  • Che soffro per voi, bella, non veggendo,
  • Ben sovverria di me voi con pietanza.
  • Così m'avven col Cervio, per usanza,
  • Credendosi campare
  • Morte, allungando là'v'onde latrare
  • 10Fere e va al morire;
  • Così'n pensero voi raffigurando
  • Credo campar la morte, e mi sobranza.
  • Sobranzami la morte qual rimiro
  • Affigurando la vostra beltate,
  • Che parmi aver ciò che non ho; mi tegno
  • Così com'uomo face sigramiro
  • Veder lo suo disio per claritate
  • Simile amor mi mira, e mostra'ngegno.
  • page: 77
  • Voi, che non aio e siete meo sostegno,
  • 20Mi dona, e tene in braccio spessamente,
  • Nè a voi giungo, lasso, nè m'attegno;
  • S'eo non m'aggiungo a voi proprio incarnato,
  • Non può durar, che non pera del tutto
  • Che tropo greve fascio d'amor aggio.
  • Com'albore ch'è troppo caricato,
  • Che frange, e perde sene e lo suo frutto,
  • Simile, Amore, eo mi dispereraggio.
  • Ahi! dolce Amore, che consiglio avraggio
  • A'infino eo moro per voi disiare!
  • 30Vorrìa, come Leone
  • Lo figlio a sua nazione
  • Fare di morte surgere e levare.
  • Poteste sescitarmi, s'eo morraggio?
  • Donqua se ciò fosse, piaceriami morte
  • Più non fa vita, stando dipartuto,
  • Nè conveggendo la vostra figura.
  • Cà non serìa sì angosciosa e forte,
  • page: 78
  • Ma mi sembràra avesse dormuto
  • Risuscitando a vostra parladura.
  • 40Ma poiche no assicura,
  • Vorrea, com'fedel fino,
  • Sì come l'Assessino
  • Ca per ubbidir suo Signor sen fallo,
  • Va, prende morte, e non sinde cura.
  • Così non cureraio che m'avvegna.
  • Tuttora affino in ver voi la mia spene,
  • Da poi che Amor lo vuole e lo comanda.
  • Disavventura ver voi mi rimanda
  • Pregarevi la mainera tegnamo
  • 50Chente due augel fanno,
  • Quando all'amor s'addanno
  • A lor compungimento, e di tanto amo,
  • Che l'un, se l'altro non parte, ne ancide.
Transcription Gap: pages 79-81 (not translated by DGR)
page: 82
Note: At the end of the fifteenth line of verse, the last one or two letters of the last word are illegible.
DI SIMBUONO GIUDICE
Note: Anno 1250.
  • Spesso di gioia nasce ed incomenza
  • Ciò, ch'adduce dolore
  • Al core umano, e parli gio'sentire.
  • E frutto nascer di dolce semenza,
  • Ch'è d'amaro sapore,
  • Spess'ore ho veduto addivenire.
  • Dicol per me, che'n folle intendimento
  • Credendom'aver gioia,
  • Gaudente incominciai
  • 10Amor di donna piacente ed altera
  • Per uno isguardo, ch'ebbi allegramente,
  • Laond'eo patisco noia;
  • Da poi ch'eo innamorai
  • Sempre m'è stata selvaggia e guerrera.
  • Ben mi credetti aver gioia compian,
  • Quando lo dolce isguardo
  • Vidi ver me picente e amoroso;
  • Ora mispero da che m'è fallita.
  • E'di mortale dardo
  • 20Sentomi allo cor colpo periglioso,
  • Che per gli occhi passao similemente,
  • Come per vetro passa
  • Senza lo dipartire,
  • Ed oltra luce, dello sole spera.
  • page: 83
  • Come in ispecchio passa immantenente
  • Figura, e non lo cassa.
  • Ma credo, allo ver dire,
  • Lo meo core partuto, e morte spera.
  • Sperando morte, ancor porèa guarire
  • 30La mia crudel feruta,
  • Sì ch'eo non fosse in tutto a morte dato.
  • Cà riceputo l'ho per folle ardire,
  • Laudando mia veduta,
  • Credendomene aver gioioso stato.
  • Penso ch'amor porìa in gio'tornare
  • Per una sembianza,
  • Che dal core mi vene,
  • Perseverando da lei mi venisse,
  • Ch'a Pellèo la posso assomigliare;
  • 40Feruta di sua lanza,
  • Non guerrèa mai, se altre
  • Con ella il loco non si riferisse.
  • Dunque m'è uopo di chiamar mercede
  • Dello suo fallimento,
  • Ed umiltate in ver di lei usare.
  • Ma il suo gran pregio non lo mi concede
  • Dire che tradimento
  • Potesse loco in tal donna provare,
  • page: 84
  • In cui è senno e tutta conoscenza.
  • 50Però mercè le chiamo,
  • Chè fallir non porrìa
  • Mercè, nè senno, nè tutt'altre virtute;
  • E non devrìa dar morte, a mia parvenza.
  • Lo viso, ch'io tant'amo,
  • Sguardando; anzi devrìa
  • Tutt'altre morti guarire e ferute.
  • Poichè a speranza di mercè mi rendo,
  • E allo suo signoraggio
  • Umilemente core corpo e vita,
  • 60Tutto valore in ella conoscendo,
  • So che salute avraggio
  • E del mio male per mercede aita
  • Che somiglianza tien del buon signore,
  • Quand'uomo a chi combatte
  • Si rende per suo grato,
  • Ogni fallire e torto gli perdona:
  • Tanto conosco è in ella nobil core,
  • Che del leone abbatte
  • Orgoglio sormontato,
  • 70E nobiltate ha messo in lei corona.

Transcription Gap: pages 85-86 (not translated by DGR)
page: 87
DI MASARELLO DA TODI
Note: Anno 1250.
  • Ogni uomo deve assai caro tenere
  • Lo primo bene, ched ave acquistato;
  • Che se viene in ricchezza nè in potere,
  • Con quello primo l'ave guadagnato.
  • Chi seguita lo suo folle volere
  • Alla fiata trovasi ingannato;
  • Però deve dottare di cadere
  • Quello, che non travaglia, alto montato.
  • Rade fiate trov'uomo follìa
  • 10Accompagnata con la povertate,
  • Perciocchè lo pensieri lo'nde'stolle.
  • Ma quello, che fu povero da pria,
  • Se poi vene in ricchezza e in dignitate,
  • Ispesse fiate trova l'uomo folle.

Transcription Gap: pages 88-103 (not translated by DGR)
page: 104
DI LAPO GIANNI,O SIA GIOVANNI

LAPO.
Note: Anno 1250.
Note: Impressa nell'Allacci.
  • Amor, eo chero mia donna in domino,
  • L'Arno balsamo fino,
  • Le mura di fiorenza inargentate,
  • Lu Rughe di Cristallo lastricate,
  • Fortezze alte merlate,
  • Mio fedel fosse ciaschedun Latino,
  • Il mondo in pace, secuor'l camino,
  • Non mi noccia vicino,
  • E l'aira temperata verno e state,
  • 10Mille donne e donzelle adornate,
  • Sempre d'amor pregiate,
  • Meco cantasser la sera e'l mattino,
  • E giardin fruttuosi di gran giro
  • Con grande uccellagione,
  • Pien di condutti d'acqua e cacciagione,
  • Bel mi trovasse come fu Absalone,
  • page: 105
  • Sansone pareggiasse e Salamone,
  • Servaggi di Barone,
  • Sonar viole, chitarre, e canzone,
  • 20Poscia dover entrar nel Cielo empiro,
  • Giovene, sana, allegra, e secura
  • Fosse mia vita, finchè'l modo dura.

Transcription Gap: pages 106-117 (not translated by DGR)
page: 118
Transcription Gap: beginning of page (not translated by DGR)
Note: Impressa nella suddetta Scelta di Rime Antiche.
  • Ballata, poi che ti compose Amore
  • Nella mia mente, ove fa residenza,
  • Girai a quella, che somma piacenza
  • Mi saettò per gli occhi dentro al core.
  • Poi sei nata d'Amore ancella nuova,
  • D'ogni virtù dovresti essere ornata,
  • Dovunque vai dolce, savia, ed intesa:
  • La tua vista ne fa perfetta fede;
  • Però dir non ti compio l'imbasciata,
  • 10Che spero s'hai del mio intelletto presa,
  • E tu la vedi nel suo viso accesa,
  • Non dicer motto, se fusse adirata;
  • Ma, quando la vedrai umiliata,
  • Parla soave senza alcun timore.
  • Quando cortesemente avrai parlato,
  • Con bello inchino, e con dolce salute
  • page: 119
  • Alla serena fronte di beltate,
  • Apprendi suo responso angelicato,
  • Che muove lingua di gentil virtute
  • 20Vestuta manto di soavitate;
  • Se l'è in piacer d'avermi in potestate,
  • Non fia suo viso colorato in grana;
  • Ma fia negli occhi suoi umile e piana,
  • E pallidetta quasi nel colore.
  • Appresso che lo tuo dir amoroso
  • Prenderà la sua mente con paura
  • Del pensoso membrar che Amor le dona,
  • Dirai com'io son sempre desioso
  • Di far li suo'piacer oltre misura,
  • 30Mentre la vita mia non m'abbandona.
  • Dì, che Amor meco sovente ragiona,
  • Che fu principio d'esta benvoglienza,
  • Quei che la mente, e'l core, e mia potenza
  • Ha messe in signorìa del suo valore.
  • Tu vederai la nobil accoglienza
  • Nel cerchio delle braccia, ove pietade
  • Ripara con la gentilezza umana:
  • E vederai sua dolce intelligenza
  • Nelli atti suoi, se non parla villana:
  • 40E vederai, meraviglia sovrana,
  • Com'en formate angeliche bellezze,
  • E di nuovi miracoli adornezze,
  • page: 120
  • Onde Amor tragge l'altezza d'onore.
  • Muovi, Ballata, senza far sentore,
  • E prenderai l'amoroso cammino:
  • Quando sei giunta, parla a capo chino,
  • Non mi donar di gelosìa errore.

Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 121-135 (not translated by DGR)
page: 136
DI ONESTO BOLOGNESE
Note: Anno 1250.
Editorial Note: Although the editors have called the poet by the name Onesto Bolognese, DGR terms him Onesto di Boncima, Bolognese.
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: pages 137-144 (not translated by DGR)
page: 145
Note: Impresso nell'Allacci.
  • Quella crudel stagion, che a giudicare
  • Verrà il nostro Signor tutto lo mondo;
  • E non sarà alcun uom, che consolare
  • Possa il suo cor, e quanto vuol sia mondo.
  • Che'l tremerà la terra e lo mare,
  • Ed aprirassi il Ciel per lo gran pondo;
  • E vorrà il giusto volentier campare;
  • E dirà il peccator, dove mi ascondo?
  • E non sarà nessun Angel divino,
  • 10Che non abbia paura di quell'ira,
  • Fuor che la Vergin Donna, nostra guida.
  • Or com'farò, che di peccar non fino
  • Ell'è simile che son presso a sira
  • Se li suoi giusti preghi non m'aida.

Transcription Gap: page 146 (not translated by DGR)
page: 147
Note: Impresso nell'Allacci.
  • Non so, s'è mercè, che mo vene a meno,
  • O è sventura, o soperchianza d'arte,
  • Che per la mia donna Luni, e Marte,
  • E ciascun dì con se ragiona appieno.
  • Più d'uom vivente crudel vita meno,
  • Nè mai mi disse: dalla morte guarte,
  • Mercè voi, che son già gli spirti sparte,
  • E che ne avete stanco un uom terreno.
  • E se forza di Amor con dritta prova
  • 10Mi concedesse di umiltà vestita,
  • Ch'i'la trovasse sol un'ora stando,
  • Fora tanto gioiosa la mia vita,
  • Che quale mi conosce, riguardando
  • Vederìa in me di Amor figura nova.

Transcription Gap: pages 148-153 (not translated by DGR)
page: 154
DI TERINO DA CASTEL FIORENTINO
Note: Anno 1250.
Note: Impresso ne'Commentarj della Volgar Poesia

del Crescimbeni.


A MESSER ONESTO BOLOGNESE
  • Se vi stringesse, quanto dite, amore,
  • Che vi mettesse in dubio di finita,
  • Voi stareste lontano dal Signore,
  • Messer Onesto, che vi può dar vita.
  • Voi passereste per lo mar maggiore,
  • Non che per l'Alpi, ch'hanno via spedita,
  • Per rallegrar di gioia il vostro core
  • Per la veduta, che me non aita.
  • Anzi mi fa maggiormente dolere,
  • 10Ch'i'non posso trovar guado, nè ponti,
  • Ch'alla mia donna gir possa o mandare.
  • Chè maggior pena non si può avere,
  • Che veder l'acque nelle chiare fonti,
  • E aver sete, e non poterne bere.

page: 155
DI MAESTRO MIGLIORE

DA FIORENZA
Note: Anno 1250.
Note: Impresso ne'Commentarj della Volgar Poesia

del Crescimbeni.
  • Amore, s'eo parto, il cor si parte e dole,
  • E vuol disamorare e innamura.
  • Tant'ho guardato al raggio dello Sole,
  • Che ciò, ch'eo veggio, par di sua natura.
  • Lo cor ciò, ch'ha voluto, non disvole,
  • E lo voler l'aucide, se li dura,
  • Membrandoli la gioia, ch'aver suole;
  • Ch'ogni altra vita a morte lo spaura.
  • Oi lasso, che non è gioia d'Amore
  • 10A nessun uomo, che di bon cor ama,
  • Che non aia più doglia, che dolciore.
  • Lo cominciare è doglia a chi lo brama;
  • E lo finire è doglia, e più dolore;
  • E'l mezzo è doglia, e conforto si chiama.

Transcription Gap: page 156 (not translated by DGR)
page: 157
DI DELLO DA SIGNA
Note: Anno 1250.
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
Transcription Gap: page 158 (not translated by DGR)
page: 159

  • Levandomi speranza
  • D'aver gioia compita per amore,
  • Piacque alla donna mia ch'eo li sia amante.
  • E dammi sicuranza
  • Del suo piacente e pietoso core,
  • Dell'amoroso suo gaio sembiante.
  • Sì ch'eo non ho dottanza
  • Di star leale amante e servidore,
  • E ch'eo non sia di gioi'più d'altro amante.
  • 10E mercè fa pietanza,
  • E pietà face d'amar lo dolzore,
  • E bon servir fa servo bene stante.
  • Ed eo, che son servente più d'altr', amo,
  • Donna più d'altra gente,
  • Canto ed allegro, e gioi'attendo e spero
  • Da lei, cui servo, e cui mi son donato.
  • E se davanti mercede le chiamo,
  • So che non l'è spiacente;
  • Però mi riconforto, e non dispero,
  • 20Avvegna in tutto gioir m'ha vietato.

Transcription Gap: pages 160-167 (not translated by DGR)
page: 168
DI FOLGORE DA SAN GEMINIANO
Note: Anno 1260.
Note:

Tutti i Sonetti di questo Poeta sono impressi nell'Allacci.
Transcription Gap: rest of page (not translated by DGR)
page: 169

  • Fior di vertù si è gentil coraggio;
  • E frutto di vertù si è onore;
  • E vaso di vertù si è valore;
  • E nome di vertù è uomo saggio;
  • E specchio di vertù non vede oltraggio;
  • E viso di vertù chiaro colore;
  • Ed amor di vertù buon servitore;
  • E dono di vertù dolce lignaggio;
  • E loco di vertù è cognoscenza,
  • 10E seggio di vertù amor reale,
  • E poder di vertù è sofferenza;
  • E opra di vertù esser liale;
  • E braccio di vertù bella accoglienza;
  • Tutta vertù è render ben per male.

Transcription Gap: page 170 (not translated by DGR)
page: 171
De'Mesi

Ad una nobile brigata di Senesi.
  • Alla brigata nobile e cortese,
  • E a tutte quelle parte dove sono,
  • Con allegrezza stando sempre, dono
  • Cani, uccelli, e denari per ispese.
  • Ronzin portanti, quaglie a volo prese,
  • Bracchi, levrier corrier, veltri abbandono.
  • In questo regno Niccolò corono,
  • Perch'ell'è fior della Città Sanese.
  • Tingoccio, Atuin di Togno, ed Ancaiano,
  • 10Bartolo, e Mugaro, e Fainotto,
  • Che paiono figliuoli del Re Pano;
  • Prodi, cortesi più che Lancillotto;
  • Se bisognasse, con le lance in mano
  • Farìano torneamenti a Cambellotto.

page: 172
DI GENNAIO.
  • I dono vai nel mese di Gennaio,
  • Corte con fochi e di salette accese,
  • Camere e letta d'ogni bello arnese,
  • Lenzuol di seta, e copertoi di vaio;
  • Treggea, confetti, e messere Arazzaio,
  • Vestiti di doagio e di rascese
  • E'n questo modo star alle difese
  • Mo ch'ha Sirocco, Garbino, e Rovaio.
  • Uscir di fora alcuna volta il giorno,
  • 10Gittando della neve bella e bianca
  • A le donzelle, che staran dattorno.
  • E quando fosse la compagnia stanca
  • A questa Corte facciate ritorno,
  • E si riposi la brigata franca.

page: 173
DI FEBBRAIO.
  • Di Febbraio vi dono bella caccia
  • Di cervi, cavrioli, e di cinghiari;
  • Corte gonnelle, e grossi calzari,
  • E compagnia, che vi diletti e piaccia.
  • Con de'guinzagli e segugi da traccia,
  • E le borse fornite di denari,
  • Ad onta degli scarsi e degli avari,
  • Che di questo vi dan briga e capaccia.
  • E la sera tornar coi vostri fanti,
  • 10Carcati della molta salvagina,
  • Avendo gioia, allegrezza, e canti.
  • Far trar del vino e fumar la cucina,
  • E fin al primo sonno star raggianti,
  • E po'posar in fin alla mattina.

page: 174
DI MARZO.
  • Di Marzo sì vi do una peschiera
  • D'anguille, trote, lamprede, e salmoni,
  • Di dentali, delfini, e storioni,
  • D'ogn'altro pesce in tutta la rivera,
  • Con pescatori e navicelle a schiera,
  • E barche, e saettìe, e galeoni,
  • Le qual vi portino tutte stagioni
  • A qual porto vi piace alla Primera,
  • Che sia fornito di molti palazzi,
  • 10D'ogn'altra cosa che vi sie mestero,
  • E gente v'abbia di tutti solazzi.
  • Prete non v'abbia mai, nè monastero.
  • Lasciate predicare i Frati pazzi,
  • Ch'hanno troppe bugìe e poco vero.

page: 175
DI APRILE.
  • D'Aprile vi do la gentil campagna
  • Tutta fiorita di bell'erba fresca;
  • Fontane d'acqua, che non vi rincresca,
  • Donne e donzelle, per vostra compagna,
  • Ambianti, palafren, destrier di Spagna,
  • E gente costumata alla francesca;
  • Cantar, danzar alla provenzalesca
  • Con istrumenti novi d'Alemagna.
  • E dattorno vi sian molti giardini,
  • 10E giachito vi sia ogni persona.
  • Ciascun con reverenzia adori e'nchini
  • A quel gentil, ch'ho dato la corona
  • Di pietri preziosi gli più fini,
  • Ch'ha Presto Giovan, Re di Babilona.

page: 176
DI MAGGIO.
  • Di Maggio sì vi do molti cavagli,
  • E tutti quanti siano affrenatori,
  • Portanti tutti, dritti, e corridori,
  • Pettorali, testiere di sonagli,
  • Bandiere, e coverte a molti tagli
  • Di zendadi e di tutti colori,
  • Le targhe a modo di armeggiatori,
  • Viole, rose, e fior ch'ogni uomo abbagli.
  • Rompere e fiaccar bigordi e lance,
  • 10E piover da finestre e da balconi
  • In giù ghirlande, e in su mele rance,
  • E pulzellette, giovene, e garzoni
  • Basciarsi nella bocca e nelle guance;
  • D'amore e di goder vi si ragioni.

page: 177
DI GIUGNO.
  • Di Giugno dovvi una montagnetta
  • Coverta di bellissimi arboscelli,
  • Con trenta ville e dodeci castelli,
  • Che siano intorno ad una Cittadetta;
  • Ch'abbia nel mezzo una sua fontanetta,
  • E faccia mille rami e fiumicelli,
  • Ferendo per giardini e praticelli,
  • E rinfrescando la minuta erbetta.
  • Aranci, e cedri, dattili, e lomìe,
  • 10E tutte l'altre frutte savorose,
  • Impergolate siano per le vie.
  • E le genti vi sian tutte amorose,
  • E faccianvisi tante cortesie,
  • Ch'a tutto il mondo siano graziose.

page: 178
DI LUGLIO.
  • Di Luglio in Siena sulla saliciata
  • Dovvi piene inguistare di trebbiani,
  • Nelle canove li ghiacci vaiani,
  • E mane e sera mangiare in brigata
  • Di quella gelatina ismisurata,
  • Istarne roste, gioveni fagiani,
  • Lessi capponi, capretti sovrani,
  • E cui piacesse, la manza e l'agliata.
  • E vie trarre tempo e bona vita,
  • 10E non andar di fuor per questo caldo,
  • Vestir zendadi di bella partita.
  • E quando godi, star pur fermo e saldo,
  • E sempre aver la tavola fornita,
  • E non voler la noia per gastaldo.

page: 179
DI AGOSTO.
  • D'Agosto sì vi do trenta castella
  • In una valle d'alpe montanina,
  • Che non vi possa vento di marina
  • Per istar sani chiari come stella;
  • E palafreni di montar in sella,
  • E cavalcar la sera e la mattina,
  • E l'una terra e l'altra sia vicina,
  • Che un miglio sia la nostra giornatella.
  • Tornando tutta via verso casa
  • 10Per la valle corra una fiumana
  • Che vada notte e dì traente e rasa.
  • E star nel fresco tutta meriggiana;
  • La vostra borsa sempre al trarre pasa
  • Per la miglior vivanda di Toscana.

page: 180
DI SETTEMBRE.
  • Di Settembre vi do diletti tanti,
  • Falconi, astori, smerletti, sparvieri;
  • Lunghi zimbelli siano con carnieri;
  • Bracchetti con sonagli, pasto, e guanti.
  • Bolge, e balestre dritte ben portanti,
  • Archi, strali, ballotte e ballottieri.
  • Sianvi mudati vil fangi e asteri
  • Nidiaci, e di tutt'altri uccel volanti,
  • Che fosser voni da fidare e prendere;
  • 10E l'un all'altro tuttavia donando;
  • E possasi rubare e non contendere,
  • Quando con altra gente rincontrando
  • La vostra borsa sia acconcia a spendere,
  • E tutti abbian l'avarizia in bando.

page: 181
DI OTTOBRE.
  • Di Ottobre nel contà, ch'ha buono stallo,
  • Pregovi, figliuoli, che voi andiate:
  • Traetevi buon tempo, ed uccellate,
  • Come vi piace, a piè ed a cavallo.
  • La sera per la sala andate a ballo,
  • Bevete del mosto, e inebriate;
  • Chè non ci ha miglior vita in veritate,
  • E questo è vero come il fiorin giallo.
  • E poscia vi levate la mattina,
  • 10E lavatevi'l viso con le mani;
  • Lo rosto e'l vino è bona medicina.
  • Allegri in Griele starete più sani,
  • Che pesce in lago, fiume, o in marina,
  • Avendo miglior vita di Cristiani.

page: 182
DI NOVEMBRE.
  • E di Novembre petriuolo e'l bagno
  • Con trenta muli carchi di moneta.
  • La ruga sia tutta coverta a seta,
  • Coppi d'argento, bottacci di stagno;
  • E dare ad ogni stazonier guadagno
  • Torchi, doppier, che vegnan di Clareta,
  • Confetti con citriata di Gaeta;
  • Bea ciascun, e conforti'l compagno.
  • E'l freddo sia grande e'l foco spesso.
  • 10Fagiani, starne, colombi, mortiti,
  • Levori, cavrioli, rosto e lesso.
  • E sempre aver acconci gli appetiti,
  • La notte e'l vento piovere a ciel messo,
  • Siate nelle letta ben forniti.

page: 183
DI DICEMBRE.
  • E di Dicembre una Città in piano,
  • Sale terrene, grandissimi fochi,
  • Tappeti tesi, tavolieri, e giochi,
  • Torticci accesi, star coi dati in mano.
  • E l'oste imbriaco e Catalano,
  • E porci morti, e finissimi cochi,
  • Morselli ciascun bea e mandochi,
  • Le botti fian maggior che San Galgano.
  • Siate ben vestiti e foderati
  • 10Di guarnacce, tabarri, e mantelli,
  • E di cappucci fini e smisurati;
  • E beffe far dei tristi cattivelli,
  • E miseri cattivi sciagurati
  • Avari: non vogliate usar con elli.

page: 184
LA CONCLUSIONE.
  • Sonetto mio, anda o'lo divisi
  • Colui, ch'è pien di tutta gentilezza:
  • Dì da mia parte con tutta allegrezza
  • Ch'io son acconcio a tutti suoi avvisi:
  • E più m'è caro, che non val Parisi,
  • D'avere sua amistade e contezza:
  • Se ello avesse imperial ricchezza
  • Starei lì me'che San Francesco in Sisi.
  • Raccomandami a lui tutta fiata,
  • 10Ed alla sua compagna, ed a Caiano,
  • Chè senza lui non non è lieta brigata.
  • Folgore vostro da San Geminiano
  • Vi manda, dice, e fa questa ambasciata,
  • Che voi n'andaste con suo core in mano.

Transcription Gap: page 185 (not translated by DGR)
page: 186
DELLA SETTIMANA
  • I ho pensato di fare un gioiello,
  • Che sia allegro, gioioso, ed ornato;
  • E sì'l vorrei donare in parte e lato,
  • Ch'ogni uomo dica, e'li sta bene; è bello.
  • E or di novo ho trovato un donzello
  • Saggio, cortese, bene ammaestrato,
  • Che gli starebbe meglio l'imperiato,
  • Che non istà la gemma nell'anello.
  • Carlo di Messer Guerra Cavicciuoli,
  • 10Quel ch'è valente, ardito, e gagliardo,
  • E servente, comandi chi che vuoli.
  • Leggiero più che lonza o liopardo,
  • E mai non fece dei denar figliuoli,
  • Ma spende più che'l Marchese Lombardo.

page: 187
LUNEDÌ

Giorno di Canti e d'Amori
  • Quando la luna e la stella diana
  • E la notte si parte, e il giorno appare
  • Vento leggiere per polire l'a're,
  • E fa la gente stare allegra e sana;
  • Il Lunedì per capo di semmana
  • Con istrumenti mattinata fare,
  • Ed amorose donzelle cantare,
  • E'l Sol ferire per la meridiana;
  • Levati su, donzello, e non dormire;
  • 10Chè l'amoroso giorno ti conforta,
  • E vuol che vadi tua donna a fruire.
  • Palafren e destrier siano alla porta,
  • Donzelli e servitor con bel vestire,
  • E poi far ciò ch'amor comanda e porta.

page: 188
MARTEDÌ

Giorno di Battaglie.
  • E'l Martedì li do un nuovo mondo:
  • Udir sonar trombetti e tamburelli,
  • Armar pedon, cavalier, e donzelli,
  • E campane a martello dicer don do: